domenica 4 settembre 2022

ALEKSANDR PORFIR'EVIČ BORODIN (PARTE PRIMA)

Aleksandr Porfir'evič Borodin nasce a San Pietroburgo il 12 novembre 1833 e muore a San Pietroburgo il 27 febbraio 1887. 


E' un compositore e chimico russo.

Borodin è medico e chimico di professione e ha contribuito molto in campo scientifico, specialmente, nella chimica organica. 

Detto questo, gode di maggiore notorietà come compositore, nonostante dedichi alla musica il tempo libero dalla professione (qualcuno lo aveva definito "il compositore della domenica"). 

Ci lascia Sinfonie, Quartetti d'archi e i suoi celeberrimi lavori: l'opera " Il principe Igor' " e i fantastici schizzi sinfonici "Nelle steppe dell'Asia centrale".


Infanzia e giovinezza di Borodin: 


Il Principe georgiano Luka Stepanovič Gedianov è un luogotenente in pensione dell'esercito russo la cui origine risale alla Casa Regnante dei Gedevanišvili dell'ex regno  georgiano di Imeretia: è suo padre biologico.  

La madre è Evdokija Konstantinovna Antonova, una donna ventiquattrenne e di grande  bellezza e intelligenza. 

E' l'amante del Principe che, a causa dell'essere già sposato, ordina di registrare il bambino come figlio legittimo del suo servo di casa, Porfirij Ionivič Borodin e, così, Aleksandr risulta servo della gleba, proprietà del vero padre. 

Poco prima della morte, il Principe vuole assicurargli un futuro e lo riconoscce come proprio figlio naturale. 

Borodin cresce con sua madre in un ambiente familiare agiato, in un piccolo villaggio a pochi chilometri a sud di San Pietroburgo. 

Il contributo del padre è rilevante perché, facendo sposare Evdokija con un medico militare in pensione, garantisce loro una condizione economica stabile. 

La madre, da lui chiamata “zietta”, si dedica con forza all'educazione e all'istruzione del figlio che,  fin da piccolo, si distingue per la sua straordinaria diligenza e memoria, mostrando allo stesso tempo i primi segnali del talento musicale. 

Ha nove anni quando impara alcune lingue (tedesco, francese, italiano e inglese) e comincia a suonare il pianoforte da autodidatta, il flauto e il violoncello, creando la sua prima composizione, la "Pol'ka in Re minore". 

E' portato verso la musica e verso gli esperimenti chimici: infatti, comincia con la fabbricazione di fuochi d'artificio ed altri divertimenti. 

1850: Borodin ha sedici anni ed è convinto dalla madre ad iscriversi all' "Accademia Medico-Chirurgica" di San Pietroburgo, dove ha la possibilità di avvicinarsi sempre più alla Chimica: ascolta le intelligenti e raffinate lezioni di Nikolaj Nikolaevič Zinin e, molto presto, diventa  suo assistente nelle ricerche scientifiche. 

1856: termina gli studi col massimo dei voti discutendo la tesi dal titolo "Sull'analogia dell'acido arsenico con il fosfatico nella loro azione sull'organismo umano" e, il  25 marzo seguente, inizia il servizio presso il "II Ospedale Militare di Fanteria" come Medico-Assistente. 

Durante questo lasso di tempo, incontra Modest Musorgskij  (la cui mansione è "Ufficiale di Guardia") e, con l'occasione, discutendo di musica, diventano amici.

Attraverso gli anni di lavoro presso l'ospedale, Borodin conduce le sue prime ricerche  chimiche, esponendo i risultati durante la seduta del Reparto Fisico-Matematico presso l' "Accademia Russa delle Scienze".


1857: Borodin viaggia all'Estero, per la prima volta: è una trasferta come medico-accompagnatore dell'Oculista di Corte Ivan Ivanovič Kabat, al Congresso Internazionale di Oftalmologia, a Bruxelles. 


Battuto al computer da Lauretta  

sabato 3 settembre 2022

FRANÇOIS-ADRIEN BOÏLDIEU

 François-Adrien Boïldieu nasce a Rouen il 15 dicembre 1775 e muore a Varennes-Jarcy l' 8 ottobre 1834. 


E' un compositore francese che nasce sotto l'Ancien Régime e si forma durante il "Terrore", diventando celebre durante il Consolato e l'Impero, oltre ad essere onorato dai Borboni. 

Declina con la "Rivoluzione di luglio" e rimane il principale compositore francese d'opera del primo quarto del XIX secolo.


Allo scopo di apprendere i primi elementi di musica dal Maestro Urbain Cordonnier, il padre, segretario dell'Arcivescovado di Rouen, lo inserisce come corista nella chiesa cittadina; dopodiché, il giovane Boïldieu viene diretto da Charles Broche, organista della cattedrale e «artista di qualche merito». 

Broche è un didatta severo nei confronti dei propri allievi e, in particolare, è duro verso il giovanissimo Boïldieu: infatti, è convinto che, per le giovani promesse, sia necessario un cattivo trattamento (a questo proposito, pare che Boïldieu debba svolgergli il servizio di cameriere, come da precedente di Haydn verso Porpora; un giorno, per evitare la punizione prevista per una lieve mancanza, scappa fino a Parigi). 

Boïldieu ha sedici anni quando lascia il suo Maestro, per sempre, ma prosegue la sua formazione totalmente da autodidatta, dal momento che riconosce e sostiene di avere "un piacevole talento di esecuzione al pianoforte, delle felici idee melodiche e qualche nozione di armonia"; in lui, si presenta la passione intensa per il teatro che lo indirizza,  artisticamente. 

Risparmia con fatica e, ciò che raggranella, lo usa per un posto all' "Opéra".

Mancandogli spesso il denaro,  trova la soluzione per mezzo dell'ingresso-sotterfugio, ascoltando le musiche di Grétry, di Dalayrac o di Méhul. 

Pur avendo scritto parecchie romanze ("Quand, par pudeur", "Au sein des plaisirs", "Dans mes ennuis", "De la lune les lueurs sombres", "Charmant objet" e, nel 1792, un "Concerto per pianoforte"), per  lui (artista promettente), raggiungere l'apice della felicità è comporre un'opera, per cui il libretto glielo scrive suo padre Jean-François e, nel 1793, nasce la sua prima opéra-comique: "La Fille coupable", lavoro in 2 atti che viene rappresentata al "Théâtre des Arts" di Rouen, il 2 novembre 1793.

Nel periodo del "Terrore" le rappresentazioni teatrali sono permesse e, a Rouen,  si tengono importanti attività musicali, per cui altre sue romanze vengono cantate dal celebre tenore Garat e, incoraggiato dalla buona accoglienza della sua prima opera, Boïldieu ricorre ancora alla stesura  librettistica del padre: il 28 ottobre 1795, viene rappresentata l'opera in  3 atti "Rosalie et Myrza", che ottiene successo ma per la quale, purtroppo, si verifica la perdita dello spartito. 

  


A Parigi:


Estate del 1796: Boïldieu si trasferisce a Parigi, la meta dove il successo bacia un artista di valore. 

Per guadagnare subito, si impiega come accordatore di pianoforti, nella rinomata fabbrica di strumenti musicali "Érard", dove potrebbe trovare appoggi e conoscenze utili alle rappresentazioni dei suoi lavori. 

Le sue romanze vengono pubblicate per pochi franchi ma, cantate nei "Salons" popolari di Parigi, riscuotono un buon favore per la loro leggerezza e grazia.

Il talento di Boïldieu è portato verso l'opera comica e, i teatri che a Parigi accettano tali opere, sono due: il "Teatro Favart" (nel quale - nel momento politico - si accettano anche soggetti patriottici) e il "Teatro Feydeau", dove vengono accolti i drammi eroici di Cherubini e Lesueur. 


1797: qui, Boïldieu propone a Feydeau "La Famille suisse", di uno «stile semplice e ingenuo, di piacevole eleganza», "Mombreuil et Merville" (opera fredda, che non ottiene successo) e "L'Heureuse Nouvelle" (opera di circostanza, composta in occasione del "Trattato di Campoformio"). 


L'anno seguente, al "Teatro Favart", presenta il dramma in 3 atti "Zoraïme et Zulnar": il successo è immediato ed entusiastico. 

Così, verrà detto: «Melodie facili, graziose e spirituali, strumentazione ricca di bei dettagli, un giusto senso della scena, queste le qualità dell'opera che può essere considerata il primo titolo di Boïldieu all'altezza della fama che egli ottenne, in seguito».  

La sua produzione strumentale è modesta (un concerto e due sonate per pianoforte,  un duo per arpa e pianoforte), ma - nel 1797 - gli vale  la nomina d'insegnante di pianoforte al Conservatorio Musicale di Parigi, da poco costituito e, chi lo ha per professore, lo descrive "troppo preso dai suoi interessi di compositore e perciò  «un piuttosto cattivo Maestro di piano, ma la sua conversazione, dove brillavano notazioni molto fini sulla sua arte, era accolta con interesse dai suoi allievi e non era senza frutto per i loro studi» ".  


Per la preparazione della sua nuova opera, "Le Calife de Bagdad", spesso chiede consigli agli stessi allievi «con un'incantevole modestia» e la lezione di pianoforte trascorre con gli studenti «intorno lui a cantare brani della nuova opera». 

Oltre, a volte, ad  accogliere anche le correzioni d'armonia suggerite dai suoi allievi: del resto, Boieldieu, da persona modesta, ammette sempre le proprie carenze sul contrappunto e sulla fuga.


In Russia: 

19 marzo 1802: viene celebrato il matrimonio con la danzatrice Clotilde-Augustine Mafleuroy,  matrimonio che si rivela subito una frana per cui, Boïldieu, nell'aprile 1803, si allontana dalla Francia  accettando l'offerta di Maestro di Cappella da parte dello zar Alessandro I. 

Secondo il contratto d'impiego, deve allestire tre opere teatrali annualmente e, a causa della  penuria russa di librettisti, per il suo "Rien de trop", utilizza un vaudeville francese; idem, per "La jeune femme colère", "Amour et mystère", "Les dem, voitures versées" e "Un tour de subrettes". 

In altre occasioni, utilizza libretti di opere già musicate: è il caso di "Calypso" (già musicata da Lesueur con il titolo di "Télémaque"), e di "Aline, reine de Golconde" (messa già in opera da Henri-Montan Berton). 

Le relazioni diplomatiche tra Russia e Francia peggiorano, per cui - alla fine del 1810 - lascia  San Pietroburgo e torna a  Parigi, dove trova l' "Opéra Comique" controllata da Nicolò Isouard, che rimedia «alle negligenze della composizione con il merito della fecondità». 

1862: per la millesima volta, si tiene "La Dame blanche" nel "Théâtre National de l'Opéra-Comique" e nel 1886 la millecinquecentesima.


Composizioni: 

Opere: 

. La Fille coupable (1793)

. Rosalie et Myrza (1795)

. L'Heureuse Nouvelle (1797)

. La Famille suisse (1797)

. Le Pari ou Mombreuil et Merville (1797)

. Zoraïme et Zulnar (1798)

. La Dot de Suzette (1798)

. Les Méprises espagnoles (1799)

. Emma, ou La Prisonnière (1799) (con Cherubini)

. Béniovski ou Les Exilés du Kamchattka (1800)

. Le Calife de Bagdad (1800)

. Ma Tante Aurore, ou Le Roman impromptu (1803)

. Le Baiser et la quittance, ou Une Aventure de garnison (1803)

. Aline, reine de Golconde (1804)

. La Jeune Femme colère (1805)

. Abderkan (1805)

. Un Tour de soubrette (1806)

. Télémaque (1806)

. Amour et mystère ou Lequel est mon cousin? (1807)

. La Dame invisible (1808)

. L'Athalie (1808)

. Rien de trop, ou Les Deux Paravents (1811)

. Jean de Paris (1812)

. Le Nouveau Seigneur de village (1813)

. Le Béarnais ou Henri IV en voyage (1814)

. Angéla, ou L'Atelier de Jean Cousin (1814) 

. La Fête du village voisin (1816)

. Charles de France ou Amour et gloire (1816)

. Le Petit Chaperon rouge, libretto di Emmanuel Théaulon (1818)

. Les Voitures versées ou Le Séducteur en voyage (1820)

. Les Arts rivaux (1821)

. Blanche de Provence, ou La Cour des fées (1821)

. La France et l'Espagne (1823)

. Les Trois Genres (1824) (con Auber)

. Pharamond, libretto di Jacques-François Ancelot (1825, Opéra national de Paris diretta da Rodolphe Kreutzer con Adolphe Nourrit)

. La dame blanche (1825) al Théâtre national de l'Opéra-Comique di Parigi, opera comica in 3 atti, scritta con la collaborazione di Adolphe Adam e Théodore Labarre per l'ouverture, libretto di Eugène Scribe

. Les Deux Nuits, su libretto di Scribe e Jean-Nicolas Bouilly, (1829)

. La marquise de Brinvilliers (1831) (con Auber, Cherubini e altri) 


Produzione strumentale: 

. Concerto per piano, 1792

. Sonata per arpa (perduta), 1795

. Sonata per piano opera 1, 1785

. Sonata per piano opera 2, 1795

. Primo duo per arpa e piano, 1796

. Secondo duo per arpa e piano, 1796

. Sonata per violino opera 3, 1799

. Sonata per piano opera 4, 1799

. Trio per piano opera 5, 1800

. Sei piccoli pezzi ed esercizi facili per piano, 1800

. Sonata per piano opera 6, 1800

. Terzo duo per arpa e piano con polacca, 1800

. Valzer per piccola orchestra, 1801

. Concerto per arpa, 1801

. Quarto duo per arpa e piano, 1803

. Sonata per violino opera 7, 1807

. Sonata per violino opera 8, 1807

. Romanze 


Battuto al computer da Lauretta 



François-Adrien Boieldieu: 

https://it.wikipedia.org/wiki/File:Fr-Adrien_Boieldieu.jpg     







 

GEORGES BIZET (PARTE SECONDA)

 Il matrimonio con Geneviève Halévy:     


Estate 1867: Bizet è eclettico, per cui comincia a collaborare con la «Revue Nationale et Etrangère» dimostrando le sue critiche musicali, battagliere e senza peli sulla lingua, con vere doti letterarie.    


Autunno 1867: Bizet incontra una «ragazza adorabile», Geneviève Halévy, secondogenita del suo ex insegnante, ma la famiglia della ragazza dimostra ostilità ("vede in lui un bohémien, un artista senza avvenire"), le frequenti crisi di angina pectoris, la continua lotta  di sopravvivenza e il lavoro in un ambiente corrotto sono la base della profonda crisi morale che colpisce il compositore e della sfiducia realista che diventerà un fattore perseverante del suo pensiero.

La sua musica registra i segni della crisi e del cambiamento: ne "La coupe du Roi de Thulé" (di cui ci sono pervenuti solo alcuni frammenti), compare per la prima volta, nel personaggio di Mirra, l'immagine di "femme fatale" che sarà al centro dei suoi lavori più celebri e maturi: "L'Arlésienne" e "Carmen".

Giugno del 1869: Bizet, finalmente, sposa Geneviève, da cui avrà un figlio, Jacques. 

L'unione ha un inizio felice, ma si rovina presto a causa dell'instabilità mentale della moglie  dovuta ad una tara familiare. 

Bizet ha parecchi obblighi familiari e attraversa un periodo lavorativo disordinato e inconcludente: i progetti, sfumano spesso, lo scoppio della guerra franco-prussiana del 1870 e l'insurrezione della Comune nel marzo del 1871 lo turbano, per cui si schiera contro la Comune (come la maggior parte degli intellettuali e artisti francesi del tempo) e si arruola nella Guardia Nazionale; poi, dopo la repressione spietata e orrenda della Comune, accoglie con entusiasmo la proclamazione della Terza Repubblica. 


Idem, 1871: alla fine della guerra, compone una delle opere più belle del repertorio pianistico a quattro mani, ossia la serie di dodici pezzi "Jeux d'enfants", da cui ricava una suite per orchestra e, nell'estate, su invito dell' "Opéra-Comique", scrive tempestivamente un'opera in un atto, "Djamileh", tratta dal poema amoroso di Alfred de Musset "Namouna". 

22 maggio 1872: la "prima" dell'opera ottiene buon esito e la musica esotica suggestiona, ma le repliche sono solamente undici e ricevono critiche abbastanza negative. 

A questo punto, Bizet sente di aver trovato la strada giusta per iniziare quella che è la sua ultima, stagione fertile e creativa.


Le musiche di scena per L'Arlésienne di Alphonse Daudet: 


1872: è un anno felice per alcuni motivi.

Il 10 luglio Geneviève dà alla luce Jacques, l'unico loro figlio, e Carvalho che, dopo il fallimento del "Théâtre Lyrique" dirige il "Théâtre du Vaudeville", commissiona a Bizet le musiche di scena per un dramma di Alphonse Daudet: "L'Arlésienne". 

La collaborazione fra i due si rivela subito buona artisticamente e umanamente: per la prima volta Bizet si trova di fronte ad un testo di grande valore e ad una una vicenda che lo emoziona per la sua vera drammaticità. 

1º ottobre 1872: la "prima" delude Bizet e Carvalho per quanto si aspettano. 

"L'Arlésienne" è messa in scena all'ultimo momento in sostituzione di un altro lavoro e viene eseguita davanti ad un pubblico negativo e chiacchierone. 

Bizet, allora, ricava dalla partitura una suite per grande orchestra che, nel novembre dello stesso anno, ottiene un grande successo . 

Una "seconda Suite" sarà compilata da Ernest Guiraud, dopo la morte del compositore.  


Gli ultimi anni di Bizet e Carmen: 

1873-1875: Bizet lavora all'opera "Carmen", definita il suo capolavoro. 

"Carmen" è un'opera affascinante, dall'invenzione musicale ricca, melodica, morbida e sensuale; ha armonia, danze ed elementi di folklore. 

E' un'opera che sarà ammirata entusiasticamente da Friedrich Nietzsche, Pëtr Il'ič Čajkovskij, Giacomo Puccini, Johannes Brahms e, più avanti, da un giovane Sigmund Freud.

Il soggetto, ambientato nella Spagna di zingari e toreri, suscita un forte scandalo. 

E' tratto da una novella di Prosper Mérimée, ma la "prima" sortisce esito deludente a cui segue la reazione aspra e violenta della stampa perché la gente è abituata ai melodrammi romantici e non veristi. 

Il sensibile Bizet ha sempre avuto un sistema nervoso fragile per cui ne risente, rimanendo sconvolto profondamente e la situazione è aggravata da un attacco violento di angina con crisi di soffocamento, tanto da essere costretto su una sedia a rotelle. 


28 maggio 1875: va a Bougival con la moglie dove, per un paio di giorni di tranquille passeggiate, si rinfranca e si permette un bagno nel fiume: la cosa è imprudente e gli provoca un febbre reumatica e una crisi cardiaca che sembrerebbe superata il 2 giugno. 


3 giugno 1875:  la sera, la trentatreesima replica di "Carmen" va in scena all'Opéra-Comique.  Nella notte Bizet muore e sulle cause del decesso, la famiglia darà versioni contrastanti: infatti, non è stato mai chiaro se Bizet sia morto di un attacco di cuore, di angina o se la grave depressione l'abbia portato al suicidio. 

5 giugno 1875: a Parigi, nella Chiesa della Trinité, a Montmartre, i funerali si svolgono alla presenza di quattromila persone. 



La personalità di Bizet: 


Nella sua breve vita, Bizet trova il suo linguaggio vero solamente nei suoi capolavori teatrali: "L'Arlésienne" e "Carmen" dove la sua arte appare come un'arte chiara, incisiva nel dramma e nei valori musicali.    

Sul piano musicale, è di esempio, e Richard Strauss raccomanda ai suoi allievi: «Se volete imparare la strumentazione non studiate le partiture di Wagner ma quella di Carmen. Che meravigliosa economia, ogni nota e ogni pausa sono al posto giusto.»    


A suo modo, Bizet è un innovatore e contribuisce all'evoluzione del teatro d'opera europeo, di quello francese e, soprattutto, italiano. 

In particolar modo con "Carmen", risultato raggiunto per merito di questo geniale ed elegante compositore, capace di conquistare e di incantare anche l'intellettuale e il musicista più raffinato.


Opere teatrali: 

. La Maison du Docteur (s.d.) opéra-comique

. Le Docteur Miracle (1857) operetta

. Don Procopio (1906) opera buffa

. L'amour peintre (incompiuta, forse distrutta dall'autore) opéra-comique da Molière

. Ivan IV (1946) opera lirica

. La guzla de l'émir (incompiuta, forse distrutta dall'autore) opéra-comique

. Les Pêcheurs de perles (1863) opera lirica

. La bella fanciulla di Perth (1867) opera lirica

. La Coupe du Roi de Thulé (incompiuta) opera lirica

. Sol-si-ré-pif-pan (incompiuta, forse distrutta) operetta

. Djamileh (1872) opéra-comique

. L'Arlésienne (1872) musiche di scena per la pièce di Alphonse Daudet

. Don Rodrigue (incompiuta) opera lirica

. Carmen (1875) opéra-comique 


Composizioni per orchestra: 

. Ouverture in La minore (ca. 1855)

. Sinfonia in Do maggiore (1855)

. Sinfonia (1859, due versioni entrambe distrutte dall'autore)

. Scherzo e Marche funèbre in Fa minore (1860-61)

. La Chasse d'Ossian, ouverture (1861, perduta)

. Roma, Sinfonia in Do maggiore (1860-68, rivista nel 1871)

. Marche funèbre in Si minore (1868-69)

. Petite suite (versione orchestrale di 5 pezzi di Jeux d'enfants per pianoforte a 4 mani, 1871)

. L'Arlèsienne, suite dalle musiche di scena per il dramma di Daudet (1872 - la suite n. 2 è di Ernest Guiraud e include un pezzo da La Jolie fille de Perth)

. Patrie, ouverture (1873)


Composizioni per pianoforte (selezione):       

. Grand valse de concert in Mi bemolle maggiore (1854)

. Trois esquisses musicales (1858 ? - originariamente per harmonium)

. Chasse fantastique (1865 ?)

. Chants du Rhin, 6 pezzi ispirati a poesie di Joseph Mèry (1865)

. Variations chromatiques de concert (1868)

. Jeux d'enfants, 12 pezzi per pianoforte a 4 mani (1871) 


Battuto al computer da Lauretta 




GEORGES BIZET: 

https://it.wikipedia.org/wiki/File:Georges_bizet.jpg    




GEORGES BIZET (PARTE PRIMA)

Georges Bizet (nato Alexandre-César-Léopold Bizet) nasce a  Parigi il 25 ottobre 1838 e muore a Bougival il 3 giugno 1875). 


E' un compositore e pianista francese.


Con Claude Debussy,  Maurice Ravel e Jules Massenet, Bizet è ritenuto uno dei più grandi musicisti francesi, ma viene riconosciuto piuttosto tardi per merito di "Carmen", la sua opera più famosa: infatti, è applaudita come capolavoro solo sei mesi dopo la sua scomparsa prematura, opera diventata una delle opere più rappresentate al mondo. 

 

La formazione di Georges Bizet: 


L'ambiente economico infantile della sua famiglia è modesto, ma è  vivissimo sotto l'aspetto musicale: il padre Adolphe e lo zio François Delsarte sono Maestri di Canto, la zia Charlotte Delsarte è un'ex allieva di Luigi Cherubini, e insegna solfeggio al Conservatorio, la madre Aimée è una buona pianista.  

Bizet possiede una memoria fortissima e una facile lettura a prima vista però, in un primo tempo, sembra più apassionato di letteratura e di arti figurative, rispetto alla musica.

All'età di nove anni, comincia a ricevere le lezioni impartite da Antoine-François Marmontel,  nel 1848, al "Conservatorio di Parigi", studia Composizione e Fuga con Pierre-Joseph-Guillaume Zimmermann, dopo la cui morte (avvenuta nel 1853), continua con Jacques Fromental Halévy (suo futuro suocero e zio del librettista di "Carmen"). 

È allievo anche di Charles Gounod che, spesso, sostituisce Zimmermann: con Gounod, instaura presto un legame di stima e collaborazione professionale che durerà nel tempo (nonostante lo critichi per alcuni atteggiamenti, Bizet è sotto la sua influenza emotiva). 

1855: fra le composizioni del giovane Bizet, risalta la "Sinfonia in do maggiore" (che non sarà mai resa pubblica); infatti, l'autografo viene ritrovato nel 1933 e la prima esecuzione (nel 1935)  è una effettiva rivelazione circa l'eccezionale freschezza della melodia di tipo più italiano che francese, particolare caratteristico anche dei suoi lavori migliori futuri.


Il Prix de Rome: 

I giovani musicisti escono dall'ambiente del Conservatorio e partecipano ad un concorso che rappresenta una specie di passaggio doveroso per i giovani artisti francesi dell'epoca: l'ambìto  "Prix de Rome". 

Il primo tentativo di vincere il premio cade e Bizet invia ad un concorso bandito da Jacques Offenbach una piccola opera buffa e piena di brio, su libretto di Ludovic Halévy e Léon Battu: "Le docteur Miracle".

La giuria è composta da nomi prestigiosi:  Auber, Thomas, Gounod e Scribe. 

Il primo premio è ex aequo per  Bizet e per Charles Lecocq; le due operine vengono rappresentate al "Théâtre des Bouffes-Parisiens", nell'aprile del 1857, dirette da Offenbach. 


Il buon successo ottenuto da Bizet gli permette l'introduzione nei salotti mondani della Parigi musicale: infatti, Bizet frequenta le riunioni del venerdì sera organizzate da Offenbach e quelle del sabato sera in casa di Rossini (che lo loda e lo incoraggia); inoltre, qui, incontra Franz Liszt e Camille Saint-Saëns. 


Idem, 1857: partecipa al "Prix de Rome" per la seconda volta  e consegue il massimo dei voti con la cantata d'obbligo "Clovis et Clotilde", che viene eseguita nell'ottobre seguente, conseguendo successo.    


Bizet non ha ancora vent'anni, quando parte per Roma. 

Il regolamento del "Prix de Rome" rende noto che, ai vincitori, verrà assegnata una pensione quinquennale, in cambio della creazione di una o più composizioni all'anno, secondo regole ben precise. 

A Roma, dopo una piccola durata di tempo fuori dall'ambiente abituale, Bizet si ambienta bene e il successo ottenuto come pianista lo introduce nei salotti della buona società romana, portandogli serenità.  

Bizet sceglie, come primo lavoro da presentare, un libretto sulla falsariga del "Don Pasquale" di Donizetti: "Don Procopio". 

Per la commissione, il lavoro è positivo, ma Bizet confida a Gounod dubbi e insicurezze, ossia le consapevolezze emotive di tutta la vita. 

Il secondo lavoro è un'ode sinfonica, "Vasco de Gama", che spedisce a Parigi.

Settembre 1860: Bizet torna a Parigi. 

Da tempo desidera vivere da solo, ma le gravissime condizioni di salute della madre non glielo permettono. 


Primavera 1861: assiste alla scandalosa "prima" parigina del "Tannhäuser" di Wagner e diventa anche lui estimatore entusiasta del tanto chiacchierato musicista tedesco. 

Liszt giudica molto positivamente le sue doti di pianista, ma Bizet insiste nel rifiuto di intraprendere la carriera di concertista, carriera caldeggiata dalla madre.  

Dopodiché, compone anche alcune opere strumentali (andate smarrite come molti altri suoi lavori) e un'opéra-comique: "La Guzla de l'Emir".


Il ritorno a Parigi: 

1862: è un anno difficile, dopo quelli stimolanti passati a Roma, differenti da quelli della vita parigina, dove ci sono poche novità. 

Bizet è deluso oltre ad essere assillato da gravi difficoltà economiche, per cui si vede  costretto a scrivere all'editore Choudens: «Prometto che farò qualsiasi cosa – polke, ballabili, quadriglie, correzione di bozze, trascrizioni firmate e non firmate». 

Sta lavorando senza entusiasmo all'ampia partitura di "Ivan IV", un Grand-opéra in cinque atti, quando Léon Carvalho, il direttore del "Théâtre Lyrique", gli commissiona, per l'autunno, un'opera esotica, "Les Pêcheurs de perles": rappresentata, ottiene un discreto favore da parte del pubblico. 

La critica è divisa su Bizet, che è  accusato di enfasi e patetismo, e molti si lanciano contro le «bizzarrie armoniche» e gli «effetti violenti degni della nuova Scuola Italiana». 

Fra i pochi suoi difensori, si espongono Hector Berlioz e Ludovic Halévy ma, dopo diciotto repliche, tale lavoro ricco di melodie  e alquanto suggestivo viene tolto dal cartellone e sarà ripresentato dopo la morte del suo autore.

Bizet sopravvive dando lezioni private e a mezzo di lavori onerosi e sgradevoli (trascrizioni per pianoforte, letture di spartiti, arrangiamenti) e a comporre opere di poco conto. 

"Ivan IV" non viene più rappresentata al "Théâtre Lyrique" e i contatti con l' "Opéra" falliscono, per cui è colto da una profonda depressione e dalla mania di persecuzione per il resto della vita. 

Spesso, trova rifugio in campagna, in una villetta fatta costruire dal padre.

1866: Carvalho gli risolleva lo spirito invitandolo a scrivere un'opera tratta da un romanzo di Walter Scott, "La jolie fille de Perth". 

Bizet compone la partitura del libretto velocemente (come ha fatto sempre per i suoi lavori migliori: sempre scritti in fretta, senza dubbi o esitazioni) e, nel contempo, scrive una serie di "Mélodies per voce e pianoforte", tra le quali spicca "Les adieux de l'hostesse arabe". 

26 dicembre 1867: l'opera è rappresentata e ottiene successo, ma la critica "riscontra" in essa un certo «wagnerismo». 

Accusa mossa ingiustamente più volte al compositore francese e, in generale, ai giovani musicisti del tempo, per cui Bizet risponde in maniera alquanto radicale: «S'intende che se mi rendessi conto di imitare Wagner, non scriverei più una nota in vita mia, e questo malgrado la mia ammirazione per lui. L'imitazione è una cosa da sciocchi: è molto meglio scrivere brutta musica propria, che brutta musica rifatta sullo stile di altri. E più il modello è bello, più l'imitazione è ridicola». 


Battuto al computer da Lauretta 

venerdì 2 settembre 2022

LEONARD BERNSTEIN (PARTE TERZA)

Vita privata - Sessualità:


< Secondo quanto si è saputo: 


. Dopo un turbolento fidanzamento annullato e poi riconfermato, Leonard Bernstein sposò l'attrice Felicia Cohn Montealegre il 10 settembre del 1951. 

. La coppia ebbe due figlie e un figlio: Jamie, Alexander e Nina. 

. Il carteggio di Bernstein, pubblicato nel 2013, rivela che la moglie fosse consapevole dell'omosessualità di Bernstein, che discute apertamente in una lettera: "Sei un omosessuale e potresti non cambiare mai - non ammetti la possibilità di una doppia vita, ma se la tua tranquillità, la tua salute, il tuo intero sistema nervoso dipende da certe abitudini sessuali, cosa ci puoi fare?". 

. La sessualità del compositore era nota ai suoi amici e collaboratori. 

Arthur Laurents, librettista di West Side Story, lo ha definito come "un uomo gay che si è sposato", affermando che Bernstein non vivesse negativamente la propria omosessualità. 

. Nel 1976 decise di non voler più tenere nascosto il proprio orientamento sessuale, lasciò la moglie e iniziò a convivere con il direttore d'orchestra Tom Cothran. 

. Quando alla moglie fu diagnosticato un tumore ai polmoni in fase terminale Bernstein tornò da lei e se ne occupò fino alla morte, avvenuta il 16 giugno 1978. 

. Ebbe inoltre una lunga relazione con l'assicuratore giapponese Kunihiko Hashimoto, incontrato dopo un concerto della New York Philharmonic a Tokyo; la relazione sarebbe durata dieci anni. 


Idee politiche: 

Così, è stato detto: 


< Parallelamente alla sua attività musicale, Bernstein era conosciuto anche per il suo forte impegno politico. 

Da sempre schierato a sinistra, il 14 gennaio 1970 organizzò insieme a sua moglie, Felicia Montealegre, un ricevimento di vip e artisti per raccogliere fondi a favore del gruppo rivoluzionario marxista-leninista "Pantere Nere". 

Per tale occasione, il giornalista Tom Wolfe scrisse un famoso saggio sulla copertina del New York Magazine, in cui coniò la definizione spregiativa di "radical chic" >. 



Premi e riconoscimenti: 


La sua colonna sonora per il film "Fronte del porto" è stata scelta come ventiduesima più grande colonna sonora della storia del cinema, dall'American Film Institute, nel 2005.   


. Membro dell'American Academy of Arts and Sciences, 1951

. Presidente Onorario dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia - Roma

. Premio Sonning, 1956

. Ditson Conductor's Award, 1958

. Kennedy Center Honors, 1980 

. George Peabody Medal - Johns Hopkins University, 1980

. Premio Ernst von Siemens, 1987

. Medaglia d'oro della Royal Philharmonic Society, 1987

. Grammy Award alla carriera, 1985

. Grammy Award for Best Album for Children

. Grammy Award for Best Orchestral Performance

. Grammy Award for Best Choral Performance

. Grammy Award for Best Opera Recording

. Grammy Award for Best Classical Vocal Performance

. Grammy Award for Best Instrumental Soloist(s) Performance (with orchestra)

. Grammy Award for Best Classical Contemporary Composition

. Grammy Award for Best Classical Album

. Grammy Hall of Fame Award

. Tony Award for Best Original Score



Opere per il teatro: 

. Fancy Free (balletto), 1944

. On the Town (Musical), 1944

. Facsimile (balletto), 1946

. Peter Pan (canzoni, musica di scena), 1950

. Trouble in Tahiti (Opera in atto unico, poi inglobata in "A Quiet Place"), 1952

. Wonderful Town (musical), 1953 Tony Award for Best Original Score

. Fronte del porto (colonna sonora), 1954

. The Lark (musica di scena), 1955

. Candide (Operetta comica in due atti), 1956

. West Side Story (musical), 1957

. The Firstborn (musica di scena), 1958

. Messa (opera teatrale per cantanti, suonatori e ballerini), 1971

. Dybbuk (balletto), 1974

.  Pennsylvania Avenue, 1976

. A Quiet Place (opera in un atto), 1983 al Houston Grand Opera

. A Quiet Place and Trouble in Tahiti, (opera in 1 prologo e 3 atti) 1984 al Teatro "Alla Scala"  di Milano

. The Race to Urga (musical), 1987 


Da notare che le composizioni di Bernstein, oltre ad includere opere per il teatro (balletti, musical,  colonne sonore, opere [tra  cui spicca il celebre musical "West Side Story"]), comprendono composizioni per orchestra, tra cui tre sinfonie e quattro suite; musica sacra e da camera; musica vocale e per solo pianoforte.



Onorificenze: 

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Lista premi e candidature di Leonard Bernstein.

Medaglia per le scienze e per le arti (Austria) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per le scienze e per le arti (Austria)

— 1976

Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)

Kennedy Center Honors - nastrino per uniforme ordinaria Kennedy Center Honors

— 7 dicembre 1980

Cavaliere di Gran Croce al merito dell'Ordine al merito di Germania - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce al merito dell'Ordine al merito di Germania

— 1987

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Italia)

— 17 luglio 1989   



Battuto al computer da Lauretta 






Leonard Bernstein nella foto di Jack Mitchell: 

https://it.wikipedia.org/wiki/File:Leonard_Bernstein_by_Jack_Mitchell.jpg   

 

   









   




  


 


  

LEONARD BERNSTEIN (PARTE SECONDA)


Successivamente all'anno 1969: continua a scrivere musica e, in tutto il Mondo, partecipa come Direttore Ospite a mezzo di parecchie sinfonie.     


Artista stravagante, impegnato anche nel musical, Bernstein è autore di una produzione di stampo neoromantico. 

1960: alla "Carnegie Hall" di New York, dirige le prime esecuzioni assolute di "Evocation" di Ralph Shapey e del "Concerto per Mirliton e orchestra" di Mark Bucci.   


1963: alla "Carnegie Hall" di New York, esegue - come pianista - la prima esecuzione assoluta postuma della "Sonata per clarinetto e pianoforte" di Fracis Poulenc, con Benny Goodman. 


1964: al "Metropolitan Opera House" di New York, debutta, dirigendo l'opera"Falstaff" di Verdi.  


1966: tale opera, idem, la dirige alla "Wiener Staatsoper"; opera in cui cantano i baritoni Dietrich Fischer-Dieskau e Rolando Panerai.


1967: dirige la "Sinfonia n. 2" di Mahler, con Christa Ludwig. 

  

1968: "Der Rosenkavalier", con Christa Ludwig e Gwyneth Jones. 


1970: dirige "Fidelio", con Gwyneth Jones e Lucia Popp. 

 

1986: dirige la sua "A Quiet Place". 


1981: sempre, alla "Staatsoper" viene eseguita la sua "Mass".


Nota Bene: Complessivamente, Bernstein dirige 42 rappresentazioni viennesi. 


1967: conduce lo speciale televisivo "Inside Pop": "The Rock Revolution per la CBS", primo esempio di programma televisivo generalista che presenta la Musica Pop come una genuina forma d'arte. 


1968: dirige la prima esecuzione assoluta alla "Philharmonic Hall del Lincoln Center" di New York del "Concerto n. 2 per orchestra 'Zvonï' " di Rodion Konstantinovich Shedrin. 


1970: al "Metropolitan", dirige "Cavalleria rusticana", con Grace Bumbry e Franco Corelli. 


1972:  sempre, al "Metropolitan", dirige "Carmen", con Marilyn Horne. 

1979: a Salisburgo, dirige il concerto nella "Großes Festspielhaus" con la "Sinfonia n. 9" di Ludwig van Beethoven, con Gwyneth Jones, Hanna Schwarz, René Kollo e Kurt Moll; dopodiché, avviene la prima esecuzione assoluta nella "Kleines Festspielhaus" di "Piccola Serenata", di sua composizione. 


1982: al "Lincoln Center" di New York, si tiene la prima rappresentazione di "Candide" (da Voltaire), altra  sua opera. 


1983: viene nominato Presidente Onorario dell' "Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia".

1988: dirige la prima rappresentazione nell' "Empire Theatre di Glasgow" della sua opera "Candide". 


Come compositore, Bernstein ha saputo usare sapientemente diversi elementi  che spaziano da temi biblici ai ritmi jazz, ai temi liturgici ebraici). 

I suoi lavori più conosciuti sono il musical "On the Town", "Wonderful Town", "Candid"  e la celeberrima commedia musicale "West Side Story" (qest'ultima scritta in collaborazione con Stephen Sondheim e Jerome Robbins. 


Inoltre, scrive le partiture per i balletti di "Fancy Free", Fax, "Dybbuk" e le musiche per il film "Fronte del porto" (per quest'ultimo, riceve una nomination all'Oscar).

Settembre 1971: scritta appositamente per l'occasione, la sua "Messa", viene eseguita per l'apertura del "John F. Kennedy Center for the Performing Arts" di Washington.    


1984: a "La Scala" viene rappresentata l'opera "A Quiet Place and Trouble in Tahiti". 


1989: Bernstein dirige due esecuzioni storiche di Ludwig van Beethoven, ossia la "Sinfonia n. 9, in re minore", esecuzioni che si svolgono a Berlino Est e Ovest per celebrare la Caduta del Muro di Berlino. 


E' uno dei più grandi interpreti di Gustav Mahler: contribuisce moltissimo alla "Mahler renaissance" che si sviluppa a partire dai primi anni sessanta. 


1985: Bernstein è la personalità celebre che porta il numero 4 nella "Notte delle 100 Stelle" e che fa una comparsa, dirigendo un medley di canzoni incentrate sulla città di New York. 

Il medley propone anche la sua canzone "New York, New York", tratta dal suo musical "On The Town" del 1944 e che non è da confondere con la celeberrima "Theme from New York, New York" di Kander e Ebb, portata al successo da Liza Minnelli. 


Bernstein pubblica una raccolta di conferenze, "The Joy of Music",  "Concerti giovani, della lettura e dell'ascolto", "L'infinita varietà della Musica" e "La questione senza risposta" (preso dalle sue Letture verso Charles Eliot Norton, alla Harvard University). 


Battuto al computer da Lauretta  

LEONARD BERNSTEIN (PARTE PRIMA)

 Leonard Bernstein, nato con il nome di Louis, nasce a Lawrence il 25 agosto 1918 e muore a New York il 14 ottobre 1990. 


E' un direttore d'orchestra, compositore e pianista statunitense.    


Nel dicembre 2011, la rivista "Classic Voice" pubblica un sondaggio che interessa cento famosi direttori d'orchestra: sondaggio che considera Bernstein il secondo più grande Direttore d'Orchestra di tutti i tempi, dopo Carlos Kleiber.     


E' un artista di grandissima fama internazionale, è direttore dell' "Orchestra Filarmonica d'Israele" e Direttore Musicale della "New York Philharmonic", Presidente e Direttore Onorario dell'Orchestra dell' "Accademia Nazionale di Santa Cecilia" di Roma.

.

Bernstein nasce nel Massachusetts da una famiglia di Ebrei polacchi di Rivne. 


Ha 10 anni quando comincia ad interessarsi fortemente al pianoforte. 


Frequenta la "Boston Latin School" e, nel 1939, è alla "Harvard University": qui, prende lezioni di Teoria Musicale e Contrappunto da Arthur Tillman Merritt e Walter Piston. 


A Filadelfia, dal 1939 al 1941, frequenta il "Curtis Institute of Music": qui, studia Direzione d'Orchestra con Fritz Reiner e Orchestrazione con Randall Thompson. 

Studia Composizione Musicale: la studia con il grande Serge Koussevitzky (del quale è assistente e poi successore) presso il "Berkshire Music Center", a Tanglewood. 

1943: Bernstein è nominato Direttore Assistente della "New York Philharmonic", a seguito della sua sostituzione verso il famoso Direttore Bruno Walter alla "Carnegie Hall". 


1945-1947: è direttore della "New York City Center Orchestra".     


Negli Stati Uniti, è Direttore ospite presso altre orchestre  in Europa e in Israele e, pur dedicandosi alla composizione, svolge un'attività concertistica intensa nei più importanti centri musicali del mondo. 


Dicembre 1948: dirige e suona il "Concerto in Sol" di Ravel al "Teatro Argentina" di Roma ed è, per la prima volta, sul podio dell'Orchestra e Coro dell' "Accademia Nazionale di Santa Cecilia". 


1952: al "Teatro Comunale" di Firenze, si tiene la prima rappresentazione di "The Age of Anxiety", musicato dallo stesso Bernstein. 

1953: in due concerti (in cui è anche pianista), a Milano, è il primo Americano a dirigere  l' "Orchestra de La Scala". 


Idem, 1953: al Teatro "Alla Scala", dirige "Medea" di Cherubini con Maria Callas e Fedora Barbieri (regia di Margherita Wallmann, scene e costumi di Salvatore Fiume) e viene rappresentato un balletto con le sue musiche di "The Age of Anxiety (Sinfonia n. 2)". 


1955: dirige "La Sonnambula" con Maria Callas, "La Bohème" e due concerti con l' "Orchestra Filarmonica d'Israele" e Isaac Stern: in tali rappresentazioni, esegue anche la sua "Serenata dal Convito di Platone". 


1958: dirige un Concerto Sinfonico in trasferta al Teatro "Regio" di Parma e due a "La Scala". 


1959: dirige la "New York Philharmonic" in due concerti dove è anche pianista.  


1978: è Direttore dell'Orchestra e del Coro dell' "Opera di Stato" di Vienna in lavori di Beethoven come "Fidelio" (con Gundula Janowitz e Lucia Popp) e le  "Sinfonie n. 2 e n. 3" in un concerto con i "Wiener Philharmoniker" 


1982: dirige l'Orchestra e il Coro de "La Scala" in tre concerti con musiche di Igor' Fëdorovič Stravinskij. 


1984: è Direttore dell'Orchestra Filarmonica de "La Scala" in due concerti e, nel 1989, in un concerto.

 

1954: per il Teatro "La Fenice di Venezia", dirige le prime esecuzioni assolute della "Sinfonia breve" di Bruno Bettinelli e la "Serenade" dal "Convito di Platone" di sua composizione (con Isaac Stern).  


1959: con la "New York Philharmonic", dirige - a "La Fenice" - un concerto sinfonico. 


1968: idem, a "La Fenice", dirige due concerti. 

 

1982: dirige l'Orchestra e il Coro de "La Scala", nella "Sinfonia di Salmi" di Stravinskij, nella Basilica dei Santi Giovanni e Paolo (Venezia). 

  

1955 avvengono le premières, nella "Carnegie Hall di New York", di "The Lark" e di "Salomé" di Leonard Bernstein. 

 

Dal 1958 al 1969 Bernstein è Direttore d'Orchestra e Direttore Musicale della "New York Philharmonic", diventando il primo nato negli USA a ricoprire questi incarichi.   

Con tale orchestra, svolge diverse tournées internazionali in America Latina, Europa, Unione Sovietica e Giappone. 


La sua popolarità aumenta per mezzo delle sue apparizioni, non solo come Direttore d'Orchestra e Pianista, ma anche come Commentatore e Intrattenitore: infatti, Bernstein confida nel coinvolgimento dei giovani ascoltatori, conducendo programmi televisivi come "Omnibus" e "I Concerti dei Giovani".     


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