mercoledì 27 luglio 2022

LUDWIG VAN BEETHOVEN (PARTE PRIMA)

Riportando un commento che è stato scritto recentemente: 


Ludwig van Beethoven (16 dicembre 1770 – 26 marzo 1827) è stato la summa del classicismo e della musica composta fino allora. 

Né “barbaro” né barocco, né “gotico” né religioso, lui fu il primo tra i grandi a non comporre musica per rituali, che fossero pagani, cristiani, o semplici feste di corte o carnevalesche.

In massima parte Beethoven faceva musica in sé per sé, senza quelle funzionalizzazioni committenti. Un grande artista individualista, che componeva quello che “sentiva” di comporre.

Lui, apogeo del classicismo e transizione verso l’avvenire dell’ideale romantico, modificò il concetto stesso di musica obbligando gli altri a vedere attraverso lui il futuro stesso di quest'arte. 


Ciò perché fu un artista che non si limitò ad ampliare tutto quello c’era stato precedentemente: mediante pure il suo diverso “sentire” la musica e quindi il suo approccio (quello estremamente soggettivo privo di suggestioni esterne), creò nuove forme e soluzioni musicali, raggiunse tali e tanti esiti inusitati e polimorfi da imporsi.

La sua musica innovativa è incisiva e potente ma anche profonda e raffinata, e ha “costretto” tutti i giganti susseguenti a prenderlo sempre come riferimento, almeno quanto Bach; fu un formidabile spartiacque tra la musica precedente e quella successiva, pur rimanendo in un alveo tradizionale. 



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PRIMA PARTE :

Ludwig van Beethoven nasce a Bonn, il 16 dicembre 1770 e muore a Vienna il 26 marzo 1827. 

E' un compositore, pianista e direttore d'orchestra tedesco.

E' ritenuto uno dei maggiori e più influenti compositori di tutti i tempi ed è fondamentale per la Musica Colta occidentale e ultimo rappresentante rilevante del classicismo viennese.  

E' considerato uno dei massimi geni musicali, nonostante la sordità (ipoacusia) che lo colpisce prima ancora dei trent'anni di età: infatti, continua a comporre, dirigere e suonare, lasciandoci  una produzione musicale fondamentale e straordinaria.

E' influenza-base-modello per la musica del secolo XIX e futuri per molti compositori. 


Beethoven-"artista eroico" riesce a comunicare ogni sua emozione, esperienza personale o sentimento e il suo mito  aumenta tantissimo, nel periodo romantico e anticipando molto del futuro Romanticismo: "la sua adesione alle regole dell'armonia nelle modulazioni, il rigetto dei cromatismi nelle melodie, la cura dell'equilibrio formale dei brani lo collocano nel solco della tradizione del classicismo".   

Le sue produzioni orchestrali, pianistiche, cameristiche, composizioni sacre ("Missa Solemnis") e teatrali ("Fidelio") sono capolavori. 


L'infanzia e l'adolescenza di Beethoven:

Il padre e la madre di Ludwig sono Johann van Beethoven (1740–1792) e Maria Magdalena Keverich (1746–1787), la famiglia di Beethoven ha origini umili e possiede una tradizione musicale da un paio di  generazioni. 

Infatti, il nonno paterno  discende da una famiglia proveniente dalle Fiandre (Belgio settentrionale-Olanda) di contadini e umili lavoratori, originaria del Brabante. 

Sembra che il vero nome fosse "Van Bettenhoven" e derivasse dal villaggio omonimo. 


. Il nonno di Beethoven è un buon musicista e si trasferisce a Bonn nel 1732, dove diventa Kapellmeister (Maestro di Cappella) del Principe Elettore di Colonia e sposa Maria Josepha Pall  (l'anno seguente). 


. Johann van Beethoven, suo figlio (e padre di Beethoven), è musicista e tenore alla Corte di Augusto di Baviera, Principe Arcivescovo Elettore di Colonia Clemente. 

Il padre di Ludwig è un uomo schiavo dell'alcool, scadente, incivile, violento, ed educa i figli molto severamente; però, identifica le doti eccezionali di Ludwig e vuole guadagnare il maggior profitto possibile, in particolare economico.  

Infatti, riflette su Mozart bambino che, una quindicina di anni prima, viene portato dal padre in tournée concertistiche in tutta Europa, per cui avvia Ludwig allo studio della Musica già dal 1775 e, riconoscendone fin da subito la straordinaria predisposizione, nel 1778 (giro di concerti attraverso la Renania, da Bonn a Colonia) e nel 1781 (nei Paesi Bassi) lo presenta come virtuoso di pianoforte. 

Però, l'esito sperato non si verifica perché Johann è capace solo di cattiveria, aggressività e di autorità caparbia: infatti, spesso, completamente ubriaco, costringe Ludwig ad alzarsi di notte e gli ordina di suonare il pianoforte o il violino per intrattenere i suoi amici. 

Anche la sua educazione e l'istruzione musicale del piccolo Ludwig è agitatissima: il padre lo affida inizialmente a Tobias Pfeiffer (altrettanto incline all'alcool e non buon insegnante), all'organista di corte (Aegidius van der Aeden), al violinista Franz Georg Rovantini (cugino della moglie Maria Magdalena) e al francescano Willibald Koch. 


. La madre, Maria Magdalena Keverich nasce a Ehrenbreitstein (Coblenza), è figlia di un cuoco dell'Elettore di Treviri e i suoi antenati provengono dalla Mosella. 

1762: all'età di diciassette anni,  sposa un servo e cameriere del Principe Elettore di Treviri (chiamato Laym) e partorisce un figlio che muore abbastanza presto. 

1764: all'età di diciannove anni, rimane vedova. 

12 novembre 1767: si sposa con Johann van Beethoven. 

2 aprile 1769: Battesimo del loro primo figlio, Ludwig Maria van Beethoven, che muore appena sei giorni dopo. 

17 dicembre 1770: Battesimo del suo terzo figlio, il secondo del matrimonio con Johann. 

La cerimonia si svolge nella "Remigiuskirche" (Chiesa di San Remigio) di Bonn e, nel libro di battesimo viene registrato con il nome di Ludovicus van Beethoven. 

Non esiste un documento certo sulla sua data di nascita, che è accettata come 16 dicembre 1770 perché, all'epoca, di solito, i bambini sono battezzati il giorno dopo la nascita, ma non esistono documenti che ciò sia il caso di Beethoven. 

Da tale matrimonio con Johann, Maria Magdalena partorisce altri cinque figli due soli dei quali diventeranno adulti e saranno importanti nella vita di Beethoven: Kaspar Anton Karl  e Nikolaus Johann.

E' una donna dolce ma con molte cadute depressive e i figli, legati alla madre nell'infanzia, in seguito, le riserveranno solo un affetto tiepido. 

Battuto al computer da Lauretta 

venerdì 22 luglio 2022

JOHANN SEBASTIAN BACH


Bach : traduzione del nome italiano “ruscello”.


Johann Sebstian Bach nasce ad Eisenach il 31 marzo 1685 e muore a Lipsia il 28 luglio 1750.

E’ un compositore e musicista tedesco del periodo Barocco (dal nome spagnolo “Barueco”) e, nella storia musicale, è ritenuto uno dei più grandi geni: infatti, è stato detto “le sue opere sono notevoli per profondità intellettuale, padronanza dei mezzi tecnici ed espressivi e per bellezza artistica”.
La sua fama è legata al vasto e magnifico sapere fare uso del contrappunto e alla strutturazione armonica e tematica delle sue opere, oltre all’inserimento di temi e motivi sacri (specialmente dalla musica sacra del culto luterano) e profani.
Ha la capacità di padroneggiare i diversi stili nazionali (principalmente lo stile tedesco, quello italiano e quello francese, che approfondisce).
E’ ritenuto uno dei massimi Maestri di forme musicali come il canone, la cantata e la fuga ed è noto come organista, polistrumentista (suona strumenti a tastiera e ad arco), musicista, insegnante di musica.
Dal 1723 fino alla morte, è il 17° Thomaskantor di Lipsia.

Compositore fortemente produttivo di musica sacra, didattica, assoluta, profana e secolare, raccoglie le sue opere nell’Indice “Bach-Werke-Verzeichnis o BWV”: tale Indice supera il migliaio di titoli sia di musica strumentale, sia di musica vocale e, fra le sue composizioni, troviamo la Passione secondo Matteo, la Passione secondo Giovanni, i Concerti Brandemburghei, il celeberrimo BWV 1068, …
E’ considerato da Mozart, Beethoven e Mendelssohn (che riproporrà l’elevata particolarità compositiva di Bach) e non è da dimenticare che una sua composizione molto bella è la famosa “Ave Maria”, ripresa poi dal francese Charles Gounod.

Johann Sebastian Bach: Musicista di Corte, discende da una famiglia di musicisti da ben sette generazioni.
Fra il primo e il secondo matrimonio, nascono 20 figli, di cui parecchi muoiono appena nati e una bambina, invece, decede a 5 anni.

A lui sono dedicati l’asteroide “1814 Bach”, il cratere “Bach” e la maglia “Bach” sulla superficie di Mercurio.


Battuto al computer da Lauretta 






Ritratto di Johann Sebastian Bach 1748, olio su tela - Lipsia, Bach-Archiv. di Elias Gottlob Haussmann: 

https://it.wikipedia.org/wiki/File:Johann_Sebastian_Bach.jpg 

   














mercoledì 20 luglio 2022

CLAUDIO ABBADO: ECCELLENTISSIMO DIRETTORE D'ORCHESTRA (PARTE SETTIMA)


SETTIMA PARTE


Da tempo malato, il Maestro Abbado muore il mattino del 20 gennaio 2014 all’età di 80 anni nella sua abitazione di Bologna, vicino a Piazza Santo Stefano.
La camera ardente, nella Basilica di Santo Stefano, viene aperta nel pomeriggio del 21 gennaio e chiusa alla mezzanotte del giorno dopo.
Centinaia di bolognesi e ammiratori han fatto visita al Maestro durante questi due giorni.

Dopo mezzanotte, viene celebrata una cerimonia strettamente privata di benedizione della salma, che durante la notte sarà cremata, sempre vicino a Bologna.

Proprio in questa città, è stato fra i promotori del progetto annunciato nel 2011, ma poi accantonato, di costruire un grande Auditorium disegnato da Renzo Piano nell’area della Manifattura delle Arti; il complesso, di circa 1.800 posti a sedere, sarebbe dovuto diventare la sede stabile dell’Orchestra “Mozart”, con un’acustica “vicina alla perfezione”, studiata dal grande acustico giapponese Yasuhisa Toyota.

Il 27 gennaio 2014, alle ore 18, il Teatro “Alla Scala” lo ricorda con l’esecuzione, diretta dal Maestro Daniel Barenboim, della “Marcia funebre (Adagio assai)” tratta dalla “Sinfonia n. 3” di Ludwig van Beethoven.
Dal Teatro simbolicamente vuoto e a porte aperte, la “Marcia funebre” è fluita verso la piazza antistante gremita da 8.000 persone in silenzio, per l’occasione chiusa al traffico.

L’evento è stato trasmesso in diretta mondiale da Rai 5 e in streaming, senza geoprotezione, sul sito internet del Teatro, sulla pagina YouTube.

Le ceneri di Claudio Abbado riposano nel cimitero della chiesetta quattrocentesca di Crasta in Val di Fex, frazione di Sils-Maria, in Engadina.



Onorificenze e riconoscimenti:


Nel corso della sua prestigiosa carriera, Abbado ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti: nel 1973, i “Wiener Philharmoniker” gli hanno conferito l’ “Ehrenring” e nel 1980 la “Medaglia d’Oro Nicolai”.
Sempre a Vienna, ha ricevuto la “Mozart Medaille”, la “Mahler Medaille” e l’ “Ehrenring der Stadt Wien”.
In Italia gli è stata conferita la “Gran Croce” per meriti in campo musicale e la “Laurea honoris causa” dell’Università di Ferrara, oltre quelle di Cambridge, Aberdeen e della Basilicata.
Ha ricevuto inoltre dal Presidente della Repubblica tedesca Johannes Rau la “Bundesverdienstkreuz mit Stern”, la più alta distinzione della Repubblica Federale.
All’inizio del terzo millennio ha ricevuto premi e lauree ad honorem anche a Cuba e in Venezuela.

Il 30 agosto 2013, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lo ha nominato Senatore a vita.

Il 21 marzo 2014, il Teatro “Comunale” di Ferrara è stato dedicato alla memoria di Claudio Abbado, che ne fu direttore artistico per molti anni.



Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana – nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana
— 7 dicembre 1984
Medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte – nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte
— 13 gennaio 1997
Grand croix de la Légion d’honneur – nastrino per uniforme ordinaria Grand croix de la Légion d’honneur
Großes Goldenes Ehrenzeichen für Verdienste um die Republik Österreich (gran commendatore di I classe) – nastrino per uniforme ordinaria Großes Goldenes Ehrenzeichen für Verdienste um die Republik Österreich (gran commendatore di I classe)
Gran Croce al Merito dell’Ordine al Merito di Germania – nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce al Merito dell’Ordine al Merito di Germania
Gran Croce al Merito con placca dell’Ordine al Merito di Germania – nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce al Merito con placca dell’Ordine al Merito di Germania
«per l’alto valore del lavoro artistico svolto a Berlino»
— 2002
“Premio Freud”
Gold medal of the “International Gustav Mahler Society”
Ehrenring (1973)
Medaglia d’oro Nicolai dei Wiener Philharmoniker (1980)
“Mozart Medaille”
“Mahler Medaille”
“Schubert Medaille”
Ehrenring der Stadt Wien
“Premio Nonino” (1999)
“Ernst-von-Siemens-Musikpreis”
Würth-Preis della Jeunesses Musicales
Premio della critica “Kritikerpreis des Verbandes der deutschen Kritiker” (2002)
Medaglia d’oro della Royal Philharmonic Society of London (2003)
Praemium imperiale della Japan Arts Association
Premio “Franco Abbiati”
“Ernst Reutter Plakette”della Città di Berlino (2004)
Premio Wolf per le arti, (2008)  

Battuto al computer da Lauretta
  






Claudio Abbado: 
https://it.wikipedia.org/wiki/File:Claudio_Abbado_Senato.jpg   

    










lunedì 18 luglio 2022

CLAUDIO ABBADO: ECCELLENTISSIMO DIRETTORE D'ORCHESTRA (PARTE SESTA)


2001:
. L'anno inizia con l'omaggio a Giuseppe Verdi, nel centenario della sua morte.
. Il 27 gennaio dirige la sua “Messa di Requiem”, a Berlino.
. Tour a Roma e Vienna: esegue l'integrale dei concerti per pianoforte e delle sinfonie di Beethoven, con un'interpretazione filologica tuttora considerata rivoluzionaria.
L'importanza di tale interpretazione è testimoniata dalla pubblicazione della terza integrale beethoveniana a firma della Deutsche Grammophon nell'estate 2008, contenente registrazioni delle date romane.
. Maggio: a Ferrara, sortisce successo dalla direzione di “Simon Boccanegra”.
. Giugno: è a Parma ea Bolzano con la “Mahler Chamber Orchestra”; a Salisburgo, dirige “Falstaff”.
. Autunno: tournée negli Stati Uniti colpiti dai fatti dell' “11 settembre”.
. La Stagione Berlinese è dedicata al tema “Il tempo diventa spazio”.

2002:
. Inizio anno: a Berlino per “Scene dal Faust” di Goethe di Schumann.
. Salisburgo: qui, termina il suo incarico di Direttore Artistico del “Festival” con “Parsifal” di Wagner con Violeta Urmana (la dirigerà anche al “Edinburgh International Festival”).
. In tale anno, terminano anche i suoi avvenimenti a Berlino per mezzo di un Concerto Speciale, durante il riceve quale dalle mani del Presidente della Repubblica Federale il “Bundesverdienstkreuz mit Stern”, ossia la più alta decorazione della Germania.
. La sua attività continua in Italia ea Vienna con musiche di Mahler e Schönberg.
. A Palermo dirige la “Sinfonia” dal Nuovo Mondo” di Antonin Dvorak, il “Concerto per violino” di Brahms con Gil Shaham quale solista.
. 13 maggio: l'ultimo concerto a Vienna è al “Musikverein”, concerto che si conclude in modo trionfale, con 4 000 fiori lanciati sull'orchestra, 30 minuti di applausi.


Dal 2002: la carriera dopo i "Berliner Philarmoniker"

. Esauriti gli impegni berlinesi, Abbado si dedica alla 'sua' “Orchestra da Camera d'Europa”.
. Maggio: dirige a Parigi un concerto in cui esegue un programma dedicato a Schubert: due Lieder con la partecipazione di Anne Sofie von Otter e Thomas Quasthoff e le sinfonie VIII e IX.
. Maggio Musicale Fiorentino: rappresenta “Simon Boccanegra” con la regia di Peter Stein e con il soprano Chiara Taigi.
. Con la “Mahler Chamber Orchestra” va in tournée estiva dopodiché riprende “Parsifal” di Wagner (prima a Edimburgo e poi a Lucerna).

2003:
. “Nuova Orchestra del Festival di Lucerna”: è formata dalla “Mahler Chamber Orchestra”, da alcune prime parti dei “Berliner Philharmoniker” e dei “Wiener Philharmoniker”, da solisti di fama internazionale come Emmanuel Pahud, Natal'ja Gutman e Kolja Blacher , dall' “Ensemble Sabine Meyer”, dal “Quartetto Hagen” e dagli elementi dell'Alban Berg Quartett”.
. 2003: l'inizio dell'anno è quasi esclusivamente dedicato al pubblico italiano, a Ferrara e Reggio Emilia.
. Primavera: riceve il Premio Imperiale dell'Imperatore del Giappone.

2004:
. Festival di Lucerna: dirige “Tristano e Isotta” con Violeta Urmana e Rene Pape.
. A Bologna: promuove (con Carlo Maria Badini e Giuseppe Fausto Modugno e sotto l'egida dell' “Accademia Filarmonica” di Bologna) la nascita dell' “Orchestra Mozart” e dell' “Accademia dell'Orchestra Mozart”, di cui diviene Direttore Musicale e Artistico.
. A Modena: al Teatro Comunale “Luciano Pavarotti”, dirige “Così fan tutte” di Mozart con la “Mahler Chamber Orchestra”.

2005:
. A Ferrara, a Reggio Emilia ea Modena: rappresenta “Il flauto magico” di Mozart con Erika Miklósa e la regia di Daniele Abbado.
. Nel 2008: sempre nelle stesse città, effettuando l'atteso in “Fidelio” di Beethoven, entrambe dirette con la “Mahler Chamber Orchestra”.
. Nel 2009: a Bologna, il Comune gli conferisce la Cittadinanza Onoraria.
. Nel 2005, a Caracas e all'Avana: Abbado inizia con l'Orquesta “Simón Bolívar”, inserendosi nell'iniziativa portata avanti da 30 anni da José Antonio Abreu in cui sono coinvolti 400.000 giovani musicisti, tanti dei quali provenienti dal mondo poverissimo dei barrios, a cui è stata data la possibilità di ricevere degli strumenti musicali e un'adeguata istruzione.

2006:
. A Modena, dirige un concerto con musiche di Mozart con Giuliano Carmignola.
. A Torino, il 29 aprile: è con la “Gustav Mahler Jugendorchester”, dirige la “Quarta sinfonia” di Mahler.
2007:
. Per il Teatro “La Fenice” e per Modena, dirige i “Concerti Brandeburghesi BWV 1046-1051” con Giuliano Carmignola al violino ed Ottavio Dantone al cembalo.

2009:
. Al “Festival di Lucerna”, dirige il “Concerto nº 3” di Prokofiev con Yuja Wang e la “Sinfonia nº 1” di Mahler.

2010:
. Dirige “Fidelio” al “Festival di Lucerna” con Nina Stemme e Jonas Kaufmann, di cui esiste un CD live della Decca e l'Orchestra “Mozart” per lo “Stabat Mater” di Pergolesi, preceduto da musica di Bach con Sara Mingardo e Giuliano Carmignola per il “Festival Pergolesi Spontini” al “Teatro Pergolesi” di Jesi e Modena.

Battuto al computer da Lauretta

domenica 17 luglio 2022

CLAUDIO ABBADO: ECCELLENTISSIMO DIRETTORE D'ORCHESTRA (PARTE QUINTA)


QUINTA PARTE 

1991-2002: I “Berliner Philharmoniker”

La “Philharmonie” di Berlino, avveniristica residenza dei “Berliner Philharmoniker”
1992, “La Scala”: dirige un concerto con i Wiener Philharmoniker a “La Scala”.
Conclude gli impegni con la “Staatsoper” di Vienna e inizia l’attività a tempo pieno in veste di Direttore Artistico dei “Berliner Philharmoniker”.
La vita culturale berlinese è considerevole e le iniziative per rinnovare di sana pianta la capitale della nuova Germania riunificata, coinvolgono i “Berliner Philharmoniker” che diventano un perno di progetti e proposte che catturano tutte le forme d’Arte.
Infatti, commissionano nuove composizioni ed diffondono il loro repertorio verso la musica contemporanea.
La prima stagione sinfonica si fonda su “Prometeo”, il cui programma spazia da Beethoven a Luigi Nono e, nello stesso anno, rappresenta “Boris Godunov” e l’adoratissimo “Wozzeck” con la “Chicago Symphony Orchestra”.

1992-93: con la collaborazione di Natal’ja Gutman, pianifica la prima edizione degli “Incontri Berlinesi” (“Berliner Begegnungen”), affinché i giovani migliori talenti si confrontino con grandi artisti.

1992, bicentenario rossiniano: esecuzione a Ferrara dell’opera “Il viaggio a Reims” (lo riprenderà a Vienna e a Tokyo), dopodiché rappresenta “Da una casa di morti” di Leoš Janáček.
Nella seconda “Stagione Berlinese”, la rassegna è dedicata al poeta e filosofo Friedrich Hölderlin e il programma parte, idem, dalla musica romantica tedesca alla musica contemporanea.
1993: dirige “Pelléas et Mélisande” con Frederica von Stade al “Royal Opera House” di Londra e un concerto con i “Berliner Philharmoniker” al Teatro “La Scala” (è la sua ultima apparizione scaligera).  

1994:
. Organizza, per il Festival di Pasqua, “Kontrapunkte”, ciclo dedicato alla musica contemporanea, dopodiché termina le trasferte in Giappone di “Boris Godunov” e di “Le nozze di Figaro” e la collaborazione con la “Wiener Staatsoper”.
In questo Teatro, ha diretto 175 rappresentazioni.

In seguito, rappresenta “Le nozze di Figaro” a Ferrara, e “Boris Godunov” (a Berlino e a Salisburgo); idem, per “Elettra” di Richard Strauss.
In tale anno, vince il Premio “Ernst von Siemens”.
. La Stagione dei “Berliner Philharmoniker” ha, come tema, il “Faust” con musiche di Mahler, Busoni, Liszt, Schumann e Berlioz.
. Il ciclo dedicato ai “Miti e l’Antichità greca” inizia a fine anno ed ha le musiche di Brahms, Musorgskij, Berlioz, Stravinskij, Monteverdi, Benda, Pergolesi, Purcell, durante cui viene presentata la prima mondiale di “Stele” di György Kurtág.

1995:
. Inizio d’anno: a Ferrara viene allestito “Il Barbiere di Siviglia”, con la “Chamber Orchestra of Europe”.
Per il Teatro “La Fenice” dirige un concerto nel “PalaFenice al Tronchetto” e idea e dirige la proiezione del film “Luigi Nono – Il canto sospeso”, nella Sale Apollinee, con Barbara Bonney e Gian Maria Volonté .
. A Berlino, la figura di Shakespeare è oggetto della Stagione con musiche di Berlioz, Felix Mendelssohn, Richard Strauss, Pëtr Il’ič Čajkovskij e Sergej Prokof’ev.

1996:
. Dirige un concerto nel “PalaFenice al Tronchetto” per il Teatro “La Fenice”.

. Riprese e allestimenti:
.. Firenze (“Elettra” di Richard Strauss), a Berlino e l’anno successivo a Salisburgo “Wozzeck” di Berg (nell’ambito di un ciclo dedicato al duo Berg-Büchner).
Qui, avviene la prima esecuzione di brani inediti di autori contemporanei come Rihm, Kurtág e Vacchi.
.. Prima della fine dell’anno, la “Gustav Mahler Jugendorchester” cambia nome prendendo quello di “Mahler Chamber Orchestra”.

1997:
. Tale anno si apre, idem, con la presentazione a Ferrara di un’opera importante, “Don Giovanni” di Mozart.
. In primavera, al Teatro “Regio” di Torino, dirige “Otello” di Verdi, con regia di Ermanno Olmi e, a capo dei “Berliner Philharmoniker”, dirige il Concerto Inaugurale per la riapertura del Teatro “Massimo” di Palermo.
. Il “Wanderer” è il tema della Stagione Berlinese che viene inaugurata dal “Fierrabras” di Schubert.
Altri autori: Mahler, Strauss, Wagner e Liszt.

1998:
. Ripresa di “Boris Godunov” al “Festival di Salisburgo”.
Durante l’anno, le opere allestite sono: a Berlino, “Falstaff”; al “Festival di Aix-en-Provence”, . “Don Giovanni” (qui, con la regia di Peter Brook).
La Stagione berlinese si rivolge al tema “Amore e Morte” (Liebe und Tod) e comprende “Tristano e Isotta” di Richard Wagner, oltre a musiche di Berlioz, Schönberg, R. Strauss, Henze.

1999:
. All’inizio dell’anno, a Ferrara, viene presentata “Falstaff” di Verdi.

. A capo della “Mahler Chamber Orchestra”, In estate, compie un tour musicale in America ed Europa ed, in tale occasione, promuove l’iniziativa atta a sostenere i giovani musicisti cubani, raccogliendo strumenti musicali.
. Nella stagione ’99-2000 dei Berliner Philharmoniker, per il ciclo italiano “Amore-morte”, presenta “Tancredi e Clorinda” di Monteverdi, “Simon Boccanegra” di Verdi in forma semi-stage (ripreso a Salisburgo, a Pasqua, con la regia di Stein) e un concerto dedicato al mito di Orfeo.

2000:
. L’anno si apre con la rappresentazione, a Ferrara, di “Così fan tutte” di Mozart, con la regia di Mario Martone.
. A Salisburgo: ripresa di “Simon Boccanegra”.
. Per il Teatro La Fenice: nella Chiesa di Santo Stefano, dirige il concerto “Claudio Abbado per Luigi Nono”.
. Dopo qualche tempo, gli viene diagnosticata una malattia grave, per cui viene sottoposto urgentemente ad un intervento chirurgico, con sospensione della sua attività per alcuni mesi.
Riprende a lavorare nell’ottobre 2000, decidendo anche di effettuare una tournée in Giappone, nonostante le condizioni di salute ancora precarie.

Battuto al computer da Lauretta

venerdì 15 luglio 2022

CLAUDIO ABBADO: ECCELLENTISSIMO DIRETTORE D'ORCHESTRA (PARTE QUARTA)

 

QUARTA PARTE     


1983: 

. Nuovo allestimento del "Boris Godunov" al "Covent Garden" di Londra. 

A Milano riprende "Lohengrin", dirige un concerto con l'Orchestra Filarmonica de "La Scala", la Sinfonia n. 7  di Mahler e "L'italiana in Algeri" di Rossini con Lucia Valentini Terrani ed Enzo Dara.


1984: 

.  Debutta al "Teatro dell'Opera" di Vienna con "Simon Boccanegra", in cui cantano Renato Bruson e Katia Ricciarelli. 

. Al "Rossini Opera Festival", dopo il silenzio di decenni, effettua la prima ripresa in tempi moderni di "Le voyage à Reims ou L'hôtel du Lys d'or" (Il Viaggio a Reims ossia L'hotel del giglio d'oro) di Gioachino Rossini, nell'Auditorium "Pedrotti" di Pesaro, con un cast stellare formato da molti dei cantanti rossiniani di quegli anni come Katia Ricciarelli, Cecilia Gasdia, Lucia Valentini Terrani, Bernadette Manca di Nissa, William Matteuzzi, Leo Nucci, Samuel Ramey e Dara per la regia di Luca Ronconi.  

. A Venezia, dirige la prima mondiale del "Prometeo" di Nono. 

. Stagione de "La Scala" 1984/1985: apertura con "Carmen" di Bizet in una nuova edizione critica con Domingo e Verrett e quindi riprende il "Barbiere di Siviglia" rossiniano con Dara,  von Stade e Nucci.


1985: 

. Dirige due concerti con Salvatore Accardo e Maurizio Pollini, riprende il "Macbeth" verdiano con Cappuccilli, Ghiaurov e Ghena Dimitrova, porta a "La Scala" l'opera "Il Viaggio a Reims" con Ricciarelli, Gasdia, Valentini Terrani, Matteuzzi, Nucci, Ramey e Dara, dirige la "Messa di requiem" di Verdi con Montserrat Caballé, Valentini Terrani e Ramey nella Chiesa di San Marco di Milano e "Prometeo" di Nono nello Stabilimento "Ansaldo". 

. Nell'ambito del "Festival Mahler", insieme a musiche di Berg, Ives e Mahler al "Barbican" di Londra, Vienna e il "Ventesimo Secolo", dirige il Concerto per pianoforte di Arnold Schönberg con Maurizio Pollini.  



1986-1991: Abbado =  Da Vienna a Berlino  


1986: 

. Abbado lascia la direzione artistica de "La Scala": decisione che origina una spaccatura fra i suoi nostalgici e i sostenitori del nuovo Direttore, Riccardo Muti. 

. Maggio: le ultime esecuzioni milanesi di Abbado sono l'opera "Pelléas et Mélisande" di Claude Debussy (con Frederica von Stade e Ghiaurov). 

. Giugno: sempre dedicato a Debussy, dirige un programma sinfonico. 


. I rapporti con la nuova Direzione Amministrativa e Musicale del teatro milanese sono tesi  a causa di problemi, per cui da qui, la sua decisione di lasciare "La Scala", il Teatro attraverso il quale è stato reso celebre nel Mondo, assume il prestigioso incarico di Direttore Musicale della "Staatsoper" di Vienna e fonda la "Gustav Mahler Jugendorchester".


La Staatsoper di Vienna

Ottobre 1986: il suo debutto come Direttore Artistico a Vienna ha luogo dirigendo l'opera verdiana "Un ballo in maschera" con Luciano Pavarotti, Piero Cappuccilli e Margaret Price. 

1987: Vienna gli conferisce la nomina di Direttore Musicale Generale della città. 

Questo incarico prevede la supervisione di tutta la descrizione delle iniziative musicali a  Vienna e  gli permette tutta la libertà d'iniziativa e d'azione che, chiaramente, gli è  mancata nell'ultimo periodo milanese. 

Maggio: con l'Orchestra della Staatsoper e con William Matteuzzi, Enzo Dara, Frederica von Stade, Leo Nucci e Ferruccio Furlanetto e dirige "Wozzeck" di Berg con Hildegard Behrens.  

Settembre: dirige "L'italiana in Algeri" di Rossini con Agnes Baltsa, Frank Lopardo, Ruggero Raimondi ed Enzo Dara.   


1988: 

. Dirige il Concerto di Capodanno di Vienna e fonda il "Festival Wien Modern", dedicato alla musica contemporanea. 

. Dopo la prima edizione, al cartellone musicale seguono altre iniziative di carattere culturale e artistico (mostre d'arte, rassegne teatrali), con la collaborazione degli istituti culturali italiani, francesi e tedeschi. 

. Durante l'anno, allestisce "Il viaggio a Reims" di Rossini con Cecilia Gasdia, Lucia Valentini Terrani, Montserrat Caballé, Ferruccio Furlanetto e Dara, "Fierrabras" di Franz Schubert con Karita Mattila, "Pelléas et Mélisande" di Debussy con Ghiaurov, Christa Ludwig e la von Stade e "Carmen" con Agnes Baltsa.

. L'integrale delle sinfonie e dei concerti per pianoforte di Beethoven sono eseguiti on i "Wiener Philharmoniker", e con Maurizio Pollini come solista. 

Questo programma è portato in tournée alla Scala, in Europa, Stati Uniti e Giappone (qui, solo le sinfonie). 


1989: 

. Oltre a occuparsi della seconda edizione di "Festival Wien Modern" (si ricorda che si sviluppa da festival musicale a festival dedicato alle varie forme d'arte), rappresenta la "Chovanščina" di Mussorgsky con Ghiaurov, "Elektra" di Richard Strauss (con due allestimenti scenici differenti) con Éva Marton e Cheryl Studer, e "Don Carlo" di Verdi con Renato Bruson, Mirella Freni e Agnes Baltsa.


Fine anno 1989: 

. Sua elezione a Direttore Principale e Artistico dai membri dell'Orchestra Filarmonica di Berlino. 

È il primo direttore non austro-tedesco eletto dagli orchestrali (il romeno Sergiu Celibidache era stato nominato ad interim dalle forze di occupazione nell'immediato dopoguerra). 

Sostituisce Herbert von Karajan, recentemente scomparso, per 35 anni "padrone incontrastato" dell'orchestra berlinese (Berliner Philarmoniker). 


1990: 

. Dirige "Lohengrin" di Wagner con Domingo e la Studer, "Don Giovanni" di Mozart con  Studer e Mattila, riprende il "Fierrabras" di Schubert, con i Wiener Philharmoniker.   


1991: 

. Dirige il Concerto di Capodanno di Vienna e prosegue il suo ciclo mozartiano rappresentando una lussuosa trasposizione di "Le nozze di Figaro" alla "Staatoper" di Vienna con Cheryl Studer e la regia di Jonathan Miller per celebrare il Bicentenario della morte di Mozart.

. Rappresenta "Boris Godunov" nell'allestimento londinese del 1983, con la regia di Andrej Tarkovskij, nel corso di un Festival dedicato al regista scomparso da poco. 

Dirige brani, in prima esecuzione (composti appositamente per Tarkovskij) di Kurtág, Rihm, Nono e Furrer. 


Battuto al computer da Lauretta 

mercoledì 13 luglio 2022

CLAUDIO ABBADO: ECCELLENTISSIMO DIRETTORE D'ORCHESTRA (PARTE TERZA)

TERZA PARTE:

1978: per il Teatro "La Fenice", suona il cembalo e dirige un concerto con musiche di Johann Sebastian Bach nella Chiesa di Santo Stefano (Venezia) ed è uno dei fondatori dell' "European Union Youth Orchestra" (la dirigerà sino al 1994).

Gennaio: nella Chiesa di San Marco, a Milano, dirige la "Messa di Requiem" di Verdi con Freni, Obraztsova, Pavarotti e Ghiaurov.

Febbraio: ripresenta "Al gran sole carico d'amore" di Luigi Nono al Teatro "Lirico", ospita a "La Scala" i "Wiener Philharmoniker" con il soprano Kiri Te Kanawa; dirige musiche di Johann Sebastian Bach, suona il clavicembalo nella chiesa di San Fedele (Milano) e in maggio, idem, le presenta nel Teatro "Manzoni" di Milano che - a quel tempo - si chiamava "Teatro della Via Manzoni - Renato Simoni".
Settembre: dirige un concerto in cui canta Lucia Valentini Terrani al Palasport di San Siro; a novembre dirige un concerto con Maurizio Pollini nella Sala "Verdi" del "Conservatorio Giuseppe Verdi" di Milano.
Ripresenta l'opera "Carmen" di Bizet con Ileana Cotrubaș e la Berganza a Edimburgo; all'Opéra di Parigi, rappresenta "Simon Boccanegra", che apre anche la Stagione Scaligera con Freni, Cappuccilli e Ghiaurov.

Abbado: prove di "Wozzeck" di Berg all'Opéra di Parigi del 1979

1979-1980: inizio della collaborazione fra l' "Opéra" di Parigi e "La Scala" di Milano, in occasione del "Festival Berg".
In questo ambito, presenta il "Wozzeck", mentre porta al Teatro "Alla Scala" la "Lulu", in edizione critica e integrale, sotto la direzione di Pierre Boulez.
Diventa Direttore Musicale della London Symphony Orchestra, con cui comincerà ad approfondire (e a registrare) la grande musica sinfonica.

1979: dirige la ripresa nel Teatro "alla Scala" di Milano di "Don Carlo" di Giuseppe Verdi con Mirella Freni, Josè Carreras, Elena Obraztsova e Renato Bruson/Leo Nucci; dirige la "Messa di requiem" di Verdi con Freni, Obraztsova e Ghiaurova nel Duomo di Cremona e nel Duomo di Como; dirige "Macbeth" con Cappuccilli, Ghiaurov e Verrett, "Wozzeck", un concerto con il violinista Salvatore Accardo nella Sala "Verdi" del Conservatorio "Giuseppe Verdi", un concerto con musiche di Verdi con Plácido Domingo, Ileana Cotrubaș, Leo Nucci, Piero Cappuccilli, Elena Obraztsova, Katia Ricciarelli e Mirella Freni, lo "Stabat Mater" di Giovanni Battista Pergolesi con Katia Ricciarelli e Lucia Valentini Terrani e musiche di Vivaldi nella Sala "Verdi" del Conservatorio "Giuseppe Verdi", un concerto con Kiri Te Kanawa e Rudolf Serkin, un concerto con Maurizio Pollini.

1980:
. Teatro "La Fenice" di Venezia: dirige lo "Stabat Mater" di Pergolesi e "Pulcinella" di Stravinskij nella Chiesa di Santo Stefano con Kaia Ricciarelli e Lucia Valentini Terrani e altri concerti sinfonici.
. Stagione Scaligera di Milano: apertura con "Boris Godunov" di Mussorgskij con Lucia Valentini Terrani, Fedora Barbieri e Ghiaurov;
. Duomo di Parma: dirige la "Messa di requiem" di Verdi con Freni e Pavarotti.
. Programma fortemente innovativo con "Oedipus Rex" di Stravinskij con Ghiaurov e Obraztsova, "Erwartung" di Arnold Schönberg e "Il Mandarino meraviglioso" di Bela Bartók. Poi, dirigerà un concerto con Alfred Brendel.

1981:
. Teatro La Fenice: Dirige due concerti sinfonici.
. La "Chamber Orchestra of Europe" nasce dall' "Orchestra Giovanile Europea", della quale è stato fino alla sua scomparsa Artistic Adviser.
. Il legame con la "Chicago Symphony" si approfondisce e ne diventa Direttore Ospite Principale.
. In occasione del centenario della morte dell'autore, riprende il "Boris Godunov" (Mussorgskij Festival), con Ghiaurov, Valentini Terrani e Fedora Barbieri,
. Organizza e rappresenta una rassegna di musica sinfonica e corale attraverso un concerto con musiche di Verdi eseguite dalla "London Symphony Orchestra" e allestisce anche la "Kovanchina" (altra opera importante di Mussorgskij).
. Centenario della nascita di Bela Bartók: rappresentazione di un ciclo in collaborazione del "Teatro dell'Opera" di Budapest e, per contraccambiare tale collaborazione, in tournée nell'Europa dell'Est, durante l'estate dirige la "Messa di Requiem" di Verdi con Verrett e Obraztsova; al "Kulturalpalast" di Dresda, nella Cattedrale di San Vito a Praga, al Teatro "Erkel" di Budapest (con Lucia Valentini Terrani), nel "Nuovo Palazzo della Cultura" di Sofia (con Ghiaurov), nell' "Antico Teatro di Epidauro" di Atene e nel Teatro "Bunka Kaikan" di Tokyo (con Mirella Freni).


Claudio Abbado nel 1982

1982:
. Autunno: è in Giappone, ospite con l'orchestra de "La Scala" dove porta "Simon Boccanegra" con Cappuccilli, Freni, Ghiaurov, nel Teatro "Bunka Kaikan" e "Il barbiere di Siviglia" (Rossini) con Dara, Valentini Terrani, Nucci e Furlanetto al Teatro "N.H.K"; entrambi Teatri di Tokyo.
. Con "Lohengrin" di Richard Wagner apre la "Stagione Scaligera 1982-1983", con Anna Tomowa-Sintow e la regia di Strehler.
. Produce, con Jean-Pierre Ponnelle, dal Teatro "Alla Scala", un altro film-opera di Rossini: è "La Cenerentola" e, nel cast, cantano Frederica von Stade, Paolo Montarsolo, Francisco Araiza e Claudio Desderi.

Nel Teatro "Alla Scala" di Milano, dirige "Simon Boccanegra" di Giuseppe Verdi con Freni, Cappuccilli e Ghiaurov; dirige la Sinfonia n. 3 di Mahler con Valentini Terrani, un concerto con Salvatore Accardo e Bruno Giuranna e riprende "La Cenerentola".
. Maggio: in occasione del centenario della nascita si tiene un convegno e una serie di concerti dedicati a Igor' St"ravinskij.
. Viene fondata l'Orchestra Filarmonica della Scala", diventando, nel tempo, corpo autonomo rispetto al Teatro.

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