domenica 6 luglio 2025
NICOLA ALAIMO
Simone Alaimo compie gli studi letterari e musicali. 1974-1976: in questo periodo, frequenta il Biennio presso il “Centro di Perfezionamento Artisti Lirici” del Teatro “Massimo” di Palermo, dopodiché vince il Concorso presso l’ “Accademia di Canto” del Teatro “Alla Scala” di Milano. 1977–1980: Alaimo frequenta il Triennio del “Corso di Perfezionamento per Giovani Artisti Lirici” comdotto da Ettore Campogalliani e Gina Cigna. 1977: debutta a Pavia in “Don Pasquale” di Donizetti. 1977: vince l’AS.LI.CO. di Milano e, da protagonista, canta “L’oca del Cairo” e “Bastiano e Bastiana” di Mozart, “La serva padrona” di Pergolesi, “Rigoletto” di Verdi, “Don Pasquale” di Donizetti e “Le nozze di Figaro” di Mozart. Idem, nello stesso periodo, consegue il “Primo Premio” assoluto in parecchi Concorsi Internazionali: . 1977: “Voci Verdiane” di Busseto. . 1978: “Achille Peri” di Reggio Emilia. . 1978: “Beniamino Gigli” di Macerata. . 1979: “Bel Canto” di Ostenda. . 1979: “Toti Dal Monte” di Treviso. . 1980: “Maria Callas” (R.A.I, trasmesso in Eurovisione). Con gli altri vincitori del Concorso (fra cui Cecilia Gasdia, Anna Maria Fichera, Nazzareno Antinori, Carlo Desideri) canta in “Luisa Miller” di Verdi al Teatro “Fraschini” di Pavia diretto da Gianandrea Gavazzeni. Il tutto viene ripreso dalla R.A.I. 1981: negli studi di Canto, viene seguito da Rodolfo Celletti. Da qui, inizia la sua carriera internazionale presso i più grandi Teatri del Mondo. Nel suo repertorio di trent’anni di carriera, figurano circa 90 opere: sono ambientate nell’epoca Barocca arrivando all’Ottocento italiano, dal Verismo al Periodo Contemporaneo. Canta nei vari Teatri Internazionali: il “Metropolitan” di New York, il “Covent Garden” di Londra, l’ “Opéra Bastille” di Parigi, i “Teatri dell’ Opera” di San Francisco, Chicago, Dallas, Vienna, Berlino, Monaco di Baviera. 2000: vince il Premio “Gigli” D’Oro alla carriera. Discografia: Repertorio operistico: Issachar L’ebreo Apolloni Orosmane Zaira Bellini Conte Rodolfo La sonnambula Bellini Radamanto Euridice Caccini Conte Robinson Il matrimonio segreto Cimarosa Dottor Romualdo Le astuzie femminili Cimarosa Il Gran Sacerdote Gli Orazi e i Curiazi Cimarosa Alahor Alahor in Granata Donizetti Mamma Agata Le convenienze ed inconvenienze teatrali Donizetti Murena L’esule di Roma Donizetti Il dottore Dulcamara L’elisir d’amore Donizetti Torquato Tasso Torquato Tasso Donizetti Lord Cecil Maria Stuarda Donizetti Severo Poliuto Donizetti Don Pasquale Don Pasquale Donizetti Argante Rinaldo Händel Figaro Le nozze di Figaro Mozart Leporello Don Giovanni Mozart Uberto La serva padrona Pergolesi Fabrizio Crispino e la comare Ricci, Federico e Ricci, Luigi Conte Asdrubale La pietra del paragone Rossini Mustafà L’italiana in Algeri Rossini Selim, il Turco Il turco in Italia Rossini Don Basilio Fiorello Il barbiere di Siviglia Rossini Don Magnifico La Cenerentola Rossini Faraone Mosè in Egitto Rossini Fenicio Ermione Rossini Maometto secondo Maometto secondo Rossini Polidoro Zelmira Rossini Assur Semiramide Rossini Tollo La testa di bronzo Soliva Il barone di Kelbar Un giorno di regno Verdi Attila Attila Verdi Moser I masnadieri Verdi Il conte di Walter Luisa Miller Verdi Simon Boccanegra Simon Boccanegra Verdi Battuto al computer da Lauretta SIMONE ALAIMO: https://www.pinterest.com/pin/simone-alaimo--591097519826927325/
giovedì 3 luglio 2025
NICOLA ALAIMO
al Metropolitan Opera ne L'Italiana in Algeri di Rossini e La forza del destino di Verdi all'Opera di Chicago nel Don Chisciotte di Jules Massenet (Sancho Panza) alla Royal Opera House di Londra ne La traviata di Verdi (Giorgio Germont) alla Scala di Milano nel Don Pasquale di Gaetano Donizetti , Falstaff di Verdi, Il Conte Ory di Rossini e La Cenerentola di Rossini (Dandini) La Fenice di Venezia ne Il Barbiere di Siviglia di Rossini (Bartolo) al Teatro dell'Opera di Roma in Attila (Ezio) con la direzione di Riccardo Muti , in Mosè e il faraone di Rossini (Faraone) e in Le nozze inaspettate di Giovanni Paisiello (il Marchese di Tulipano) Teatro San Carlo di Napoli tifosi L'elisir d'amore di Donizetti (Dulcamara) Teatro Massimo di Palermo in Un ballo in maschera di Verdi (Renato) al Teatro Regio di Torino ne I puritani di Vincenzo Bellini (Riccardo) all'Opera di Parigi ne La forza del destino di Giuseppe Verdi (Fra Melitone) nel 2011 , La Cenerentola di Gioachino Rossini (Dandini) nel 2012 e Simon Boccanegra di Verdi nel 2018 all'Opera di Lione nel Guillaume Tell di Rossini (ruolo del titolo) all'Opera di Marsiglia nel Rigoletto di Verdi (ruolo del titolo) al Théâtre du Capitole di Tolosa ne La traviata di Verdi (Giorgio Germont) al Théâtre des Champs-Élysées , a Parigi nel Guillaume Tell di Rossini (ruolo del titolo) all'Opera di Stato di Vienna in L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti ( Belcore) e Così fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozart (Don Alfonso) all'Opera Nazionale Olandese di Amsterdam nel Poliuto (Severo) di Donizetti alla Monnaie di Bruxelles all'Opera Reale di Vallonia a Liegi in Luisa Miller di Verdi (Miller) all'Opera delle Fiandre in Simon Boccanegra (ruolo del titolo) al Teatro Real di Madrid nel Falstaff (Don Magnifico) di Verdi alla Bayerische Staatsoper di Monaco ne L'elisir d'amore di Donizetti (Dulcamara) all'Opera di Monte-Carlo nel Falstaff di Verdi Premi e distinzioni Concorso Giuseppe di Stefano, Trapani Premio Abbiati nel 2016 Premio Ettore Bastianini 2019 Battuto al computer da Lauretta NICOLA ALAIMO. https://commons.wikimedia.org/wiki/File:20190709_DSC_A139687_Orange,_G%C3%A9n%C3%A9rale_de_Guillaume_Tell,_de_Rossini_-_Nicola_Alaimo.png?uselang=fr . GUGLIELMO TELL, "RESTA IMMOBILE": https://youtu.be/0DS7ulrbzTY?si=utKI4QCRU6XBBrfm . IL TROVATORE, "IL BALEN DEL SUO SORRISO": https://youtu.be/TSyP1vrzacM?si=m-aw3_O50i-iqj9X . FALSTAFF, "QUAND'ERO PAGGIO": https://youtu.be/TSyP1vrzacM?si=m-aw3_O50i-iqj9X ________________________________ RIPORTO UN BELLISSIMO ARTICOLO SUL BARITONO NICOLA ALAIMO: Archivio giornale www.gliamicidellamusica.net Il baritono siciliano si racconta in questa conversazione parlandoci della sua vita a tutto tondo Alaimo l'artista, il marito, il padre Intervista di Simone Tomei Pubblicato il 15 Agosto 2017 . La mia incursione al ROF 2017, mi ha visto in compagnia del baritono Nicola Alaimo per completare un discorso iniziato alle idi di agosto proprio in previsione della mia presenza a Pesaro. Un momento di simpatico e ameno confronto riflettendo su tanti aspetti della vita professionale e privata. Il risultato è questo che condivido con voi lettori con la speranza di farvi conoscere qualcosa di più di questo grande ed affermato artista. . Chi era Nicola prima di incontrare la Musica? Nicola è nato con la Musica... con una sorella già iscritta al Conservatorio, dapprima con violino, poi pianoforte e dopo ancora con lo studio del canto, con zio Simone che già debuttava, proprio nel 1978 nel Don Pasquale donizettiano al Teatro Fraschini di Pavia, con un altro zio, Vincenzo, Artista del Coro al San Carlo di Napoli prima e al Teatro alla Scala dopo e andato in pensione proprio il mese scorso, con nonna Anna che ha iniziato i propri figli (tutti maschi a cominciare dal mio papà, Onofrio, che purtroppo non c'è più da quasi 30 anni) alla musica operistica, musicalmente preparatissima con il pianoforte e l'organo e vocalmente un bel mezzo belcantista. Ho sempre respirato l'Opera in casa, i miei genitori la amavano anche se non la professavano o la praticavano attivamente andando a teatro, spesso. Da subito sono stato orientato verso questo mondo fatato del Melodramma, anche se nella mia vita ho avuto ampiamente modo di fare tutte le cose comuni agli altri bambini: giocare con i miei cuginetti, giocare per strada con i miei amici di sempre, sporcarmi mani, piedi, scorticandomi le ginocchia a furia di cascare per terra nel terriccio, quando si giocava a palla e quando ai miei tempi, in famiglia ci si poteva permettere al massimo un bellissimo Super Santos. . Quando l’hai incontrata? Andavo spessissimo dai nonni paterni e non appena mettevi piede in casa, ascoltavi nonna al pianoforte che suonava brani dal Faust, la Traviata, il Trovatore o semplicemente musicassette con i più grandi artisti del passato e del presente. I cantanti preferiti di nonno Nicola? Maria Callas e soprattutto Pippo di Stefano... come dargli torto? Non un amore a prima vista, ma… È un amore che è sbocciato naturalmente, perché naturalmente ci sono entrato e mi ha conquistato. . Ed il tuo primo approccio con il canto? Sembrerà strano ma nel 1988 Massimo Ranieri vinse il Festival di Sanremo. Papà era morto da poco e il dolore che pervadeva casa Alaimo era troppo fresco anche solo per pensare di vedere la TV... io e Anna Rita (mia sorella) convincemmo mamma a distrarci un po', guardando il Festival... quella canzone, "Perdere l'amore" sembrava scritta apposta per farci sprofondare ancor di più nel baratro di una tristezza che non aveva fine, eppure ci conquistò: ci conquistò la canzone nella sua bellezza e ci conquistò l'interpretazione intensa che ne dava Massimo Ranieri, un artista meraviglioso che tuttora la famiglia Alaimo ammira e segue; qualche giorno dopo conoscevo quella canzone a memoria e fu allora, a 9 anni, che ci si accorse in casa della mia presenza vocale. La mia voce era già per sua natura "impostata", con timbro, vibrazione, estensione e, me lo si lasci passare, persino pathos. Naturalmente era una voce bianca, acerba ma già ben proiettata e fu lì che mamma decise di non mollare e mandarmi avanti con gli studi musicali. . . Parlaci dei tuoi insegnanti Non basterebbe una enciclopedia intera: i miei zii, Simone Alaimo e Vittoria Mazzoni sono stati fondamentali per me, per il mio organo vocale, per la scelta del repertorio, per indirizzare il sottoscritto sulla giusta via prima di accettare ruoli rischiosi per la salute vocale e per tutto questo non ci saranno mai parole per ringraziarli adeguatamente. Sì, è vero, la mia è stata da sempre una predisposizione naturale al canto, ma senza il dovuto perfezionamento, senza capire la meccanica della gola, delle corde, di quella che noi chiamiamo in gergo "tecnica vocale", non si può pretendere di durare almeno 40 anni con la propria vocalità senza mai scalfirla di un millimetro, così come è avvenuto a zio, grazie a Maestri come Rodolfo Celletti, Ettore Campogalliani, Gina Cigna e le masterclasses indimenticabili con Giulietta Simionato e Maria Callas. La signora Giulietta Simionato, dopo il Primo "Concorso Callas", vinto da Simone Alaimo, insieme a Cecilia Gasdia, Nazareno Antinori, Annamaria Fichera e Carlo Desideri, disse a zio: "Giovanotto, va bene la simpatia e la naturale propensione del carattere di ognuno di noi, ma adesso è giunto il momento di darsi un po' di arie". Di Maria Callas, lo zio mi diceva che nei suoi anni di Accademia al Teatro alla Scala, lei venne per pochi giorni a fare un master, parlò molto e catturò immediatamente l'attenzione di tutti i presenti, che ascoltavano in devoto silenzio, l'ultima, forse, vera diva del melodramma. Poco dopo, morì. . Quindi cosa vuol dire essere nipote di… Vuol dire essere chiamato "Simone" da ormai 20 anni a questa parte... nelle interviste, dai colleghi, dai direttori, da tutti... tutti!. Una specie di incubo, sicuramente piacevole, ma un incubo. Scherzando dico sempre a zio: "Beh, se un giorno qualcuno ti chiamerà 'Nicola' vorrà dire che forse qualcosa di buono avrò seminato”. Ci scherziamo e soprattutto ci ridiamo sopra ormai da sempre. Sono contentissimo di potermi definire il suo erede diretto ed è bello pensare a questa continuità che da un po' di anni ormai, con la frequentazione dei teatri più importanti del mondo e nei ruoli principali, ha un peso assai più importante. Io amo zio Simone, è quello che ha raccolto la mia passione e che, dopo la morte di papà e insieme a mamma, l'ha forgiata e fatta diventare quello che è adesso. . Le emozioni del tuo debutto: Alle stelle. Avevo esattamente 18 anni suonati e dopo il Concorso "Di Stefano" a Trapani, mi ritrovavo per la prima volta in palcoscenico in una situazione assolutamente di prestigio, considerando le presenze, la critica, direttore, colleghi, orchestra, coro, regista... tutto un insieme di cose che mi hanno letteralmente conquistato e fatto capire che questo genere musicale non è poi così semplice da mettere su. Non basta solo avere la voce, ma bisogna saper cantare, essere attori in scena, dosare il proprio organo e diversi altri fattori. Fu un successo inaspettato ma era ancora presto. Per questo l'anno dopo entrai nel Coro del Teatro Massimo di Palermo, dove ho lavorato per 5 anni e al quale sono legato da ricordi indelebili, anche perché ormai da 25 anni ci lavora proprio mia sorella, Anna Rita, come Artista del Coro. Con lei e con altri fantastici colleghi ho condiviso tantissime e stupende esperienze. -
. Raccontaci una bella esperienza che porterai sempre dentro di te, anche se saranno sicuramente tante… la prima che ti viene dal cuore. Eravamo a Madrid, al Teatro Real, dove io debuttavo; la produzione era quel Don Pasquale con la regia di Andrea de Rosa che avevo già fatto nel 2006 al Ravenna Festival. Nel cast brillavano nomi come Dmitri Korchak, Sandra Pastrana, Mario Cassi e il maestro Riccardo Muti, che portava la "sua" Orchestra Cherubini... la pausa di una prova d'insieme, il Maestro, davanti ai colleghi, alla direzione artistica del Teatro e davanti a diversi componenti dell'Orchestra mi disse: "Io non ho mai bisogno di darti gli attacchi, noi due ci capiamo al volo, siamo come fratelli." Poche e semplici parole che per me rappresentano il complimento più bello che abbia mai ricevuto in 20 anni di carriera, perché provengono da un pilastro della Musica. . L’incontro con Riccardo Muti cosa ti ha portato? L'incontro con il maestro Muti mi ha portato tantissima consapevolezza: ogni incontro, ogni singola prova, soprattutto le sue straordinarie prove musicali, sono fonte di educazione e rispetto per ciò che è scritto sullo spartito, aggiungendo sempre il giusto significato ad ogni singola nota. È stato fondamentale, per me, ma anche per chi ha avuto la grande fortuna di lavorare con lui, capire come approcciarsi ad uno spartito, come studiarlo e come approfondirlo; ogni volta è una lezione, è come andare all'Università, dove il professore espone il suo pensiero illuminante e illuminato e noi non possiamo che imparare e imparare ancora e sempre, da questa fonte infinita di sapienza. Non dico dove e quando, ma posso dire che rivedrò il Maestro; e questo, naturalmente, mi riempie di felicità. . Come affronti lo studio di un nuovo ruolo? Il primo passo, fondamentale, è entrare in sintonia con la parte, con il personaggio, con la musica ad esso connessa. Credo sia importante, nella scelta del repertorio, farsi anche un po' guidare dal rapporto di affinità fra il cantante e la personalità di un ruolo che stai per affrontare o che stai decidendo se portare in scena o no. Il secondo passo è il tempo: il tempo è il nostro miglior amico, devi necessariamente avere tempo per studiare, leggere, approfondire, "mettere in voce" musicalmente il ruolo. Un immenso personaggio come Falstaff, per approfondirlo come si deve, è entrato in Casa Alaimo parecchi anni fa e nonostante tutto il tempo trascorso e pur avendo interpretato Falstaff al Met o alla Scala (tanto per citare due teatri importantissimi) e pur avendo io vinto il Premio Abbiati per la mia interpretazione in questo personaggio grandioso, ogni volta sento di dover togliere o aggiungere qualcosa; come dice il mio Maestro o come dicono i migliori Maestri del mondo: non si finisce mai di studiare ed è verissimo. Chi si sente perfetto ha perso in partenza. .
. Qui al ROF debutti il difficile ruolo del Duca d’Ordow nel Torvaldo e Dorliska di Gioachino Rossini… parlaci di questa esperienza pesarese. Un'ennesima esperienza esaltante, ma stavolta molto più difficile. Quello del Duca è un personaggio impressionante, senza ombra di dubbio, ma senza ombra di dubbio è anche il ruolo rossiniano più difficile che io abbia mai affrontato, paragonabile solo ad Assur, se non più difficile. Una sfida che ho accettato dopo aver letto attentamente lo spartito insieme ad Ernesto Palacio: lui ha creduto in me e insieme a Franco Mariotti non ha esitato un attimo ad affidarmi questo incarico così arduo. . "Sei una delle colonne del ROF”. Ecco, questo, insieme a quello del maestro Muti, è un altro complimento che serberò nel cuore per sempre. Per il resto, un mese di prove intense, in un'atmosfera ideale di tranquillità, di risate, di complicità fra colleghi". Qui ho incontrato un maestro, Francesco Lanzillotta, che per me è una scoperta... una bacchetta di indiscutibile valore, che farà sicuramente una meravigliosa carriera nei più importanti teatri del mondo, un gesto straordinario, un feeling fra buca e palcoscenico di rara perfezione. Poi c'è la produzione del regista Mario Martone. Cosa dire? Io adoro Mario in tutto ciò che fa: mettere in scena La cena delle beffe ideata da lui, alla Scala, è stata una delle esperienze più belle della mia carriera e anche in Torvaldo egli riesce a tratteggiare, con lavoro certosino e con la complicità della sua fantastica ed instancabile assistente, Daniela Schiavone, ogni personaggio nella propria perfetta collocazione. Doveroso è citare anche l'ottima prestazione del Coro del Teatro la Fortuna di Fano brillantemente preparato dalla sapienza del M° Mirca Rosciani. Il Duca è isterico, è malato di protagonismo, ha il potere e lo usa malissimo, tratta i suoi servi come carta straccia e infatti è odiato da tutti, ma è anche realmente innamorato di Dorliska e disperato, non riuscendo a conquistarla, usa proprio quel potere per possederla; l'intento però fallisce, anche e soprattutto per la rivolta dei suoi sudditi e della gente del luogo. Un personaggio complesso, il vero protagonista dell'opera, un misto fra Scarpia e Conte di Luna, con tanta coloratura, con molto legato, con invettive degne del più pieno romanticismo e guidato da una musica, quella di Rossini, che impressiona per bellezza e perfezione nell'armonia. Nel Torvaldo, che è un'opera del 1815, cioè quando Giuseppe Verdi aveva appena due anni, potremo trovare estratti chiari, chiarissimi, da "La Forza del Destino", "Rigoletto", "il Barbiere di Siviglia", "Cenerentola", "La Gazzetta" etc etc ; tutte opere e grandi capolavori che sono arrivati dopo la prima rappresentazione di questo, per me, capolavoro del genio pesarese.
. Ormai vivi a Pesaro da un po’ di anni… cosa vuol dire aver lasciato la tua Sicilia. Vuol dire aver lasciato soprattutto gli affetti più cari: mamma, mia sorella, mia nipote, gli amici intimi, il sole, il mare, il cibo unico e la vita sicuramente molto più economica. Pesaro non fa sconti ma si vive benissimo e tutto funziona. Quella di vivere in centro Italia è stata una scelta non facile, ma sono contento di averla fatta anche per un fatto di comodità per quanto riguarda i miei spostamenti. Sofia e Marilena – le mie due figlie - frequentano un'ottima scuola, conosciamo ormai tanta gente e siamo molto stimati in città. Pesaro non solo per il suo Festival, ma anche come città dove la qualità della vita è esaltata dalla cordialità dei suoi abitanti, dal loro buon umore e da una guida amministrativa pressoché perfetta, senza sbavature; è una città da vivere intensamente non solo in estate, ma a 360 gradi anche nelle altre stagioni perché non ci si annoia mai. . Chi è Nicola Alaimo senza lo spartito in mano? Un uomo pieno di ansie, aspettative, ambizioni, speranze... la speranza è sempre l'ultima a morire e l'esperienza mi dice che non bisogna mai mollare, anche e soprattutto quando pensi che non vi sia più niente da fare. Nella vita sono una persona semplicissima, amo stare a casa, che è la vera vacanza dopo tanto peregrinare, amo giocare con le mie meravigliose creature, coccolare mia moglie, stare comodamente seduto sul divano a guardare un bel film, leggere libri di storia o di letteratura dei grandi del passato, dare sempre un'occhiata alla Divina Commedia del sommo poeta Dante, spulciando da un librone istoriato appartenuto al mio nonno materno, Angelo, con disegni letteralmente realistici e unici di Renato Guttuso: una vera e propria reliquia per me; poi amo cimentarmi al pianoforte, anche se non ho conseguito il diploma e fermandomi al quinto anno, ho amato e adoro tuttora questo strumento che, insieme al violoncello con il suo suono caldo, baritonale, rappresenta il mio favorito. . Una domanda libera a testo libero per dirci tutto ciò che vuoi del Nicola uomo. Beh... io sono nato il 5 ottobre di 38 anni fa, sono della bilancia, un segno che può essere anche difficile da interpretare. Il mio è un carattere, tutto sommato, introverso. Sono apparentemente esuberante, ma in realtà muoio di timidezza e i complimenti diretti, per esempio, mi imbarazzano da morire; fra l'altro sono uno che non ama nemmeno farli i complimenti, ma non per invidie malcelate o altro, semplicemente perché non sono il tipo di persona che va da qualcuno e comincia ad elogiare questo o quel pregio, non saprei per quale reale motivo… forse perché, evidentemente, non amo molto le smancerie. Però mi commuovo; sì, mi commuovo spessissimo e sono di lacrime facili. Mi emoziono, quando ascolto un collega o una collega che mi sta regalando qualcosa di bello, potrei anche piangere davanti a tutti e non provare vergogna per questo: mi è successo, per esempio, a Berlino con il Simon Boccanegra interpretato da Placido Domingo. Domingo non è un baritono, non lo sarà mai e questo è evidente, ma il personaggio che ha creato, la sua statura sopra il palcoscenico e tutta la scena della morte hanno letteralmente inchiodato alle poltrone un'intera platea e quanti fazzoletti vedevo asciugare le lacrime che copiosamente scendevano per un'interpretazione degna di un Grande Leone.
. E cosa ci dici di Nicola, marito e papà? Sono semplicemente un uomo, un marito, un papà fortunato. Ho incontrato Silvia sul mio cammino, ormai dieci anni fa ed il nostro è stato il classico colpo di fulmine, anche se ho dovuto corteggiarla un bel pezzo per ricevere il primo bacio... il primo bacio, davanti ad un mare stupendo, quello della mia terra, la Sicilia.... istanti che non potrò mai dimenticare. Come papà, soffro molto la lontananza, il distacco, gli abbracci, le coccole, i baci e i giochi; sono un papà che sente il bisogno di tutto questo, perché Sofia e Marilena sono il mio ossigeno quotidiano senza il quale sarei nessuno. Per questo ringrazio la tecnologia e chi ha inventato Skype, FaceTime e altre corbellerie geniali del genere, anche se un abbraccio e un bacio dato dal vivo è ben altra cosa. . E poi per tornare alla musica… C’è lui… Frank Sinatra. Dove nasce questo tuo amore? Ah beh... un amore che viene dai nonni, dai miei genitori, dal passato insomma. Sinatra ha interpretato una cosa come circa 2200 canzoni. Era impossibile ascoltarle tutte, ma insieme al maestro Pasquale Corrado ne abbiamo scelte 18, per portare a termine un progetto che è andato in porto grazie al Presidente dell'Orchestra Sinfonica Rossini, Saul Salucci, il quale ha voluto esaudire questo mio desiderio forse un po' folle, un po' azzardato, ma ardentemente voluto. L'Orchestra Rossini è un'Orchestra formidabile, formata da fantastici professori, ormai abituati sia all'Opera che ad altro genere di musica, anche se naturalmente predilige la Classica, un'Orchestra magistrale che non esita mai a mettersi in gioco. è nato il 'Progetto Sinatra' e speriamo di portarlo avanti ancora per tanto tempo. Sinatra è perfetto per le mie corde, lui era indubbiamente un baritono, quindi tutto quello che è stato eseguito, è stato fatto in tonalità originale. Mi sono divertito come un matto e rifarei tutto domani. Proprio in merito a questa esperienza devo fare un solenne ringraziamento speciale a mia cugina Annamaria Alaimo, che mi ha aiutato con la lingua americana; lei è stata davvero preziosa, perché vivendo per parecchi anni a Brooklyn, conosce la pronuncia esattamente come l'italiano. . Recentemente hai tenuto una serie di concerti proprio con tua moglie come partner: raccontaci questa esperienza Ho conosciuto Silvia esattamente nell'agosto 2007; un amico in comune, il caro Pippo Zaccone ci ha fatti conoscere, perché si organizzavano dei concerti alla bellissima Corte Malatestiana di Fano. In luglio di quell'anno io cantavo il mio primo e soprattutto ultimo Escamillo (per ovvie ragioni fisiche e vocali, ma soprattutto perché è un ruolo che detesto) al San Carlo di Napoli e Pippo mi disse di mettermi in contatto con il soprano Silvia Tortolani, che avrebbe cantato con me in questi concerti con l'OSR. Io cosa feci? Mandai un sms alla signorina, un messaggio che recitava una cosa del genere: "Sono impegnato a Napoli, chiamami dalle... alle..." (ride) e figuriamoci la reazione sua qual è stata: "Ma questo chi si crede di essere? Figurati se lo chiamo”. Così non ci fu nessuna telefonata e in agosto, quando arrivai a Fano, Pippo mi disse che la sera non ci sarebbe stata nessuna prova e che potevamo andare a cenare… dove? In casa di Silvia... dico: "Ok. Perché no." e quindi da Fano ci facciamo strada verso Ancona, appuntamento in una stazione di servizio per poi fare strada insieme; io, Pippo e il mio agente di allora, Gioacchino Fantaci (nipote di Pietro Ballo) arriviamo per primi e aspettiamo una decina di minuti, perché si sa, le donne si fanno sempre attendere; quando improvvisamente spunta una Opel Astra Coupè nerissima, lucidissima e pulitissima e ne esce fuori una visione: mi sembrava di aver visto la Madonna. Rimasi folgorato, acchiappato alla rete, basito da tanta bellezza, da tanta eleganza, da quegli occhi belli come il sole, esterrefatto da un modo di fare e di esporsi così spontaneo ma al contempo misurato, educato, intelligente e mai volgare; ero letteralmente rapito da quella donna e la prima cosa che ho sussurrato al mio agente fu: "Costei sarà mia moglie, un giorno..." Da lì è nato, piano piano, il nostro rapporto, fondato anche sul lavoro, visto che Silvia è un ottimo soprano che ha iniziato con la Musica Pop. Grazie a lei ogni tanto sono riuscito a "sconfinare" in un repertorio un po' desueto per me, io che canto l'opera ormai da 20 anni ed è grazie a lei che questi concerti dedicati a Sinatra hanno avuto tutto questo successo. Conoscendo infatti benissimo il Mondo Pop, mi ha consigliato, mi ha anche riso in faccia, mi ha letteralmente preso in giro facendosi grasse risate, per poi indirizzarmi a dovere, come un buon maestro con il proprio allievo, verso il giusto modo di interpretare questo genere. Silvia è una moglie meravigliosa, una mamma unica e una donna straordinaria, per non parlare di ciò che riesce a creare in cucina. Non basta una semplice intervista e ci vorrebbe un libro intero per raccontare la complicità di questi primi 10 anni passati al suo fianco. Sì, sono indubbiamente un uomo fortunato o forse lo siamo entrambi.
. Tornando al tuo mondo lavorativo... che rapporto hai con la critica musicale? Direi abbastanza buono. Certo, se leggo una critica negativa nei miei riguardi, non è che faccia i salti di gioia, s'intende, però cerco di cogliere una verità, se c'è, qualcosa che evidentemente non ho fatto così bene e ne prendo atto; certo, quando il NYT espresse la propria delusione per il mio Falstaff al Met, non è stato un bel momento, ma ho capito ormai da 20 anni che non si può piacere a tutti e che noi artisti non siamo macchine. Quindi, va bene così; sempre sul Falstaff, quello del mio debutto a Pisa, su una notissima rivista Italiana che parla del nostro ambiente, fui massacrato e adesso sono uno dei Falstaff di riferimento nel mondo, ho studiato bene io o hanno visto male loro? Al presente e ai posteri l'ardua sentenza. . Hai mai avuto qualche esperienza “…”; metti tu l’aggettivo da raccontare? "Bizzarra", diciamo? . Vada per il bizzarro. Ero al Met di New York, cantavo il ruolo di Taddeo nell' Italiana in Algeri di Rossini, parliamo di qualche mese fa. Era il giorno dell'ultima recita e il giorno dopo sarei partito alla volta di Chicago per una nuova ed esaltante avventura, Sancho nel Don Quichotte di Massenet al fianco di un monumentale Ferruccio Furlanetto. Era, quindi, il giorno dell'ultima recita al Met e come spesso accade in quel magnifico teatro, vi era una matinée, Guillaume Tell e in serata la citata Italiana in Algeri. Intorno alle 18.00, quando cioè mi stavo preparando per uscire e andare in teatro per il consueto ripasso, i vocalizzi e poi trucco e parrucca, mi chiama John Fisher in persona, chiedendomi a bruciapelo e in perfetto italiano: "Nicola, dove sei?" Giuro che per un attimo mi si è gelato il sangue, perché dal tono della voce era evidente che c'era qualcosa di brutto nell'aria. Rispondo: "Sono a casa, John, sto per scendere per arrivare in Teatro" e lui: "Non ti muovere da casa." A quel punto ero letteralmente terrorizzato e John, ancora: "Durante l'intervallo fra il terzo e il quarto atto del Tell, un signore ha sparso della polvere bianca in buca e sul podio, quindi sono scattati subito i sistemi di sicurezza, il pubblico è stato evacuato e ancora la polizia sta cercando di capire di cosa si tratta, sospettiamo sia antrace, quindi ti chiedo di stare a casa, fino a quando non ci diranno che potrà andare in scena Italiana in Algeri, stasera. Intanto la recita di Tell è stata sospesa. Stai a casa, mi raccomando, mi faccio vivo io". Mi guardai allo specchio: credo di avervi visto un volto pallido che più pallido non si può, ero letteralmente terrorizzato. In un periodo come questo, ormai, ogni gesto inconsulto viene visto come un attacco, soprattutto se ti trovi a New York, dove qualche giorno prima un pazzo aveva fatto scoppiare una bomba rudimentale nel quartiere Chelsie. Insomma, la recita sarebbe dovuta cominciare alle 20.00 e prima di riattaccare, John mi disse che indubbiamente la recita sarebbe cominciata con almeno un'ora di ritardo, salvo poi richiamarmi e dirmi: "Nicola, mi dispiace, il lavoro della polizia durerà almeno tutta la notte, la recita è cancellata. A nome del teatro, chiedo scusa, ma è causa di forza maggiore, capisci bene." In quel momento non sapevo se sentirmi sollevato o spaventato. Dentro di me pensavo a mia moglie, le mie bambine e guardando fuori dalla finestra di un bellissimo appartamento al 36º piano che si affacciava sui grattacieli di NY, ho pensato a quanto possa essere sacra la vita al fianco della propria famiglia e godersi proprio quegli istanti, quegli attimi, quei momenti che ci sembrano così normali, facendoli diventare un capolavoro ogni volta. Alla fine, comunque, si scoprì che fu il gesto di un melomane, che volendo fare un tributo al suo Maestro/Amico, ha voluto "solamente" spargere le sue ceneri in Teatro: non aggiungo altro.
. E il tuo rapporto con i colleghi? Generalmente ottimo. Prediligo i colleghi che abbiano veramente voglia di lavorare e fare un vero gioco di squadra perché se è vero che l'unione fa la forza, un cast affiatato non potrà che avere quella marcia in più per il buon esito dello spettacolo. Non so se sono più odiato o stimato, ma sicuramente cerco di fare sempre al meglio il mio lavoro e quando posso dire la mia, lo faccio senza tirarmi indietro ma sempre con educazione e rispetto verso tutti. . Siccome il pranzo è quasi pronto, forse “convien qui dirci addio” non prima che tu ci abbia parlato dei futuri impegni artistici. Molti impegni, ma anche un po' di meritatissimo riposo. Dopo il ROF starò un mese in Sicilia, da mamma, con Silvia e le bimbe. Loro ripartiranno a metà settembre, perché la scuola comincia per tutti; io no. Rimarrò a Palermo, poiché comincio le prove di Adriana Lecouvreur, dove debutterò nel ruolo di Michonnet, diretto per la prima volta dal Mº Daniel Oren; poi sarà la volta del mio amato Dandini in La Cenerentola all'Opèra di Montecarlo, al fianco di una super star come Cecilia Bartoli, una recita di gala di La Traviata (Giorgio Germont) a Karlsruhe e quindi, nel frattempo, cominceranno le prove di un altro bellissimo debutto, per me: Marcello in La bohème di Puccini, al Comunale di Bologna, diretto dal grande maestro Michele Mariotti. Il 2018 mi vedrà ancora nei panni di Falstaff con la Budapest Orchestra diretta da Ivan Fischer, che andrà in tournée a Hong Kong; quindi sarà la volta di I Masnadieri ancora all'Opera di Montecarlo, diretta da Daniele Callegari, Don Pasquale, nel title-role allo Staatsoper di Vienna al fianco del grande Javier Camarena, Il Pirata (Ernesto) al Teatro alla Scala, diretto dal caro maestro Riccardo Frizza, quindi La Traviata subito dopo a Toulouse e sarò Paolo Albiani all'Opera di Parigi, nel Simon Boccanegra al fianco di nomi come Ludovic Tezier e Maria Agresta, diretto dal maestro Philipp Jordan. Aprirò invece il 2019 sempre con Falstaff all'Opera di Montecarlo, ruolo che ormai è entrato nelle mie vene e che interpreterò subito dopo al Teatro Real di Madrid; sarò nuovamente Guillaume Tell a Orange e subito dopo a Lyon diretto dal Maestro Daniele Rustioni e debutterò nel ruolo di Don Magnifico al Nederlandse Opera di Amsterdam, diretto sempre dal Maestro Rustioni. C’è spazio ancora per sorprese abbastanza eclatanti, ma al momento non si possono svelare: diciamo che per il momento va bene così e... buon pranzo a tutti. . . Il mio grazie unito a quello della Redazione al baritono Simone Alaimo... ops! Nicola, che con molta semplicità, con la voglia di narrarsi e di mettersi in gioco ci ha donato questo suo racconto di vita, schietto e sincero come sincera e genuina è la sua spontaneità nel donarsi al suo pubblico e ai suon fans... ed ora davvero Buon Pranzo a noi.
domenica 22 giugno 2025
ROBERTO ALAGNA
sabato 21 giugno 2025
LUCREZIA AGUJARI
mercoledì 4 giugno 2025
MARIA AGRESTA
Maria Giovanna Agresta nasce a Vallo della Lucania il 16 luglio 1978.
E' un Soprano italiano.
.
Maria Agresta si diploma presso il Conservatorio "Giuseppe Martucci" di Salerno con il massimo dei voti e lode.
Dopodiché, si perfezionerà sotto la guida di Raina Kabaivanska presso l' Istituto Musicale Pareggiato "Vecchi-Tonelli" di Modena.
Vince il Sessantesimo Concorso "Comunità Europea" organizzato dal Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto "A. Belli".
2006: a Spoleto, debutta come Rosina ne "Il barbiere di Siviglia" di Rossini e come "Selene" nella "Didone Abbandonata" di Baldassare Galuppi.
2007: ringraziando gli insegnamenti di Renato Bruson e Raina Kabaivanska, idem, a Spoleto, debutta come Leonora ("Il trovatore") e come Mimì ("La bohème" di Puccini).
2007: presso il Teatro "Vittorio Emanuele" di Messina, è Micaëla.
E' Desdemona nei Teatri di Teramo, Fermo, Ortona e Pescara.
2008:
. "Opera Nationale de Lorraine", canta in "Otello".
. "Incheon Opera Festival": canta ne "La Bohème".
. Si esibisce in una serie di Concerti presso il "Festival dei Due Mondi" di Spoleto, presso la "Carnegie Hall" di New York, presso il "Festival Barokkimusiikkia" di Helsinki, alla "Filarmonica Nazionale" di Doha (Qatar), al Teatro dell' "Ermitage" di San Pietroburgo.
2009: è Odabella in "Attila" all'Arena "Sferisterio" di Macerata.
2011: presso il Teatro "Regio di Torino", la sua carriera subisce una svolta in occasione delle "Celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia", dove debutta ne "I vespri siciliani" di Verdi.
L'opera è diretta da Gianandrea Noseda e la regia è di Davide Livermore.
Immediatamente, seguirà "Norma" presso la "Israeli Opera" di Tel Aviv, sotto la Drezione di Daniel Oren.
Gli anni successivi calca i più importanti palcoscenici europei:
. Teatro "Alla Scala" ("Don Giovanni", "Oberto, Conte di San Bonifacio", "Il trovatore", "La bohème", "Turandot").
. "Arena" di Verona ("La bohème", "Carmen", "Don Giovanni, "Turandot").
. Teatro dell' "Opera" di Roma ("Oberto, Conte di San Bonifacio", "Simon Boccanegra").
. "Festival Puccini" di Torre del Lago ("La bohème").
. Teatro "La Fenice" di Venezia ("I masnadieri", "La bohème").
. Teatro "San Carlo" di Napoli ("La bohème", "Requiem" di Verdi).
. Teatro "Massimo Vittorio Emanuele" ("La bohème").
. "Israeli Opera" ("La bohème").
. "Royal Opera House" ("La traviata", "Il trovatore", "I due Foscari", "Otello", "La bohéme").
. "Bayerische Staatsoper" ("La bohème", "La traviata").
. "Semperoper" di Dresda ("La Vestale", "Simon Boccanegra"), "Opernhaus Zürich" ("Otello", "Norma").
. "Palau des Artes" di Valencia ("Otello" e "Il trovatore").
. "Opéra Bastille" ("I Puritani", "La bohème", "La traviata").
Collabora con direttori quali Riccardo Muti, Daniel Barenboim, Zubin Mehta, Christian Thielemann, Antonio Pappano, Gianandrea Noseda, Nicola Luisotti, Michele Mariotti.
< 2014: vince il Premio importante "Franco Abbiati" della "Critica Musicale Italiana" con la seguente motivazione: « Voce purissima di soprano lirico, dal timbro privilegiato e da colori preziosi, dalla tecnica completa, si è inserita autorevolmente nella grande tradizione italiana, in un repertorio che comprende personaggi diversi per vocalità e temperamento, da Elvira de "I Puritani" a Liù di "Turandot" ».
2013: contribuisce incisivamente ad interpretare la produzione verdiana dagli "Anni di Galera", con "I Masnadieri" a "La Fenice" e "Oberto, Conte di San Bonifacio"; a "La Scala", alle opere della maturità; con "Otello" al "Carlo Felice".
1 gennaio 2015: con il collega, il Tenore Matthew Polenzani, e la Direzione di Daniel Harding, partecipa all'importante "Concerto di Capodanno" tenuto al Teatro "La Fenice" di Venezia.
Battuto al computer da Lauretta
MARIA AGRESTA:
https://www.google.com/search?num=10&sca_esv=5ed3572dacaed608&rlz=1C1GCEA_enIT1132IT1132&sxsrf=AE3TifO7cprOjIzCf_Oor47Iy9l1Yf7ROQ:1749046975612&q=Maria+Agresta&si=AMgyJEt4gI5NMInIh8VmHjRSOVu859gNGSZ55IotVhigj4pwJy-wxMoTg-G7a_Dot9uC0aEYgCoRRrE6Cik7X9iv2D7kEaDRiQ%3D%3D&sa=X&ved=2ahUKEwi12rTd-9eNAxUiiv0HHTU4D1UQ-pgMegQIChAB
I VESPRI SICILIANI, "MERCE', DILETTE AMICHE" (BOLERO):
https://youtu.be/csYsEE3D318?si=KTP2F_GCiSFEcvbF
lunedì 16 dicembre 2024
sabato 17 agosto 2024
AGOSTINO AGAZZARI
Agostino Agazzari nasce a Siena il 2 dicembre 1578 e muore a Siena il 10 aprile 1640.
E' un Compositore, Organista e Teorico della Musica italiano dell'Epoca Barocca.
Agostino Agazzari studia a Siena e, all'età di diciotto anni, pubblica il suo primo libro di Madrigali.
1597-1602: è Organista presso la Cattedrale di Siena, posto che lascierà per recarsi a Roma. 1602-1606 circa: a Roma, è "Praefectus musicae" presso il "Collegio Germanico", carica tenuta in precedenza anche da Tomás Luis de Victoria.
1606: compone "Eumelio", dramma pastorale con la musica dell' "Armonico Intronato", che viene rappresentato al "Seminario Romano" in occasione del Carnevale.
1607: rientra a Siena dove, sembra, rimane sino alla morte.
Qui, oltre a far parte dell' "Accademia degli Intronati", ricopre l'incarico di "Maestro di Cappella del Duomo".
Attività di Agazzari:
In prevalenza, Autore di Musica Sacra, compone Messe, Mottetti, Salmi, Litaniae, eccetera.
Scrive anche alcuni libri di Madrigali e il Dramma pastorale "Eumelio": è una composizione molto rilevante per la Storia del Melodramma.
Come Autore di Scritti Teorici, è celebre specialmente per il suo "Del sonare sopra'l basso", uno dei primi trattati metodici sopra il basso continuo, importante per la comprensione di questa pratica ancora agli inizi.
Opere:
Drammi:
Eumelio (1606)
Musica sacra:
Sacrarum cantionum… liber primus, Roma, 1602, ristampato nel 1605, con il bc
Sacrae laudes… liber secundus, Roma, 1603
Sacrarum cantionum… liber tertius, Roma, 1603
Sacrae cantiones; liber quartus, Roma, 1606, ristampato nel 1606 come Motetti, libro quarto
Sacrarum cantionum… liber II, Milano, 1607
Cantiones, motectae vulgo appellatae, Francoforte, 1607)
Psalmi sex, Venezia, 1609
Psalmi ac magnificat, Venezia, 1611
Sertum roseum ex plantis Hiericho, Venezia, 1611
Psalmorum ac magnificat, Venezia, 1611
Dialogici concentus, Venezia, 1613
Missae quattuor tam organis, Venezia, 1614
Sacrae cantiones, Venezia, 1615
Eucaristicum melos, Roma, 1625
Litaniae beatissimae virginis, Roma, 1639
Musicum encomium, Roma, 1640
Musica devozionale:
Il primo libro de' madrigaletti, Venezia, 1607
Il secondo libro de' madrigaletti, Venezia, 1607
Stille soavi di celeste aurora, Venezia, 1620
Musica profana:
Il primo libro de' madrigali, Venezia, 1596
Il primo libro de' madrigali, Venezia, 1600
Il secondo libro de' madrigali, Venezia, 1606
Scritti teorici:
Del sonare sopra'l basso: con tutti li stromenti e dell'uso loro nel conserto. (1607)
La musica ecclesiastica dove si contiene la vera diffinitione della musica come scienza, non più veduta, e sua nobiltà (1638)
Battuto al computer da Lauretta
AGOSTINO AGAZZARI:
https://it.wikipedia.org/wiki/File:Agostino_Agazzari.jpg
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venerdì 16 agosto 2024
RICHARD ADDINSELL
Richard Addinsell nasce a Londra il 13 gennaio 1904 e muore a Brighton il 14 novembre 1977.
E' un compositore britannico, noto soprattutto per il brano dal titolo "Concerto di Varsavia" e per colonne sonore di vari film.
Per un anno e mezzo, Addinsell studia Legge all' "Hertford College" di Oxford , ma cambia e frequenta il "Royal College of Music" dal 1925.
In seguito, continua, il suo "addestranento" musicale a Berlino, a Vienna e negli Stati Uniti e collabora con Richard Roy Douglas.
Filmografia:
. Elisabetta d'Inghilterra (Fire Over England), regia di William K. Howard (1937)
. Gentiluomo dilettante - Il nuovo Robin Hood (The Amateur Gentleman), regia di Thornton Freeland (1936)
. Addio, Mr. Chips! (Goodbye Mr. Chips), regia di Sam Wood e, non accreditato, Sidney Franklin (1939)
. Dangerous Moonlight, regia di Brian Desmond Hurst (1941)
. Spirito allegro (Blithe Spirit), regia di David Lean (1945)
. Lo schiavo dell'oro (Scrooge o A Christmas Carol), regia di Brian Desmond-Hurst (1951)
. Tom Brown's Schooldays (1951)
. Gli sparvieri dello stretto (Sea Devils) regia di Raoul Walsh - musiche originali (1953)
. Lord Brummell (Beau Brummell), regia di Curtis Bernhardt (1954)
. Il principe e la ballerina (The Prince and the Showgirl), regia di Laurence Olivier (1957)
. Verso la città del terrore (A Tale of Two Cities) (1958)
. The Waltz of the Toreadors (1962)
Il suo capolavoro:
In origine scrive "Il Concerto di Varsavia" ("Warsaw Concert") per un film drammatico del 1941 ("Dangerous Moonlight", il cui sottotitolo è "Suicide Squadron").
Si tratta di un film di Guerra del regista britannico Brian Desmond Hurst.
Il brano musicale è per pianoforte ed orchestra ed è sempre un pezzo molto popolare.
Il regista vuole lo stile musicale di Sergei Rachmaninoff ma, non avendo potuto convincere il compositore a creare le musiche, incarica Addinsell che crea il capolavoro celeberrimo.
Battuto al computer da Lauretta
RICHARD ADDINSELL:
https://it.findagrave.com/memorial/8682/richard-addinsell
.
CONCERTO DI VARSAVIA per pianoforte e orchestra:
https://youtu.be/wCf1fubyp9s?si=raJAuY_XM5krY6q1
giovedì 15 agosto 2024
PAUL ABRAHAM
Paul Abraham nasce ad Apatin il 2 novembre 1892 e muore ad Amburgo il 6 maggio 1960.
E' un compositore ungherese di operette.
1910-1916: Abraham studia Violoncello all'Accademia Musicale "Franz Liszt" di Budapest con Adolf Schiffer e studia Composizione con Viktor Herzfeld.
Inizia con opere di tipo serio e, nei dieci anni seguenti, scrive molte musiche fra cui Musica Sacra, Quartetti d'Archi ed un Concerto per Violoncello.
1927: nomina a direttore d'orchestra presso il "Teatro dell'Operetta" di Budapest, dove imbocca la strada per l'Operetta (forma musicale più popolare) che si adatta bene alla sua voocazione.
1928: scrive "Der Gatte des Fräuleins", la sua prima operetta.
"Viktoria und ihr Husar", la sua terza operetta, gli regala un successo molto grande.
Diventa un nome mondiale grazie a questa operetta e alle successive due operette del 1931 e del 1933, "Die Blume von Hawaii" ("Il Fiore delle Hawaii") e "Ball im Savoy" ("Ballo al Savoy").
Nella sua carriera scrive musiche cinema e parecchie colonne sonore.
1933: gli avvenimenti costringono Abraham ad abbandonare Berlino e a lasciare la Germania, in quanto di origine ebraica.
Grazie a Vienna e a Parigi, va a Cuba, in cui vive modestamente lavorando come pianista e da cui emigrerà a New York.
10 aprile 1944: "Vittoria e il suo Ussaro" va in scena al Teatro "Reinach" di Parma per la Compagnia di operette Lombardiana e viene "rivisitata" da Carlo Lombardo come operetta attribuita ad Haios, in quanto il nome ebraico "Abraham" sarebbe problematico con la gendarmeria di occupazione.
Febbraio 1946: a causa di problemi mentali, Abraham viene ricoverato.
1952: il Teatro "Verdi" di Trieste produce "Vittoria e il suo Ussaro" che viene rappresentata al "Castello di San Giusto".
Abraham, gli ultimi anni e la morte:
Maggio 1956: il musicista torna in Germania, ad Amburgo, dove muore quattro anni dopo, il 6 maggio 1960.
Operette:
. Zenebona (insieme ad altri compositori) Operette in 3 atti, 2 marzo, 1928, Budapest. Libretto: Lakatos László/Bródy István
. Az utolsó Verebély Lány (nota anche come Az Elso Verebély Lány o Der Gatte des Fräuleins) 13 ottobre 1928. Libretto: Harmath Imre-Drégely Gábor
. Szeretem un felségem (Es Geschehen noch Wunder) Magyar Színház 15 Giu 1929, Libretto: Birabeau André-Georges Dolley (dopo: Stella Adorján)
. Viktoria und ihr Husar (Vittoria e il suo ussaro), Operetta, tre atti e prologo. 21 febbraio 1930 Budapest, Operettentheater. Libretto: Földes, Imre/Harmath, Imre, (in tedesco: Alfred Grünwald e Fritz Löhner-Beda)
. Die Blume von Hawaii (Il Fiore delle Hawaii), Operetta in 3 atti, 24 luglio 1931 di Lipsia, Opera di Lipsia. Libretto: Alfred Grünwald e Fritz Löhner-Beda, dopo Imre Földes
. Ball im Savoy (Ballo al Savoy), Operetta tre atti e prologo. 23 dicembre 1932 a Berlino, Komische Oper Berlin. Libretto: Alfred Grünwald e Fritz Löhner-Beda. Inglese: Ballo at The Savoy, 8 settembre 1933 a Londra, Drury Lane (teatro)
. Märchen im Grand-Hotel, Lustspieloperette 3 atti 29 marzo 1934 Vienna, Theater an der Wien. Libretto: Alfred Grünwald e Fritz Löhner-Beda
. Viki 26 gennaio 1935 Magyar Színház, Libretto: Harmath Imre-Adorján Bónyi
. Történnek Meg csodák 20 aprile 1935 Magyar Színház, Libretto: Halász Imre-Békeffi István
. Dschainah, das Mädchen aus dem Tanzhaus, Operetta in 3 Atti. 21 dicembre 1935 a Vienna, Theater an der Wien. Libretto: Alfred Grünwald e Fritz Löhner-Beda diretta da Anton Paulik con Rosy Barsony
3:1 a szerelem javára 18 dicembre 1936 Király Színház, Libretto: Harmath Imre-Keller Dezső-Szilágyi László
. Und ihr Roxy Wunderteam Musikalischer Fußballschwank, 25 marzo, 1937 Vienna, Theater an der Wien, Libretto: Hans Weigel e Alfred Grünwald
. Julia Operetta in 2 parti e Nachspiel, 23 dicembre 1937 Városi Színház Budapest, Libretto: Harmath Imre-Földes Imre
. A Fehér Hattyu (The White Swan), 1938
. Zwei Herzen Glückliche Libretto: Robert Gilbert e Armin L. Robinson.
. Tambourin Musical in due parti (mai eseguita) Libretto: Alfred Grünwald
Filmografia:
. Die singende Stadt, regia di Carmine Gallone (1930)
. La città canora (City of Song), regia di Carmine Gallone (1931)
. Sunshine Susie, regia di Victor Saville (1931)
. Die Privatsekretärin, regia di Wilhelm Thiele e Goffredo Alessandrini (1931)
. Nell'azzurro del cielo (Das Blaue vom Himmel), regia di Victor Janson (1932)
. Due cuori felici, regia di Baldassarre Negroni (1932) (direzione musicale di Luigi Colacicchi)
. Il diario di una donna amata, regia di Hermann Koesterlitz (= Henry Koster) (1936)
Battuto al computer da Lauretta
PAUL ABRAHAM:
https://it.wikipedia.org/wiki/File:Paul_Abraham.jpg
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VITTORIA E IL SUO USSARO, trama:
Musica: Paul Abraham
Libretto: Carlo Lombardo - Libretto orig.: Alfred Grunwald e Fritz Lohner-Beda (ed. Suvini Zerboni)
TRAMA:
Stefano Koltay (ten.), capitano degli ussari, è stato catturato dai rivoluzionari russi, dopo essersi schierato dalla parte della contro rivoluzione.
Il suo destino sembra segnato, quando il suo attendente Jancsi (com.) riesce a barattare il proprio violino con la libertà. Koltay e Jancsi sono ora liberi.
Eccoci a Tokyo dove Stefano trova appoggio morale nell’ambasciatore americano, John Cunlight (br.), marito di Vittoria (sop.), sua ex-fidanzata, a cui lui aveva giurato eterno amore. Vittoria crede Stefano disperso in guerra.
Quando Vittoria rivede ”Il suo ussaro”…: lo ama ancora, anche se sente che il suo legame con John rende impossibile quell’amore.
Frattanto Jancsi corteggia la cameriera di Vittoria, Riquette (soubr.), nelle cui vene scorre sangue ungherese.
Il 1° atto si conclude con la cerimonia nuziale fra O Lia San (soubr.), giapponesina piena di brio, e il conte Ferry (com.), fratello di Vittoria.
A Pietroburgo le autorità russe chiedono a John di consegnare il capitano Koltay nelle loro mani ma il marito di Vittoria rifiuta.
In quel frangente Stefano stupisce tutti e, dopo un commovente colloquio d’addio con Vittoria, lascia che la polizia sovietica lo arresti.
Un anno dopo troviamo tutti i nostri eroi in un caratteristico villaggio ungherese, Dorozma.
Vittoria si è separata da John e vive pensando al sacrificio di Stefano.
Jancsi e Riquette si sposano nel giorno della festa dell’uva, imitati da Ferry e O Lia San che devono ripetere le nozze, visto che il matrimonio giapponese non ha valore in Europa.
Una vecchia usanza ungherese vuole però che nel giorno della festa dell’uva vengano celebrati tre matrimoni: manca quindi la terza coppia. Stefano e Vittoria?
John ha fatto sì che Stefano tornasse in libertà ed ora lo ha accompagnato a Dorozma per vedere felice la sua Vittoria.
Dopo tanti anni è giunto il momento della felicità per Stefano e Vittoria.
lunedì 16 ottobre 2023
TURISTICAMENTE, LA REALTA’ NELLA POESIA: nell’Italia di altri tempi, nella Libia di Gheddafi, nella Tunisia di Bourghiba, nel Marocco di Re Hassan II, nella Russia di Eltsin, nella Grecia dopo i Colonnelli, …
LAURA: IL PROFILO
Laura Rocatello nasce a Lendinara (Rovigo), rimanendo affezionata alla sua terra natale, ma conservando lo spirito verso Madre Natura in qualsiasi luogo che visita.
Appassionata di Buona Musica, ha scritto, nei propri siti personali, vari articoli e, anni fa, ha partecipato alla trasmissione televisiva “Rischiatutto” presentata da Mike Bongiorno, concorrendo per la “Storia dell’Opera Lirica”.
Ama la Pittura, per la quale ha partecipato a Mostre Personali e Collettive, a Concorsi, a Milano e in altri luoghi d’Italia.
A proposito di Pittura: incontra questa materia in “Storia dell’Arte”, materia appartenente al programma scolastico della Scuola Media Superiore “Maturità Professionale per Operatore Turistico”; titolo di studio conseguito.
Personalità eclettica, ama scrivere poesie-ricordo che espone con una certa freschezza a mo’ di racconto, affinché il suo pensiero venga bene trasmesso, compreso e accettato da chi legge: ossia da chi può sentirsi coinvolto e immedesimato, con la sensazione di essere presente durante lo svolgimento di quanto viene descritto.
Un grazie sentito a Laura.
Luigi Trevisani
LAURA: THE PROFILE
Laura Rocatello was born in Lendinara (Rovigo), remaining fond of her homeland, but maintaining the spirit towards Mother Nature in any place she visits.
Passionate about Good Music, she wrote various articles on her personal websites and, years ago, she participated in the television program “Rischiatutto” presented by Mike Bongiorno, competing for the “History of Opera Lirica”.
She loves painting, for which he has participated in personal and collective exhibitions, competitions, in Milan and in other places in Italy.
Speaking of Painting: meet this subject in “History of Art”, a subject belonging to the school program of the High School “Professional Maturity for Tour Operator”; degree obtained.
Eclectic personality, he loves to write memory-poems which he exhibits with a certain freshness as a story, so that his thoughts are well transmitted, understood and accepted by the reader: that is, by those who can feel involved and empathized, with the sensation of being present during the course of what is described.
A thank you heard for Laura.
Luigi Trevisani
TURISTICAMENTE, LA REALTA’ NELLA POESIA: nell’Italia di altri tempi, nella Libia di Gheddafi, nella Tunisia di Bourghiba, nel Marocco di Re Hassan II, nella Russia di Eltsin, nella Grecia dopo i Colonnelli, …
PADRE BARERA
VERCURAGO: estate 2002
Sarei contenta di arrivare al Santuario di San Girolamo Emiliani di Vergurago:
anche mio marito è felice di uscire dalla solita routine per cui, appago
la mia curiosità di comunicazione con i luoghi somaschi. Il Santuario
di San Girolamo è un luogo di pellegrinaggio cinquecentenario,
è Sede della "congregazione dei chierici regolari" di Somasca e luogo di vita
e opere di San Girolamo Emiliani, fondatore dell'ordine, che è arricchita,
nel 1544, ampliando la precedente Chiesa di San Bartolomeo, erigendo
il Santuario. Il complesso verrà modificato nei secoli Seicento e Settecento.
Dal Santuario, parte la “Via delle Cappelle”: qui, troviamo la strada a lato
delle cappelle che, ben volentieri, percorriamo attraverso l'acciottolato
e una lunga fila di alberi dove, a metà, inizia la Scala Santa scavata
nella roccia che conduce all’eremo del Santo dove pregava. Passata
la cappella di San Girolamo, una chiesetta è vicinissima alla parete rocciosa:
qui, si beve alla fonte del Santo. Il panorama dà sensazione armoniosa.
Da qui, in circa dieci minuti, si può raggiungere il Castello dell’Innominato,
il personaggio de "I Promessi Sposi": personaggio che Lucia ha "addomesticato".
Padre Barera mi viene indicato dal mio compagno di Corso di Turismo Religioso:
è originario di Casorezzo, nella provincia di Milano. Non è altezzoso,
Padre Barera. E' un uomo umile che, dopo essere diventato sacerdote, opera
a Como, Treviso, Milano, Legnano, Mestre e, nel 1977, arriva a Somasca che venera
il Santo. Padre Barera diventa un grande punto di riferimento per ricevere conforto
e dove diventa noto come esorcista combattendo il male in modo discreto, accorto.
Conoscendolo, mi sembra burbero, ma il suo cuore è grande e si comporta
con grande fede per tutta la sua esistenza; fede che lo trasporta
fino a quasi novant'anni in cui, a causa delle problematica salute,
si ritira: la sua preghiera la recita sempre, ricordando anche le cose accadute.
A Padre Barera io dono due miniature di legno pirografato da me: è un omaggio
ad un uomo meritevole di stima e ammirazione: un grande personaggio.
Laura
FATHER BARERA
VERCURAGO: summer 2002
I would be happy to get to the Sanctuary of San Girolamo Emiliani in Vergurago:
my husband is also happy to get out of the usual routine so I am satisfied
my curiosity about communicating with Somaschi places. The Sanctuary
of San Girolamo is a five-hundred-year-old pilgrimage site,
it is the seat of the "congregation of regular clerics" of Somasca and place of life
and works by San Girolamo Emiliani, founder of the order, which is enriched,
in 1544, expanding the previous Church of San Bartolomeo, erecting
the Sanctuary. The complex will be modified in the seventeenth and eighteenth centuries.
From the Sanctuary, the "Via delle Cappelle" starts: here, we find the road to the side
of the chapels that we gladly walk along the cobblestones
and a long line of trees where, in the middle, the Scala Santa excavated in the rock
begins that leads to the hermitage of the saint where he prayed. Passed
the chapel of San Girolamo, a small church is very close to the rock face:
here, you drink at the source of the Saint. The panorama gives harmonious feeling.
From here, in about ten minutes, you can reach the Castello dell'Innominato,
the character of "The Betrothed": a character that Lucia has "tamed".
Father Barera was indicated to me by my classmate in the Religious Tourism Course:
he is originally from Casorezzo, in the province of Milan. He's not haughty,
he
Father Barera. He is a humble man who, after becoming a priest, works
in Como, Treviso, Milan, Legnano, Mestre and, in 1977, he arrives in Somasca which venerates
the Saint. Father Barera becomes a great point of reference for receiving comfort
and where he becomes known as an exorcist by fighting evil in a discreet, shrewd way.
Knowing him, he seems gruff to me, but his heart is big and he behaves
with great faith throughout its existence; faith that carries it
up to almost ninety years in which, due to health problems,
he withdraws: he always recites his prayer, also remembering the things that have happened.
I am giving Father Barera two wooden miniatures pyrographed by me: it is a tribute
to a man deserving of esteem and admiration: a great character.
Laura
TURISTICAMENTE, LA REALTA’ NELLA POESIA: nell’Italia di altri tempi, nella Libia di Gheddafi, nella Tunisia di Bourghiba, nel Marocco di Re Hassan II, nella Russia di Eltsin, nella Grecia dopo i Colonnelli, …
VEGNO DI CRANDOLA VALSASSINA
Vegno: una frazioncina in collina, una bellezza
che esiste a cinquecento metri di altezza.
Vegno: dove Federigo Borromeo si era recato
e la chiesetta bianca aveva visitato.
Vegno: con il lavatoio e l'acqua della sorgente,
è un punto importante della sua gente.
Baite e fienili sono ristrutturati
e, davvero belli, gli immobili sono diventati.
L'ultima parte della Via San Giovanni è stata pavimentata
da alcuni anni e, in meglio, è cambiata.
I veicoli hanno il loro posto nello spiazzo davanti alla chiesetta:
terrazzo che vede la valle verde, il cui panorama alletta.
Fattorie con mucche... tanta vegetazione ...
Un bellissimo piccolo rione.
Acqua buona e aria pura,
a Vegno: lì, sarà la mia vita futura?
Laura
VEGNO OF CRANDOLA VALSASSINA
Vegno: a small hamlet in the hills, a beauty
that exists at a height of five hundred meters.
Vegno: where Federigo Borromeo had gone
and the white church he had visited.
Vegno: with its washhouse and spring water,
it is an important point of its people.
Log cabins and barns are remodeled
and, truly beautiful, the properties have become.
The last part of Via San Giovanni has been paved
for some years and has changed for the better.
The vehicles have their place in the clearing in front of the church:
a terrace overlooking the green valley, whose panorama is alluring.
Farms with cows... lots of greenery...
A beautiful little neighborhood.
Good water and pure air,
in Vegno: will my future life be there?
Laura
TURISTICAMENTE, LA REALTA’ NELLA POESIA: nell’Italia di altri tempi, nella Libia di Gheddafi, nella Tunisia di Bourghiba, nel Marocco di Re Hassan II, nella Russia di Eltsin, nella Grecia dopo i Colonnelli, …
CAP D'AGDE, NARBONNE, CARCASSONNE e CASTELLO
(1996)
Dal 1970, nel dipartimento dell'Hérault, nella famosa regione
Linguadoca-Roussillon, si comincia a costruire, nel Comune
di Agde, la località turistica di Cap d'Agde. Ha un porto turistico
che contiene più di 3100 imbarcazioni ormeggiate. E' affaristico
e il suo sviluppo turistico è recente: Cap d'Agde è molto rinomata
dagli inizi degli Anni Settanta come una località più frequentata
del litorale mediterraneo francese. Cap d’Agde, Pézenas
e Val d’Hérault hanno un territorio con molte vigne. Città
e paesi storici sono progrediti lungo il fiume Hérault giungendo
alla foce, nel mare. Di origine greca antica, Agde, nascendo
2.600 anni fa, è unita al Grau (approdo) e alla spiaggia
di pini marittimi: la natura si presenta abbastanza selvaggia
e insolita, con insenature vulcaniche e sabbia sottile. Naturali
flora e fauna sottomarine, si scoprono rocce e fondali.
Impronte di un passato perduto, a tratti, riemergono:
vengono conservate nei due Musei importanti della zona e sono
poste all'attenzione di tutti. - Città di Agde: la fortezza medievale
con i suoi monumenti, il disegno dei bastioni, della cattedrale,
delle chiese e delle viuzze caratteristiche, i porti, le scale
dei palazzi appartenenti al tipo unicamente individuale.
Settembre: il tempo è spesso nuvoloso, ma la spiaggia
è grande, ben tenuta, la sabbia è sottile e incoraggia
a prendere il sole. Conosciutissima per il suo villaggio naturista,
tale villaggio è luogo famoso per essere scambista.
Qui, c'è libertinaggio: tutti vanno nel posto in cui < è vietato vietare >.
Il suo Port Ambonne ospita 300 imbarcazioni da ormeggiare.
Da Cap d'Agde compiamo un giro a Les Saintes Maries de la Mer:
nel giro veloce, vediamo un graziosissimo borgo "da dipinger".
Case bianche che attorniano una chiesa di stile romanico.
Il paesaggio selvaggio circonda con atmosfera di tipo poetico.
Lungomare pulito dal vento, ampie spiagge con sabbia chiara, gitani
folcloristici che gironzolano con chitarre e cappelli neri. Le mani
sono lette dalle cartomanti e ci sono tanti ristorantini in cui assaggiare
i prelibati manicaretti. Questo villaggio è capace di esercitare
fascino incredibile. Da qui, la Camargue è facile da esplorare
e non bisogna lasciar perdere gli animali da fotografare:
tori, cavalli allo stato brado, fenicotteri rosa, le feste di folclore,
la chiesa fortificata che aveva il compito di protettore
della città dalle incursioni dei pirati saraceni e arabi. Dalla terrazza
della chiesa si può godere una meravigliosa vista che tutto "sbarazza".
Narbonne, fuori Italia, è la città-prima colonia di diritto romano,
capoluogo organizzatore della Sud-Gallia e dove è nato San Sebastiano.
Nel Medievo, è capitale del regno visigoto. Poi, da centro culturale,
religioso e spirituale, vanta una bellissima Cattedrale:
la Chiesa di Saint-Just e Saint-Pasteur. Narbonne è in Occitania
nella valle del fiume Aude. Fondata da Roma, è lungo la Via Domitia,
la via romana di collegamento Italia-Provenza-Spagna; città centro culturale
importante e religioso durante il periodo medioevale.
Fra i principali punti di attrazione, la Via Domitia costruita inizialmente
per motivi militari, fra Roma e Spagna sviluppa notevolmente
scambi commerciali. Il Canal de la Robine e il Canal du Midi collegano
Aude e Mare Mediterraneo. Le barche da diporto li solcano. Presenziano
la Cattedrale di Saint-Just-et-Saint-Pasteur (gotica, con rosone)
e il campanile alto. Si trova nel centro città e ha l'eccezione
di essere incompiuta. - Il Palazzo-Museo degli Arcivescovi: di origine
romanica, la sua facciata presenta tre torri quadrate. - A lui sono vicine,
le ricche collezioni d'arte, le terracotte, con i bellissimi dipinti
e i soffitti affrescati nel Palazzo degli Arcivescovi: idem, con maestria, tinti.
Nella Valle dell’Aude, l’Abbazia di Sainte-Marie de Fontfroide. Spirituale
istituzione, ampliata e restaurata nel tempo, ha atmosfera medievale.
Tra le più famose spiagge di Narbonne, due, in particolare,
hanno sabbia dorata su acque cristalline: da non dimenticare.
Città nota per gastronomia e per vini, Narbonne, è situata
in Languedoc-Roussillon: i suoi vini hanno produzione pregiata.
Les Halles de Narbonne: è il mercato coperto vivace e fornito
dove si possono trovare cibi e prodotti gastronomici: davvero, munito.
Carcassonne è una città storica fortificata dell'Occitania iniziata
in epoca gallo-romana. I suoi stili sono romanico e gotico ed è stata
trasformata in monumento-bene dell'UNESCO-Umanità. Culturale,
all'esterno della città sita nella zona "Aude" è una costruzione medievale.
Il lungo sistema in muratura ha tantissime torri; inoltre, opera colossale
sulla valle dell'Aude, ha la Basilica di Saint-Nazaire e il Castello comitale.
Fra le varie vicende storiche, nel 1208, l'ascesa del Catarismo incoraggia
Papa Innocenzo III, ad invitare i Baroni del Nord e si ingaggia
la Crociata albigese. Fortezza più grande d'Europa, è un richiamo
turistico per il paese cataro e i carcassonnesi: parcheggiamo
l'auto e, antistante il castello, vediamo una giostra rosa medioevale
e graziosa. Sembra che Walt Disney sia stato ispirato dalla epocale
struttura per il suo "Castello della Bella Addormentata". Piove,
ma ci godiamo la vista di tanti oggetti di classe e dove
acquistiamo souvenirs, fra cui una pistola creata in materiale plastico,
ma che riproduce fedelmente un bellissimo modello di tipo antico.
Incontriamo una piccola comitiva che, da quanto abbiamo udito,
parla Italiano: ne approfittiamo per salutare i Bolognesi, subito.
Giro a Sète, la "piccola Venezia della Linguadoca": viene popolata
in gran parte, da Italiani e da Corsi, guarda caso, cosa testimoniata
anche dai principali sostenitori della squadra di calcio di là. Più importante
porto francese dopo Marsiglia, ponti a bascula e girevoli, la rendono intrigante.
Girando in qualche cittadina occitana, notiamo la Croce Catara: diffusa
in Linguadoca e Occitania (in Francia), rappresenta il Catarismo che, qui, si usa
in epoca medioevale per quattro secoli. E' un movimento ereticale cristiano,
dei primi seguaci del Vescovo che si elegge Papa nel 251: Novaziano.
Fra i souvenirs, tre piccoli scudi marmorizzati li voglio acquistare:
il Giglio di Francia, il Castello di Carcassonne e la Croce Catara.
In un negozione, troviamo frese particolari per lavori artistici,
mobili graziosi e in stile, tante cose, e animalini domestici.
Queste vacanze ci lasciano un bel ricordo: sono state vissute bene.
Senza dubbio, la nostalgia ci accompagnerà come sempre avviene.
Laura
CAP D'AGDE, NARBONNE, CARCASSONNE and CASTLE
(1996)
Since 1970, in the Hérault department, in the famous region
Languedoc-Roussillon, construction begins, in the commune
of Agde, the tourist resort of Cap d'Agde. It has a marina
which contains more than 3100 moored boats. It's business
and its tourist development is recent: Cap d'Agde is very famous
since the early 1970s as a more popular resort
of the French Mediterranean coast. Cap d'Agde, Pézenas
and Val d'Hérault have a territory with many vineyards. City
and historical towns have progressed along the Hérault river by reaching
at the mouth, in the sea. Of ancient Greek origin, Agde, being born
2,600 years ago, it is joined to the Grau (landing point) and the beach
of maritime pines: nature is quite wild
and unusual, with volcanic coves and fine sand. Natural
underwater flora and fauna, rocks and sea beds are discovered.
Footprints of a lost past, at times, re-emerge:
are kept in the two important Museums in the area and are
brought to everyone's attention. - City of Agde: the medieval fortress
with its monuments, the design of the ramparts, the cathedral,
of the churches and characteristic alleys, the ports, the stairs
of the palaces belonging to the uniquely individual type.
September: the weather is often cloudy, but the beach
it is large, well maintained, the sand is fine and encouraging
to sunbathe. Well known for its naturist village,
such village is famous place for being swinger.
Here, there is libertinism: everyone goes to the place where < it is forbidden to forbid >.
Its Port Ambonne hosts 300 boats to moor.
From Cap d'Agde we go around Les Saintes Maries de la Mer:
in a quick turn, we see a very pretty village "to be painted".
White houses surrounding a Romanesque church.
Wild landscape surrounds with poetic type atmosphere.
Wind-cleaned waterfront, wide beaches with clear sand, strolling
gypsies around with guitars and black hats. The hands
they are read by fortune tellers and there are many restaurants in which to taste
the delicious dishes. This resort is capable of exercising
incredible charm. From here, the Camargue is easy to explore
and we must not forget the animals to be photographed:
bulls, horses in the wild, pink flamingos, folklore festivals,
the fortified church that had the task of protector
of the city from the raids of Saracen and Arab pirates. From the terrace
from the church you can enjoy a wonderful view that "gets rid" of everything.
Narbonne, outside Italy, is the first city-colony of Roman law,
organizing capital of South Gaul and where Saint Sebastian was born.
In the Middle Ages, it was the capital of the Visigothic kingdom. Then, as a cultural center,
religious and spiritual, it boasts a beautiful Cathedral:
the Church of Saint-Just and Saint-Pasteur. Narbonne is in Occitani
in the valley of the river Aude. Founded by Rome, it is along the Via Domitia,
the Roman road linking Italy-Provence-Spain; cultural center city
important and religious during the medieval period.
Among the main points of attraction, the Via Domitia initially built
for military reasons, between Rome and Spain it developed considerably
commercial exchanges. The Canal de la Robine and the Canal du Midi connect
Aude and the Mediterranean Sea. Pleasure boats ply them. They attend
the Cathedral of Saint-Just-et-Saint-Pasteur (Gothic, with rose window)
and the tall bell tower. It is located in the city center and has the exception
to be unfinished. - The Palace-Museum of the Archbishops: of origin
Romanesque, its facade has three square towers. - They are close to him,
the rich art collections, the terracottas, with the beautiful paintings
and the frescoed ceilings in the Palace of the Archbishops: ditto, with mastery, dyed.
In the Aude Valley, the Abbey of Sainte-Marie de Fontfroide. Spiritual
institution, enlarged and restored over time, has a medieval atmosphere.
Among the most famous beaches of Narbonne, two, in particular,
they have golden sand on crystal clear waters: not to be forgotten.
City known for its gastronomy and wines, Narbonne is located
in Languedoc-Roussillon: its wines have a prestigious production.
Les Halles de Narbonne: it is the lively and well-stocked covered market
where you can find food and gastronomic products: truly, equipped.
Carcassonne is a historic walled city of Occitania begun
in the Gallo-Roman period. Its styles are Romanesque and Gothic and was
transformed into a monument-asset of UNESCO-Humanity. Cultural,
outside the city located in the "Aude" area is a medieval construction.
The long masonry system has many towers; moreover, colossal work
on the Aude valley, it has the Basilica of Saint-Nazaire and the count's castle.
Among the various historical events, in 1208, the rise of Catharism encourages
Pope Innocent III, to invite the Barons of the North and engages
the Albigensian Crusade. Europe's largest fortress, it's a call
tourist for the Cathar country and the Carsonnese: we park
the car and, in front of the castle, we see a medieval pink carousel
and pretty. It seems that Walt Disney was inspired by the epochal
structure for his "Sleeping Beauty Castle". Rains,
but we enjoy the view of so many objects of class and where
we buy souvenirs, including a gun created in plastic material,
but which faithfully reproduces a beautiful antique type model.
We meet a small party which, from what we have heard,
speaks Italian: we take the opportunity to greet the Bolognese, right away.
Tour of Sète, the "little Venice of the Languedoc": it is populated
largely, by Italians and by Corsicans, coincidentally, as witnessed
even from the major supporters of the football club there. More important
French port after Marseilles, swing and swing bridges make it intriguing.
Turning around in some Occitan town, we notice the Catara Cross: widespread
in Languedoc and Occitania (in France), it represents the Catharism which is used here
in medieval times for four centuries. It is a Christian heretical movement,
of the first followers of the Bishop who was elected Pope in 251: Novatian.
Among the souvenirs, I want to buy three small marbled shields:
the Lily of France, the Castle of Carcassonne and the Cathar Cross.
In a large shop, we find particular cutters for artistic works,
pretty and stylish furniture, lots of things, and pets.
These holidays leave us a beautiful memory: they were lived well.
Without a doubt, nostalgia will accompany us as it always does.
Laura