venerdì 13 dicembre 2013

RICORDANDO RICHARD WAGNER NEL BICENTENARIO DELLA NASCITA

(Lipsia, 22 maggio 1813 – Venezia, 13 febbraio 1883) TERZA PUNTATA: -------------- Negli anni di permanenza a Vienna, gli affari privati di Wagner andarono di male in peggio. Nel 1863, pubblicava il poema “L’ANELLO DEL NIBELUNGO” come opera letteraria. “Sarà già difficile che trovi del tempo libero per completare la musica, e ho abbandonato ogni speranza di vederlo rappresentato.” . Più di una volta, il pensiero del suicidio attraversò la mente del musicista. In una lettera a Liszt, scriveva: “Credetemi, se sono ancora vivo è solo perché sento un impulso irresistibile a completare le creazioni d’arte che vivono in me e che mi danno la forza di vivere.” . Quando i creditori si facevano insistenti, li sfuggiva e, quando il bisogno bussava alla porta, si immergeva ancor più nel lavoro. E quanto più le sue opere si facevano singolari dal punto di vista artistico, tanto più si accrescevano le sue esigenze nei confronti del pubblico. Era convinto che gli altri avessero il dovere di portare alla vita le sue creazioni. . Nella premessa a “L’ANELLO DEL NIBELUNGO”, così egli riassume il costo enorme che la messa in scena della “TETRALOGIA” avrebbe comportato: “Solo un principe avrebbe i mezzi per farlo. Si troverà mai questo principe?” La risposta fu affermativa: il re Luigi II di Baviera si rivelò l’uomo che Wagner cercava. Salito al trono, uno dei suoi primi atti fu di inviare un segretario privato a chiamare il musicista. Egli diede a Wagner piena assistenza finanziaria e morale finché non intervenne a impedirglielo il governo; fu lui a rendere possibile il programma di Bayreuth. “Io porto la corona per voi”, scriveva al maestro. “Ditemi i vostri desideri e io ubbidirò”. Per alcuni mesi, il re e il compositore furono molto vicini e progettarono la messa in scena de “L’ANELLO DEL NIBELUNGO”. “Quando saremo morti da lungo tempo” (sono altre parole scritte da Luigi II) “il nostro lavoro sarà per i posteri un esempio luminoso.” Per sei anni, Wagner visse a Triebschen, nei pressi di Lucerna, con uno stipendio fisso passatogli dal re. Egli completò “TRISTANO” e si mise all’opera per “I MAESTRI CANTORI DI NORIMBERGA”. In quel periodo gli furono vicini per lunghi tratti di tempo il maestro HANS VON BÜLOW, suo amico e protettore, e la moglie di questi, COSIMA, figlia di LISZT e della contessa Marie d’Agoult. Il 10 giugno 1865 fu uno fra i giorni più belli della vita di Wagner, quando “TRISTANO E ISOTTA” venne rappresentata per la prima volta al Teatro di Corte di Monaco e, per la prima volta, il maestro ebbe la possibilità di assistere al compimento di un suo sogno. Negli inviti, egli scrisse: “Considera queste esecuzioni come festival artistici, ai quali invito gli amici lontani e vicini della mia arte. Essi saranno liberi dall’atmosfera che circonda le consuete esecuzioni teatrali … Non si tratta, questa volta, di quel piacere o non piacere che sta al centro della moderna partita d’azzardo teatrale. Si tratterà soltanto di vedere se opere di questo genere, sostenute da un’esecuzione eccellente, abbiano la capacità di esercitare i giusti effetti sulla mente umana.” La manifestazione fu un trionfo e, negli anni successivi, Von Bülow diresse “TANNHÄUSER” (1866), “LOHENGRIN” (1867) e, nel 1868, “I MAESTRI CANTORI DI NORIMBERGA” che Wagner aveva completato a Triebschen. Ma, nel frattempo, tra Wagner e Von Bülow era avvenuta una rottura personale. L’attaccamento crescente tra Wagner e Cosima portò al divorzio i coniugi Bülow, dopo il quale gli amanti ebbero un figlio (SIEGFRIED) e si sposarono. . Cosima, donna di spirito potente, intelligente e decisa, divenne la collaboratrice instancabile del marito, lo aiutò a tradurre in atto il più grande dei suoi scopi: il progetto di un teatro, tempio della sua arte, nel quale “L’ANELLO DEL NIBELUNGO” (e le altre opere di Wagner) potessero avere la messa in scena ideale. Grazie al re Luigi II, il progetto divenne realtà, e il giorno del cinquantanovesimo compleanno di Wagner, a Bayreuth, fu posta la prima pietra del TEATRO DI BAYREUTH. Terminato nel 1876, fu inaugurato con l’esecuzione completa della TETRALOGIA (13-17 agosto). Una cronaca del tempo ci fornisce un quadro vivace di quei giorni, a Bayreuth: “I ritratti del maestro sono esposti nelle vetrine di tutti i negozi, stampati sulle scatole di sigari e riprodotti sui boccali di birra. “Wahnfried”, la sua residenza, è diventata il centro della città e, per tutto il giorno, una folla di gente si dirige alla villa. Vi è Liszt e, di tanto in tanto, lo si vede uscire in carrozza verso la città, con la figlia. E anche Wagner, a volte, percorre le vie in carrozza: al suo passaggio, la gente si scopre ed egli restituisce i saluti con affabilità. A mezzogiorno, chi si soffermi per qualche minuto nella piazza centrale della città, si trova nel cuore di una scena meravigliosa. In mezzo a questa folla festosa, potete ritrovare i più celebri cantanti della Germania e numerose personalità musicali di primo piano di tutto il mondo: Wotan chiacchiera con le altre autorità del Valhalla, mentre Walchirie e Figlie del Reno fanno cerchio all’intorno”. . Re Luigi II era presente ogni giorno alle prove e l’imperatore e diversi principi intervennero alla cerimonia di inaugurazione. Ecco come un orchestrale definì l’acustica del teatro: “In questa sala, l’ottone si trasforma in oro”. . Nonostante il successo conseguito dalle rappresentazioni, Wagner restò con un forte disavanzo e fu solo la speranza di guadagnare il necessario per coprire i debiti a indurlo a dare alla ROYAL ALBERT HALL di Londra, nel maggio 1877, sei programmi di brani tolti dalle sue opere. Ma, anche questa manifestazione, dal punto di vista finanziario, fu una delusione. Il Teatro di Bayreuth restò chiuso dal 1876 al 1882, quando vi fu rappresentato “PARSIFAL”, l’ultima opera di Wagner. . Il Maestro morì l’anno dopo, a Venezia, e fu sepolto a Bayreuth. (Il Mondo della Musica) Battuto al computer da Lauretta

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