domenica 12 febbraio 2023

PIETRO MASCAGNI

Pietro Antonio Stefano Mascagni nasce a Livorno il 7 dicembre 1863 e muore a Roma il 2 agosto 1945.

E’ un compositore e Direttore d’Orchestra italiano. 

La nascita e le prime opere di Pietro Mascagni:

Nasce a Livorno, in piazza delle Erbe.
La sua famiglia è rinomata ma, economicamente, non è di condizioni agiate, pur essendo il padre uno dei più conosciuti panettieri del centro di Livorno.
Dal 1876, dopo gli studi del Ginnasio e, dopo lo studio del Pianoforte e dell’Organo, intraprende gli studi musicali – contro la volontà del padre – seguendo gli insegnamenti di Alfredo Soffredini, fondatore dell’ “Istituto Musicale Livornese” (in seguito dedicato a Mascagni), dove studia Violino, Contrabbasso e alcuni Strumenti a Fiato.
In particolare, con Soffredini, studia Armonia e Contrappunto.

1878: la sua prima composizione musicale è la romanza “Duolo eterno!”, seguita da altre (“Elegia per soprano, violino e pianoforte” del 1879; “Ave Maria per soprano e pianoforte” del 1880; “Pater Noster” per soprano e quintetto d’archi del 1880; “Sinfonia in fa maggiore” del 1881).
Idem, nel 1881, compone la cantata “In filanda”, a quattro voci soliste e,
nel 1882, compone la cantata “Alla gioia”, su testo di Friedrich Schiller.

Si trasferisce a Milano, dove studia al Conservatorio con Amilcare Ponchielli e Michele Saladino; Milano dove Mascagni condivide la stanza in affitto con Giacomo Puccini, maggiore di lui di cinque anni.
In Conservatorio, nonostante Amilcare Ponchielli sia suo alleato, Mascagni si trova presto in difficoltà a causa dei metodi e dei contenuti della disciplina musicale che viene impartita dai docenti; metodi che contrastano con la sua indole e con la sua musica più moderna.

1885: Mascagni non termina gli studi, ma lascia il Conservatorio di Milano e si unisce a Compagnie d’Operetta come Direttore d’Orchestra.

Dicembre 1886: durante la tournée con la Compagnia “Maresca”, fa tappa a Cerignola con la futura moglie, Argenide Marcellina Carbognani (che sposerà il 7 febbraio 1889).
Il sindaco in carica, il Commendatore Cannone, lo invita a fermarsi e gli propone di dirigere la neonata Orchestra Filarmonica del luogo.
Salvo momentanee assenze per concerti e impegni artistici, Mascagni resta, nella casa di Via Assunta sino al 1895, componendo ben cinque opere: “Cavalleria rusticana”, “L’amico Fritz”, “I Rantzau”,” Guglielmo Ratcliff” e “Silvano”, impartendo anche lezioni di Musica e Canto. 

Cavalleria rusticana e Iris:

Luglio 1888: si iscrive ad un Concorso, indetto dalla Casa Editrice Sonzogno, per la composizione di un’opera formata da un unico atto.
Mascagni chiede al suo amico Giovanni Targioni-Tozzetti, poeta e professore di Letteratura all’Accademia Navale di Livorno, di scrivere un libretto.
Targioni-Tozzetti sceglie “Cavalleria rusticana” (un dramma scenico che Giovanni Verga aveva tratto dalla sua omonima novella), con la collaborazione di Guido Menasci.
L’opera, terminata proprio l’ultimo giorno valido per l’iscrizione al concorso, si classifica tra le prime tre su 73 partecipanti insieme a “Rudello” di Vincenzo Ferroni e a “Labilia” di Nicola Spinelli e, il 17 maggio 1890, “Cavalleria rusticana” vede la sua “prima” al Teatro “Costanzi” di Roma, sortendo un successo grandissimo di pubblico e vincendo il concorso.
Successivamente, l’opera verrà rappresentata in vari teatri, riscuotendo sempre un ottimo successo.
Però, Giovanni Verga non essendo soddisfatto dall’offerta di Sonzogno per i diritti di adattamento della sua novella, apre una causa per plagio, sostenendo anche di “non avere mai concesso ufficialmente il permesso all’adattamento, ma solo un generico assenso ad un’informale richiesta del musicista”.
Verga vince la causa e ottiene il risarcimento del 25% degli utili derivanti dalla rappresentazione dell’opera.

1891: al “Costanzi” di Roma, un’altra opera di Mascagni viene rappresentata, ossia “L’amico Fritz”, opera che possiede una certa freschezza.

Negli anni seguenti, Mascagni collabora con Luigi Illica (già librettista di Catalani, Giordano e Puccini) per la stesura di “Iris”, commissionata dall’editore Ricordi, opera che tocca addirittura 800 produzioni.
Mentre compone “Iris”, Mascagni e Illica lavorano insieme al progetto dell’opera “Le maschere” per la “Casa Sonzogno”.
Intanto, continua col suo lavoro di Direttore d’Orchestra, dirigendo, sei concerti al Teatro “Alla Scala” di Milano, tra cui la “Patetica” di Pëtr Il’ič Čajkovskij (inedita in Italia), e una propria creazione per soprano e orchestra, il poema sinfonico “A Giacomo Leopardi”, per il centenario della nascita del poeta.
Novembre 1898: quindi, è nuovamente al Teatro “Costanzi” di Roma per dirigere la prima di “Iris. 

La fama mondiale:

1899-1900: inizia una tournée come Direttore d’Orchestra, per cui si esibisce a Pietroburgo, Vienna e negli Stati Uniti.

1901: “Le Maschere” esordiscono in modo non molto soddisfacente, contemporaneamente in sei città diverse (Roma, Milano, Venezia, Torino, Genova, Verona).
Inoltre, Mascagni giunge a Vienna su invito di Gustav Mahler, per dirigere, al “Teatro Imperiale”, la composizione di Giuseppe Verdi “La Messa di Requiem”, in omaggio alla recente scomparsa del compositore emiliano.

1903: dopo altre tournée in Europa e negli Stati Uniti, assume la carica di Direttore della “Scuola Nazionale di Musica” di Roma, alla quale – dal 1909 – affianca anche la direzione artistica del Teatro “Costanzi” di Roma.
Un doppio incarico non gli impedisce di continuare i suoi viaggi di lavoro attraverso il Mondo, comprese due tournée di diversi mesi in Sud America.

1927: Mascagni viene Delegato dal Governo, in qualità di Rappresentante dell’Italia a Vienna, in occasione delle Celebrazioni per il Centenario della morte di Ludwig Van Beethoven.
1929: alla Fondazione della “Reale Accademia d’Italia”, Mascagni viene incluso tra gli Accademici insieme – fra gli altri – a Luigi Pirandello, Guglielmo Marconi, Gabriele d’Annunzio ed Enrico Fermi.

1932: si iscrive al Partito Nazionale Fascista.

16 gennaio 1935: l’opera “Nerone”, su libretto di Targioni-Tozzetti, viene rappresentata “Alla Scala” di Milano.

1940: in occasione del cinquantenario di “Cavalleria rusticana”, l’opera viene incisa su disco.
L’anno seguente, Mascagni dirige le Celebrazioni per il Cinquantenario di “Amico Fritz”, con la partecipazione del tenore Ferruccio Tagliavini.

1943-1944: ormai ottantenne, Mascagni termina la sua carriera di direttore al Teatro “Adriano” di Roma.

1943: in una sua lettera ad Anna Lolli scrive, subito dopo il bombardamento di Roma: «Rendiamo grazie a Dio, il Fascismo è finito! Il sole della libertà splende su di noi!».
Nonostante quanto sostenuto da Mascagni, è opportuno ricordare che
«Al crollo del Regime, nel 1943, Mascagni aveva ricevuto dai “fondi segreti” di Mussolini 1.290.000 lire: per l’epoca, una somma enorme» (pari a 428.571 euro odierni).
«Soggiornava in un Grand Hotel romano, disseminando sospetti e attizzando zizzanie tra i colleghi…».

In un periodo della sua vita, il musicista ha soggiornato presso il Castello Ducale di Monte San Giovanni Campano, a cui – da quanto saputo – “ha donato un suo meraviglioso pianoforte (chiamato ‘fortepiano’) ed ancora oggi visibile”.
All’interno del Castello, forse, esiste ancora un ristorante chiamato “Corte D’Avalos”, di cui una sala è stata proprio dedicata a Mascagni. 

Morte di Mascagni:

2 agosto del 1945: Pietro Mascagni muore nel suo appartamento, al Grand Hotel “Plaza” di Roma, sua residenza stabile dal 1927.
Il Presidente del Consiglio dell’epoca, Ferruccio Parri, gli nega i Funerali di Stato, Radio Mosca osserva un minuto di silenzio e la folla si accalca per omaggiare la salma.
1951: le sue spoglie vengono trasferite nel “Cimitero della Misericordia” di Livorno. 

Musica di Mascagni:

“Cavalleria rusticana”: è considerata l’unica vera opera verista di Mascagni, il cui successo rilevante verrà ricalcato da Ruggero Leoncavallo con “I Pagliacci”.

Fra 1800-1900: con lo stile dei musicisti coetanei di Mascagni (appartenenti alla “Giovane Scuola Italiana”), l’Opera Italiana, non è del tutto verista: infatti, il “Verismo” ottiene un successo grande, in particolare dopo “Cavalleria rusticana”, ma gli subentra l’ “Opera Decadente” (formata da Simbolismo, Esotismo, Dannunzianesimo e, più tardi, da Espressionismo) per cui, Mascagni è ecletticamente rappresentante di tali stili, pur non venendo molto compreso. 

Mascagni e il cinema:

1917: Pietro Mascagni compone la “Rapsodia satanica” per il film di Nino Oxilia che porta lo stesso titolo: il tratto che distingue la pellicola è l’aspirazione del tentativo di integrare le arti e realizzare l’ “Opera d’Arte Totale” teorizzata dal compositore Richard Wagner.
< Nel centenario del colossal del cinema muto “Cabiria”, anche “Rapsodia satanica” è stato proiettato all’Auditorium Rai di Torino, con la musica di Mascagni eseguita dall’Orchestra sinfonica Nazionale della Rai (21 giugno 2014).
Lo stesso giorno è stata ripubblicata la prima raccolta di poesie di Nino Oxilia, “Canti brevi”, del 1909 >.

Parte della colonna sonora del terzo capitolo de “Il Padrino” è tratta da “Cavalleria rusticana”. Inoltre, nel film, il figlio di Michael Corleone debutta come tenore proprio nella parte di Turiddu, al Teatro “Massimo” di Palermo, e durante lo svolgimento dell’opera avviene la strage nella quale rimangono coinvolti più criminali.
All’uscita da teatro verrà uccisa anche la figlia di Michael.

L’Intermezzo di “Cavalleria rusticana”, l’Intermezzo di “Guglielmo Ratcliff” e il notturno/barcarola di “Silvano” sono stati ripresi da Martin Scorsese come colonna sonora del film “Toro scatenato”.

1952: viene realizzato il film imperniato sulla vita di Mascagni “Melodie immortali” ed è diretto da Giacomo Gentilomo, dove il musicista viene impersonato da Pierre Cressoy.

 

Mascagni “one opera man”:

Come Ruggero Leoncavallo (“I Pagliacci”), Umberto Giordano (“André Chénier”) e Francesco Cilea (“Adriana Lecouvreur”), Mascagni è definito “one opera man”, ossia un musicista che compone solo un’opera lirica di grande successo (“Cavalleria Rusticana”), e presenta come opera successiva un ‘idillio’ (“L’amico Fritz”), seguita dai temi romantici di “Guglielmo Ratcliff”: tutte cose per cui la conseguenza è di nuocergli, non sempre risultando di gradimento da parte del pubblico e della critica, con il risultato che pochi interpreti, negli ultimi anni, non si cimentano con successo.
La possibilità di riconquistare il pubblico c’è, ma non è sfruttata dal compositore e la sua valorizzazione, ad eccezione di “Cavalleria Rusticana”, non c’è quasi mai nei teatri lirici italiani ed internazionali ma, però, avviene al cinema (nelle colonne sonore di alcuni films hollywoodiani) o alle Olimpiadi di Roma del 1960, con l’ “Inno del Sole” dell’ “Iris” elevato ad Inno Ufficiale della manifestazione.
Comunque è giusto tenere presente che, in tempi recenti, molte case discografiche “minori”, commercializzano varie registrazioni di opere di Mascagni (“I Rantzau”, “Silvano”, “Zanetto”, “Lodoletta”, “Amica”, oltre alla gradevole incisione del 1999 di “Parisina”, con protagonista Denia Mazzola Gavazzeni: opera che – assieme a Cavalleria rusticana – è ritenuta il capolavoro di Mascagni, nonché una delle maggiori espressioni del Decadentismo italiano d’inizio 900, al pari della pucciniana “Madama Butterfly”, o della “Francesca da Rimini” di Riccardo Zandonai.

 

La vita privata di Mascagni:

La sua vita sentimentale, a volte, è burrascosa.
Si sposa in età giovane con Lina Carbognani (1862-1946, di Parma), donna volitiva e battagliera ma, nel 1910, si infatua di Anna Lolli, una sua corista, con la quale intrattiene una relazione rimasta clandestina, ma vissuta intensamente da Mascagni, tanto che le scrive più di quattromila lettere.

Oltre ad essere un artista molto famoso per le opere da lui scritte, o per la sua attività di Direttore d’Orchestra, è noto anche per essere un personaggio alla moda.

Stringe amicizia con i pittori Giovanni Fattori, Gaetano Previati, Plinio Nomellini ed ha un rapporto molto stretto con D’Annunzio che, inizialmente, lo critica aspramente (addirittura, nel 1892, lo definìisce “un capobanda”), poi lo esalta e finisce collaborando con lui (per la già citata Parisina).

A Bagnara di Romagna, gli viene dedicato un Museo contenente molteplici oggetti appartenutigli, tra cui il suo pianoforte, ritratti, componimenti e circa 5.000 lettere d’amore inviate a Anna Lolli tra il 1910 e il 1945. 

Onorificenze:

Grande ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro – nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— Roma

Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran cordone dell’Ordine della Corona d’Italia – nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran cordone dell’Ordine della Corona d’Italia
— Regio Decreto 28 gennaio 1937

Pietro Mascagni riceve anche la Nomina di Cittadino Onorario della città di Pisa, per l’entusiasmo popolare scatenato dai risultati delle sue esibizioni al Teatro “Nuovo” (poi, “Verdi”), oltre all’impegno abbondate nella diffusione della cultura musicale. 

Opere scelte:

Opere teatrali:

. Cavalleria rusticana (17 maggio 1890, Teatro Costanzi, Roma)

. L’amico Fritz (31 ottobre 1891, Teatro Costanzi, Roma)

. I Rantzau (10 novembre 1892, Teatro La Pergola, Firenze)

. Guglielmo Ratcliff (16 febbraio 1895, Teatro alla Scala, Milano)

. Silvano (25 marzo 1895 Teatro alla Scala, Milano)

. Zanetto (2 marzo 1896 Liceo Musicale, Pesaro)

. Iris (22 novembre 1898 Teatro Costanzi, Roma)

. Le maschere (17 gennaio 1901 Teatro Carlo Felice, Genova – Teatro Regio, Torino – Teatro alla Scala, Milano – Teatro La Fenice, Venezia – Teatro Filarmonico, Verona – Teatro Costanzi, Roma)

. Amica (16 marzo 1905, Monte Carlo)

. Isabeau (2 giugno 1911 Teatro Coliseo, Buenos Aires)

. Parisina (15 dicembre 1913 Teatro alla Scala, Milano)

. Lodoletta (30 aprile 1917 Teatro Costanzi, Roma)

. Il piccolo Marat (2 maggio 1921 Teatro Costanzi, Roma)

. Pinotta (23 marzo 1932 Casinò, Sanremo) adattata dalla cantata “In filanda” (1881)

. Nerone (16 gennaio 1935 Teatro alla Scala, Milano) con musica scritta tra il 1890 e il 1930 

Operette:

. Il re a Napoli (21 marzo 1885, Teatro Ponchielli, Cremona)

. Si (13 dicembre 1919 Teatro Quirino, Roma) 

Musica sacra:

. Kyrie per tenori primi, tenori secondi, bassi e organo (1880).
. Christe per tenore, baritono e organo (1880).
. Messa per tenore, baritono, basso e orchestra, in collaborazione con S. Barbini (1880).
. Kyrie, larghetto in fa maggiore per tenori primi, tenori secondi, bassi, organo e orchestra (1880).
. Ave Maria per canto e pianoforte, parole di D. Capellina (1880).
. In nativitate Domini (1881).
. Salve Regina per soprano, tenore e baritono (1881).
. In epiphania Domini per canto e organo (1882).
. Sinfonia religiosa (1883).
. Introibo, Alleluja, Sanctus (1883).
. Messa di Requiem (1887).
. Messa di Gloria in fa maggiore per soli, coro e orchestra (1888).
. Invocazione alla Madonna, parole di G. Targioni-Tozzetti (1932).

Musica sinfonica:

. Duolo eterno!, romanza (1878).
. Elegia per soprano, violino e pianoforte (1879).
. Sinfonia in do minore (1879).
. Melodia per violino (1880).
. Minuetto in do per quintetto a corda (1880).
. Leggenda per tenore (1880).
. Sinfonia in fa maggiore, per pianoforte a quattro mani e trascrizione orchestrale (1880).
. In filanda, cantata per soli, coro e orchestra, parole di A. Soflredini (1881).
. Romanza per tenore, violino, armonium e pianoforte, parole di F. Romani (1881).
. Strofe a coro (1881).
. Novellina per pianoforte (1881).
. La pensosa, coro (1882).
. Alla gioja, cantata per soli, coro e orchestra sull’ode di SchiIler, trad. di A. Maffei (1882).
. Mottetto in modo dorio per voce e organo (1882).
. Il canto dell’agricoltore per pianoforte (1882).
. Canzone militare per flauto, violino, pianoforte e violoncello (1882).
. Canzone popolare (1882).
. Canzone amorosa per flauto, violino, violoncello e pianoforte (1882).
. Melodia per violoncello (1882).
. Coro nuziale a due voci con «a solo» (1882).
. La tua stella, melodia per canto, parole di E. Fiorentino (1882).
. La stella di Garibaldi, stornello per canto in chiave di sol e pianoforte, parole di Porfirio (E. Cappelli) (1882).
. Alla luna, romanza, parole di A. CipoIlini (1882).
. Pena d’amore, romanza, parole di A Ghislanzoni (1883).
. Serenata, parole di Porfirio (E. Cappelli) (1883).
. Sulla riva, romanza per canto e pianoforte (1883).
. Sulle rive di Chiaia, per pianoforte (1883).
. Canzonetta per coro (1883).
. Elegia per orchestra in morte di R Wagner (1883).
. Leggenda (1883).
. M’ama…non m’ama, scherzo per canto e pianoforte (1884).
. Ballata per canto con accompagnamento di orchestra piena (1884).
. Il re a Napoli, romanza per tenore e orchestra, parole di A. Maffei (1884).
. Motivo di danza popolare (1885).
. Romanzina francese (1886).
. Sulle gioie d’amor, romanza (1886).
. Va’ mio povero sospir, romanza (1886).
. Una croce in camposanto, romanza (1886).
. Valzer per quartetto (1887).
. Polka di Titania, scherzo musicale (1888).
. Sorriso di fanciulla, romanza (1889).
. Marcia militare (1889).
. Danza boema (1889).
. Messaggio d’amore, romanza, parole di Ildovaldo (AG. Petri) (1890).
. Rosa, romanza, parole di RE. Pagliara (1890).
. Risveglio, abbozzo, parole di G.E. Ducati (1890).
. Inno per l’esposizione di Palermo, per tenore, coro a sette voci e orchestra; testo di anonimo (1890).
. Scherzo, per canto e pianoforte (1890).
. Pifferata di Natale (1890).
. Allora ed ora, romanza, parole di V. Valle (1891).
. Sintomi d’amore, romanza per canto e pianoforte, parole di G. Ferrozzi (1891).
. Danza esotica per orchestra (1891).
. Savoia, inno (1891).
. L’addio di Palamidone, strofette satiriche su testo di Mascagni indirizzate a G. Giolitti (1894).
. Serenata per canto e pianoforte, parole di L. Stecchetti (1894).
. Sera d’ottobre, lirica, da Myricae di G. Pascoli (1894).
. A Giacomo Leopardi, poema per orchestra e voce di soprano su testi leopardiani (1898).
. Inno ad Adelaide Cairoli per coro con soli (1899).
. Tema di andante (1899).
. Gavotta delle bambole, per orchestra (1900).
. Corda fratres, inno goliardico, parole di G. Pascoli (1900).
. Incidental music from «The Eternal City», by Hall Caine (1902).
. New World processional, marcia trionfale (1904).
. Pastorale (1905).
. Ascoltiamo, romanza per canto e pianoforte, parole di G. Menasci (1906).
. Spes ultima, romanza per canto e pianoforte, parole di G. Menasci (1906).
. Stornelli marini per canto e pianoforte, parole di G. Menasci (1906).
. La prima bagnante, frammento (1908).
. La luna, ballata per canto e pianoforte, parole di G. Menasci (1913).
. Il coro dei fanti per sole voci (1915-18).
. La ballata di maggio, per voce e strumenti (1917).
. Guardando la Santa Teresa del Bernini, nota anche come «visione lirica» (1923).
. Il canto del lavoro, per coro e orchestra, testo di Edmondo Rossoni e Libero Bovio (1928 al Teatro San Carlo di Napoli).
. Danza dei Gianduiotti e Giacomette per l’azione coreografica Fiori del Brabante di Giovacchino Forzano, con musiche di autori vari (1930).
. O Roma felix, per voce e organo (1943)
. Serenatella per mandolino e pianoforte

– Da non dimenticare l’interessante esperimento di “The Eternal City”, una specie di suite sinfonica, basata sulle musiche di scena del dramma omonimo, sull’esempio degli analoghi lavori di Luigi Mancinelli (Cleopatra, Messalina).

 

Musica per film:

“Rapsodia satanica” (1915) – Mascagni è uno dei primi compositori italiani di professione a scrivere una colonna sonora per un film.

“La canzone del sole”, regia di Max Neufeld (1934). 

Curiosità:

. La canzone “Mascagni” eseguita da Andrea Bocelli riprende il tema dell’ “Intermezzo” di “Cavalleria rusticana”.
. Subito dopo la prima dell’ “Iris”, Verdi scrisse a Mascagni: «Lei è l’unico che può tenere ancora alta la bandiera della nostra arte».
. Dopo aver ascoltato per la prima volta la “Cavalleria rusticana”, Verdi commentò: «Non è mica vero che la tradizione della melodia italiana sia finita!».
. Nel film “Il padrino – Parte III”, la “Cavalleria rusticana” di Pietro Mascagni fa da musica di sottofondo nella scena finale.
. L’Alitalia gli dedicò un suo McDonnel Douglas MD-11, di marche I-DUPB, consegnato alla compagnia il 30 Marzo del 1993. 

Battuto al computer da Lauretta

 

 

Pietro Mascagni:
https://it.wikipedia.org/wiki/File:Pietro_Mascagni_2.jpg

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CAVALLERIA RUSTICANA:

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. FILM COMPLETO con regìa di Franco Zeffirelli: https://youtu.be/arqnoxvtzZ4

Direttore d’Orchestra: Georges Prêtre.

 

. L’AMICO FRITZ, INTERMEZZO: https://youtu.be/oHOBZ4TtAGE
Direttore d’Orchestra: Herbert von Karajan

 

. IRIS, INNO DEL SOLE”: https://youtu.be/ZQKfnNwmTiY

 

. SILVANO, BARCAROLA: https://youtu.be/QqfO3QKfkIM

 

. GUGLIELMO RATCLIFF, “SOGNO”: https://youtu.be/PIbNi8tOi7M
Direttore d’Orchestra: Gianandrea Gavazzeni

  

sabato 11 febbraio 2023

GUSTAV MAHLER

Gustav Mahler nasce a Kaliště (Kaluscht, Ungheria austriaca) il 7 luglio 1860 e muore a Vienna il 18 maggio 1911.

E’ un compositore e direttore d’orchestra austriaco.

Nasce da famiglia ebraica e, fin da giovanissimo è fortemente predisposto verso la Musica, cosa che gli permette di entrare al Conservatorio di Vienna, diplomandosi, in soli tre anni.

Due anni dopo, è Direttore del “Teatro dell’ Opera” di Vienna che, in dieci anni, diventa una cima altissima nel mondo musicale.

È un grande compositore, ma la Direzione Orchestrale è il suo impegno primario.

Compone sinfonie e lieder e, fra le sue sinfonie, è famosa la “Tragica” (n. 6) ritenuta “la sinfonia dalla durata più lunga”: 1 ora e 21 minuti.

Arnold Schoenberg e Anton Webern dirigono suoi lavori, esaltandolo.

Shostakovich, Britten e Leonard Bernstein lo ammirano grandemente.

Fra i suoi amici, sono i compositori Hugo Wolf e Anton Bruckner, ma inizia con la direzione orchestrale verso l’Operetta, proseguendo poi con l’Opera: “Il Trovatore” di Verdi, “Carmen” di Bizet, “Il Franco cacciatore” di Weber.

Viene chiamato a Lipsia per sostituire Arthur Nikisch nella Saga Volsunga de “L’anello del Nibelungo” di Richard Wagner, conseguendo enorme successo.

Dirige “I tre pintos” di Weber, “Il Barbiere di Baghdad” di Cornelius, “Don Giovanni” di Mozart, “Tristano e Isotta”-“Tannhaueser”-“Sigfrido” di Wagner, “Eugenio Onieghin” (alla presenza dell’autore, Ciaikovskij), “Djamileh” di Bizet, “L’Africana” e “Il Profeta” di Meyerbeer, “La sposa venduta” di Smetana, “Falstaff” di Verdi, “Haensel e Gretel” di Humperdinck, la “Nona Sinfonia di Beethoven”, …

Il suo stile e il suo spirito di tipo ebraico sono presenti nella sua musica e, fra i personaggi di sua conoscenza, a Vienna (centro fortemente culturale dell’epoca), ci sono Klimt e Schiele.

Fra l’altro, la moglie Alma è musicista e compositrice, ma Mahler le proibisce di comporre e, delle due figlie (Maria Anna e Anna) la prima muore all’età di quattro anni per difterite, a differenza della seconda che supera (diventando scultrice) e decede ad 84 anni.
Sofferente di endocardite maligna, il 18 maggio 1911, Mahler decede nel sanatorio di Loew, a Vienna, non terminando la sua “Decima Sinfonia”. 

Battuto al computer da Lauretta






GUSTAV MAHLER nel 1907:
https://it.wikipedia.org/wiki/File:Mahler_by_N%C3%A4hr_04_(cropped).jpg





Sinfonia 1, Il “TITANO”, Primo Movimento:

 

 

ALBERT LORTZING

 Gustav Albert Lortzing nasce a Berlino il 23 ottobre 1801 e muore a Berlino il 21 gennaio 1851.

E’ un compositore tedesco.

Personaggio dalla vita errabonda, è autodidatta ed è attore drammatico, cantante, strumentista e direttore d’orchestra in alcune città tedesche e austriache.

Buon compositore di opere teatrali, in particolare di quelle comiche, fra queste troviamo il suo capolavoro “Zar und Zimmermann” (rappresentata nel 1837).
I suoi Singspiele (tra cui “Andreas Hofer” del 1832) sono sull’esempio mozartiano, dove dimostrano le sue inclinazioni patriottiche.

Una certa rilevanza l’hanno i suoi sforzi per produrre un’ “Opera Nazionale Tedesca” che, poi, si affermerà nell’ “Opera Romantica” e nel “Grand Opéra”: lavori che coinvolgono anche Weber e Mendelssohn.

Altre opere dai titoli importanti e da ricordare sono: “Die beiden Schützen” (1837), “Der Wildschütz” (1842), “Undine” (1845) e “Die Opernprobe” (1851). 

Opere liriche:

Sono elencate segnalando il genere, gli atti, il numero di catalogo, il librettista e il luogo e la data della prima esecuzione:
. Ali Pascha von Janina or Die Franzosen in Albanien
. Singspiel, 1 atto, LoWV9 (1º febbraio 1828, Münster, Stadttheater)
. Der Pole und sein Kind or Der Feldwebel vom IV. Regiment
. Vaudeville, 1 atto, LOWV25 (11 ottobre 1832, Osnabrück)
. Der Weihnachtsabend
. Vaudeville, 1 atto, LoWV26 (21 febbraio 1832, Münster)
. Die beiden Schützen
opera buffa, 3 atti, LoWV35, da Die beiden Grenadiere di Gustav Cords (20 marzo 1837, Lipsia)
. Zar und Zimmermann (Die beiden Peter)
opera buffa, 3 atti, LoWV38 (22 dicembre 1837 Lipsia), da Mélesville, Jean-Toussaint Merle e Eugène Cantiran de Boirie: Le Bourgmestre de Sardam ou Les deux Pierres
. Die Schatzkammer des Ynka
opera seria, LoWV36, (1839, luogo sconosciuto)
. Caramo oder Das Fischerstechen
opera buffa 4 atti LoWV41, Albert Lortzing, dall’opera di Eugène Prosper Prévost Cosimo (20 settembre 1839, Lipsia)
. Hans Sachs
opera buffa, 3 atti, LoWV43, Albert Lortzing, Philipp Reger e Philipp Jakob Düringer, dal dramma omonimo di Johann Ludwig Franz Deinhardstein (23 giugno 1840, Lipsia)
. Casanova
opera buffa 3 atti, LoWV50, Albert Lortzing, dal dramma di Varin Etienne Arago e Desverges: Casanova in Fort Saint-André (31 dicembre 1841, Lipsia)
. Der Wildschütz oder Die Stimme der Natur
opera buffa, 3 atti, LoWV58, Albert Lortzing, dall’opera di August von Kotzebue Der Rehbock (31 dicembre 1842, Lipsia)
. Undine
Romantische Zauberoper, 4 atti, LoWV64, Albert Lortzing, da Undine di Friedrich de la Motte Fouqué (21 aprile 1845 Magdburg)
. Der Waffenschmied
opera buffa 3 atti LoWV66, Albert Lortzing, da Friedrich Wilheim von Ziegler Liebhaber (successo il 20 maggio 1846 Theater an der Wien, Vienna)
. Zum Großadmiral
opera buffa 3 atti LoWV74, Albert Lortzing, da Alexandre Duval, La jeunesse de Henri V (13 dicembre 1847, Lipsia)
. Rolands Knappen oder Das ersehnte Glück
Romantische Oper, 3 atti, LoWV85, Albert Lortzing, Georg Meisinger e Carl Haffner, da Johann Karl August Musäus Rolands Knappen (25 maggio 1849, Lipsia)
. Die Opernprobe oder Die vornehmen Dilettanten
opera buffa, 1 atto, LoWV91, Albert Lortzing, da J.F. Jünger: Die Komödie aus dem Stegreif (20 gennaio 1851, Francoforte)
. Andreas Hofer
Singspiel 1 atto LoWV27, Albert Lortzing, basata sulla tragedia di Karl Immermann Trauerspiel in Tirol (14 aprile 1887, Magonza, Stadttheater)
. Regina oder Die Marodeure
. Revolutionsoper, 3 atti, LoWV83, Albert Lortzing (21 marzo 1899 Berlino) 

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GUSTAV ALBERT LORTZING:
https://it.wikipedia.org/wiki/File:A_Duncan_nach_JH_Schramm_-_Albert_Lortzing_(Stahlstich).jpg

 

FRANZ LISZT

Franz Liszt (in ungherese Liszt Ferenc, in tedesco anche Franz von Liszt) nasce a Raiding il 22 ottobre 1811 e muore a Bayreuth, 31 luglio 1886.

E’ un Compositore, Pianista, Direttore d’Orchestra e Organista ungherese del periodo romantico ed è uno dei più grandi virtuosi del pianoforte di tutti i tempi; a lui si deve l’invenzione della forma concertistica del recital-pianistico.

I suoi genitori sono Adam Liszt e Maria Anna Lager.
Il padre è un funzionario al servizio del Principe Nicola II Esterhazy ed è musicista e cantante dilettante.
Negli anni alla Corte Esterhazy, ha modo di conoscere Franz Joseph Haydn e Johann Nepomuk Hummel.

Il padre di Franz Liszt avvia il figlio allo studio della Musica che dimostra un precoce talento musicale: all’età di undici anni, Liszt viene trasferito a Vienna con la famiglia, dove studia Composizione con Antonio Salieri e Pianoforte con Czerny.

1822: a Parigi, studia Teoria e Composizione con Ferdinando Paër ma, al Conservatorio, Luigi Cherubini non lo accetta perché gli studenti stranieri non sono ammessi.
Ma, mentre è a Parigi, esordisce con l’opera lirica “Don Sanche”, ma senza successo e, comunque, a Parigi, inizia una fortunatissima carriera concertistica che lo porta ad esibirsi in tutt’Europa.

1825: già conosciuto come Pianista, suona a Londra, alla presenza di Re Giorgio IV.

1826: è in tournée in Francia e in Svizzera, ma prosegue gli studi con Reicha.

1827: muore il padre, per cui Liszt interrompe il lavoro concertistico e si stabilisce a Parigi, dove intraprende l’insegnamento.

1830: assiste alla prima esecuzione della “Sinfonia Fantastica” di Hector Berlioz.
Lì, conosce Felix Mendelssohn e Fryderyk Chopin.

1832: presenzia ad un concerto di Niccolò Paganini; tale concerto lo ispira a riprendere l’attività riguardante il pianoforte e a dedicarsi allo studio approfondito dei problemi della tecnica pianistica.

1833: incontra la contessa Marie d’Agoult e l’anno seguente George Sand.
In questi anni, stende i “12 Studi d’esecuzione trascendentale”, i “Grandes études de Paganini” e la trascrizione della “Sinfonia Fantastica”.

1835-1839: Liszt intraprende un lungo viaggio-fuga con Marie d’Agoult che, per Liszt, abbandona il marito e le due figlie, giungendo in Svizzera: viaggio che ispirerà a Liszt l’ “Album d’un voyageur” e il primo libro delle “Années de pèlerinage”.

Dicembre 1835: nasce Blandine, la loro prima figlia.

Liszt non trascura il suo lavoro di Pianista e torna a Parigi per difendere la sua notorietà, specialmente nei confronti di Thalberg, con cui ingaggia una sfida musicale organizzata dalla Principessa di Belgiojoso.

1837: Liszt e Marie d’Agoult sono in Italia, dove nascono i loro figli Cosima e Daniel.
Il loro soggiorno si svolge, particolarmente, sul Lago di Como, a Venezia, a Milano (qui, verrà originata una polemica con il pubblico italiano, assolutamente digiuno di musica strumentale), Firenze, Roma e San Rossore.

Gli incontri e le amicizie sono molti e fruttuosi (Rossini, Bartolini, Ingres, Sainte-Beuve).
Moltissime pagine musicali richiamano questa esperienza, tra le quali il secondo libro delle “Années de pèlerinage”, e molti scritti pubblicati da Liszt sono relativi a questo viaggio e alla condizione musicale dell’epoca (soprattutto le “Lettres d’un Bachelier ès Musique”).
Secondo alcuni studiosi, questi articoli esternano il pensiero del musicista, ma escono da Marie d’Agoult.

Durante la sua carriera, Liszt contribuisce a diffondere la musica di molti compositori a lui contemporanei.
Importanti sono state al riguardo le sue trascrizioni ed esecuzioni di musiche di Beethoven e Schubert.
Legato a Fryderyk Chopin, nel 1840, incontra Robert Schumann e Richard Wagner, per lui persone stimate e fondamentali.
E’ legato particolarmente a Richard Wagner di cui diventerà suocero e di cui è grandissimo sostenitore, per cui contribuisce alle sue prime affermazioni.

Con Wagner, il legame è immediato per via del volere una musica per l’avvenire, e trasforma il Liszt “pianista-idolo delle folle” in uno dei più accesi sostenitori dell’arte totale wagneriana e ne è prova la documentazione tra i due compositori.

I concerti si susseguono con rapidità in giro per il mondo.

1844: interrompe il rapporto con Marie d’Agoult e, nel 1847, a Kiev, conosce la Principessa Carolyne zu Sayn-Wittgenstein, con la quale si trasferisce in Polonia.

1848: si insedia a Weimar, dove inizia la composizione di due poemi sinfonici: “Les préludes”e “Ce qu’on entend sur la montagne”.

A Weimar, è l’insegnante di Musica di Hans von Bülow, Emil von Sauer, Wendelin Weißheimer, Carl Tausig, Franz Bendel, Peter Cornelius, Hans von Bronsart, August Stradal, Karl Klindworth, Conrad Ansorge, Julius Reubke, Adele aus der Ohe, Rudolph Viole, Josef Weiß, Laura Rappoldi, Antal Siposs, Károly Aggházy, Eduard Lassen, Joseph Joachim e molti altri.

1849: Liszt aiuta il rivoluzionario Wagner a fuggire in Svizzera, durante la rivolta di Dresda; e, comunque, in questi anni, la creatività è molto intensa.

Fra i suoi tanti capolavori, nascono “Mazeppa”, la “Sonata”, i due “concerti per pianoforte ed orchestra”, il “Totentanz” e centinaia di pezzi pianistici.

1861: durante un viaggio a Parigi, suona per Napoleone III e conosce Georges Bizet.
Idem, 1861: a Roma, non può sposare la zu Sayn-Wittgenstein perché alla principessa non viene riconosciuta la nullità del precedente matrimonio.
Però, in questo periodo, tuttavia un forte impulso religioso inizia ad impadronirsi di Liszt.

1862: compone il “Cantico del sol” di San Francesco d’Assisi; nello stesso anno muore la primogenita Blandine e, in crisi spirituale, decide di entrare nel Monastero della “Madonna del Rosario” di Roma in quanto “solo la fede può essergli di vero conforto”.

1865: la figlia Cosima e Wagner hanno una figlia, Isolde, cui seguono
nel 1867: Eva e,
nel 1869: Siegfried.
Tutto ciò mina i rapporti fra Liszt e Wagner.

1864: scrive “La Notte”, in memoria di Blandine.

1865: diviene accolito della Chiesa cattolica e, in Vaticano, riceve la tonsura e gli Ordini Minori e, da quel momento, spesso, è indicato attraverso il suo titolo puramente onorifico di “Abbé Liszt” (pari all’italiano “Padre” o “Don”).
E’ terziario francescano e canonico nella Cattedrale di Albano Laziale (Roma).

Liszt si rivolge sempre più verso le composizioni sacre, per cui compone la “Missa Choralis” e il “Christus”.
Nell’ultimo periodo di vita, Liszt lavora assiduamente come compositore e organizzatore di eventi musicali a Weimar e a Lipsia insieme al pianista russo Alexander Ilyich Siloti.

Gradisce davvero molto la musica russa, ammira il Gruppo dei “Cinque” e conosce personalmente Aleksandr Porfir’evič Borodin che va a trovarlo due volte, a Weimar.

1886: durante il “Festival di Bayreuth” (ossia, il “Festival wagneriano” perché ideato da Wagner), Liszt si ammala gravemente di polmonite e muore il 31 luglio 1886. 


In memoria di Liszt:

A Liszt sono intitolati il cratere Liszt su Mercurio, l’Aeroporto Internazionale di Budapest e l’asteroide “3910 Liszt”.

Vari dei suoi pezzi sono entrati nel repertorio della Musica Classica e sono conosciuti da un vasto pubblico; tra essi la celeberrima “Rapsodia ungherese n. 2 in Do Diesis Minore”, il “Sogno d’amore n. 3”, il “Mefisto Valzer”, la “Ballata in Si minore”, il “Concerto in Mi Bemolle Maggiore” e la “Sonata in Si Minore”. 

Lo stile interpretativo di Liszt Pianista:

Pianisticamente, Franz Liszt è considerato uno dei più grandi virtuosi del 1800 e di tutti i tempi.

1827: dopo l’interruzione della carriera concertistica, a seguito della morte del padre, Liszt -spesso – si concede libertà nelle interpretazioni delle partiture < per compiacere il pubblico dei salotti parigini e le sue espressioni del viso e la sua gestualità riflettono ciò che sta suonando, tanto da essere preso in giro sovente dalla stampa del tempo >. 


Repertorio:

1840-1845: Liszt gira l’Europa e i cinque brani più eseguiti sono il “Grand Galop Chromatique”, “Der Erlkönig” (da Franz Schubert: trascrizione a cura di Liszt stesso), “Réminiscences de Don Juan”, “Réminiscences de Robert le Diable” e “Réminiscences de Lucia de Lammermoor”.
Tra le opere di altri compositori, si notano “Invito alla Danza” di Carl Maria von Weber, le “Mazurche” di Frédéric Chopin, studi di compositori come Ignaz Moscheles e Ferdinand Hiller, oltre ad opere maggiori di compositori come Beethoven, Weber, Hummel e, ogni tanto, anche opere di Bach, Händel e Domenico Scarlatti.

Liszt accompagna anche vari artisti o suona come solista insieme ad un’orchestra, interpretando frequentemente il “Konzertstück” di Weber, il Concerto “Imperatore” e la” Fantasia corale” di Beethoven, oltre a presentare la revisione del suo “Hexaméron, per piano e orchestra”.
Oltre al “Septeto” di Hummel, il suo repertorio include il “Trio Arciduca” e la “Sonata a Kreutzer” di Beethoven, una grande selezione di brani di compositori come Gioachino Rossini, Gaetano Donizetti, ancora Beethoven e, in particolare, Schubert.

Non trovando musicisti da inserire nel programma, è il primo musicista ad eseguire un “Recital per pianoforte ‘ solista’ “.
Tale termine viene inventato dalla Casa Editrice “Frederick Beale”, che lo consiglia per il Concerto di Liszt al “Hanover Square Rooms” di Londra del 9 giugno 1840, anche se Liszt, i primi concerti solistici, li tiene dal marzo 1839. 


Strumenti:

1862: Liszt predilige fortemente il pianoforte “Boisselot” e lo esprime nella sua lettera a Xavier Boisselot, segnalando che, < Sebbene i tasti siano quasi consumati dalle battaglie combattute contro di loro dalla musica del passato, del presente e del futuro, non accetterò mai di cambiarlo, e ho deciso di tenerlo fino alla fine dei miei giorni, come collaboratore di lavoro privilegiato >.
Tale strumento, oggi, non può più essere utilizzato e, nel 2011, su richiesta della “Klassik Stiftung Weimar”, il Pianista Paul McNulty, esperto nel ricostruire pianoforti d’epoca, realizza una copia di questo pianoforte Boisselot, che ora è in mostra accanto allo strumento di Liszt. 


Liszt nella cultura di massa:

10 agosto 1936-31 gennaio 1942: in Ungheria, viene coniata ed usata una moneta da due pengő dedicata a Liszt, dove si legge il motto < LISZT FERENC A NAGY MAGYAR ZENEKÖLTO EMLÉKÉRE, 1811-1886 >, traducibile come < In memoria di Franz Liszt, il grande compositore ungherese >.

Spesso l’immagine di Liszt è stata usata per coniare monete o per emettere francobolli, in molti casi, per segnare gli anniversari di nascita o di morte.

La sua immagine viene utilizzata anche per statue o busti commemorativi in varie città d’Europa, come ad esempio Eisenstadt, Vienna, Weimar, Raiding, Bayreuth, Kalocsa, Budapest, Mecseknádasd e Kiev, tra le altre.

Oltre agli ambienti musicali, Liszt lo troviamo anche in Letteratura e nel Cinema.
Ad esempio, nel racconto “Edward the Conqueror” (1953), di Roald Dahl, una donna crede che Franz Liszt si sia reincarnato nel suo gatto.
Questa storia fa parte della serie televisiva “Tales of the Unexpected”, trasmessa per la prima volta nel 1979.

1986: a Utrecht, cent’anni dopo la morte del compositore, ogni tre anni, vi si svolge l’importante “Concorso Pianistico Internazionale Franz Liszt”.

L’asteroide “3910 Liszt”, scoperto il 16 settembre del 1988 da Eric Walter Elst, viene intitolato in onore del compositore ungherese.

1999: dopo quindici anni di lavoro, la Casa “Hyperion” conclude la registrazione dell’opera completa per pianoforte di Liszt, in un totale di novantaquattro CD, riunita in cinquantasette volumi.
Tutti i lavori sono stati registrati dal Pianista australiano Leslie Howard.

Le sue composizioni fanno da sfondo anche ad un romanzo di Haruki Murakami, ossia “L’incolore Tazaki Tsukuru” e i suoi anni di pellegrinaggio, in particolare per “Le Mal du pays”. 


Cinema, televisione e radio:

Sulla vita di Franz Liszt, sono stati girati vari film, in numerose occasioni:

. 1955: “Lola Montès”, film francese con la regia di Max Ophüls, dove appare impersonato dall’attore tedesco Will Quadflieg.

. 1960: “Estasi” (il titolo originale del film è “Song Without End”), film che si basa sulla vita del compositore ed è diretto da Charles Vidor, prima di essere sostituito a metà ripresa da George Cukor, dopo la morte del primo; l’attore Dirk Bogarde interpreta il ruolo di Liszt e l’attrice Capucine interpreta Carolyne Wittgenstein.

. 1975: la vita di Liszt è la trama del film del regista inglese Ken Russell.
Il film ha, per titolo, “Lisztomania” e i personaggi vengono interpretati da Roger Daltrey, nel ruolo del compositore ungherese, e da Paul Nicholas, in quello di Richard Wagner.

Le sue composizioni sono state utilizzate come parte della colonna sonora di più di 170 film, tra cui:

. “Eyes Wide Shut”, l’ultimo film di Stanley Kubrick, in cui si riconosce “Nuages gris”.

. “Hannibal Lecter – Le origini del male”, di Peter Webber – in cui viene interpretata la trascrizione realizzata da Liszt per pianoforte del “Preludio e Fuga in la minore, BWV 543 di Bach”.

. “Fame”, di Kevin Tancharoen, il “Concerto per pianoforte e orchestra n. 1” appartiene alla colonna sonora.

Inoltre la Rapsodia ungherese n. 2 è stata utilizzata in diversi film, come:

. “The Majestic” di Frank Darabont.

. “Chi ha incastrato Roger Rabbit” di Robert Zemeckis.

. Il cortometraggio animato della serie Tom & Jerry Jerry pianista, vincitore dell’Oscar per il miglior cortometraggio d’animazione nel 1947.

. “Liebestraum n º 3” (“Sogno d’amore”) è un altro brano che è stato largamente utilizzato e può essere ascoltato in:

. I gattoni di Gregory Poirier.

. Eva contro Eva di Joseph L. Mankiewicz.

Nel Cinema, Il poema sinfonico “Les préludes che si può ascoltare in sette episodi di “Tiny Toon Adventures”.

2011: la RSI-Rete2 produce un originale radiofonico (in Italiano) dal titolo “Liszt et Marie”, il cui autore è Giorgio Appolonia, e gli interpreti principali sono Claudio Moneta, Alessia Vicardi, Adele Pellegatta per la regia di Claudio Laiso.

2013: il Pianista e Compositore Roberto Piana crea una composizione per pianoforte dal titolo “Après une lecture de Liszt”, basata su temi e frammenti di composizioni di Liszt.
23 Maggio del 2013: si tiene la “prima” assoluta del lavoro presso il “Wheaton College” (Illinois) col Pianista Antonio Pompa-Baldi che, successivamente, lo incide per l’Etichetta “TwoPianists”.


Composizioni:

. Concerto per pianoforte e orchestra n. 1
. Concerto per pianoforte e orchestra n. 2
. Concerto pathetique per due pianoforti
. Totentanz
. Album d’un voyageur
. Anni di pellegrinaggio
. Grandes études de Paganini da Niccolò Paganini
. Mazeppa da Victor Hugo
. 19 rapsodie ungheresi
. 12 studi op.1
. Harmonies poétiques et religieuses (Armonie poetiche e religiose)
. 3 Studi da concerto (Il Lamento, La Leggerezza, Un Sospiro)
. Ab Irato (Studio da concerto)
. 2 Studi da concerto (Waldesrauschen, Gnomenreigen).
. Grand Concerto solo
. Grand Galop Chromatique
. Le Rossignol
. Consolations (Consolazioni)
. 12 Studi d’esecuzione trascendentale
. Sonata in si minore
. Variazioni su «Weinen, Klagen, Sorgen, Zagen» (Johann Sebastian Bach)
. 2 Leggende (S. Francesco d’Assisi che predica agli uccelli; S. Francesco da Paola che cammina sulle acque)
. Rhapsodie espagnole. Folies d’Espagne et Jota aragonesa
. Arbre de Noël (Albero di Natale)
. La lugubre gondola.
. Mefisto valzer
. Historische ungarische Bildnisse (Ritratti storici ungheresi)
. Trascrizione per pianoforte solo della Danza macabra op. 40 di Camille Saint-Saëns
. Grosso Pezzo da Concerto sulle Romanze senza parole di Felix Mendelssohn per due pianoforti.
. Sinfonie di Beethoven (Liszt) 

Poemi sinfonici:

. Poema sinfonico n. 1: Ce qu’on entend sur la montagne (Quel che si ascolta sulla montagna; da Victor Hugo)
. Poema sinfonico n. 2: Tasso. Lamento e trionfo (da Byron)
. Poema sinfonico n. 3: Les préludes (da Alphonse de Lamartine)
. Poema sinfonico n. 4: Orpheus
. Poema sinfonico n. 5: Prometheus
. Poema sinfonico n. 6: Mazeppa (da Victor Hugo)
. Poema sinfonico n. 7: Festklänge (Suoni di festa)
. Poema sinfonico n. 8: Héroïde funèbre (Lamento d’eroe)
. Poema sinfonico n. 9: Hungaria
. Poema sinfonico n. 10: Hamlet (da William Shakespeare)
. Poema sinfonico n. 11: Hunnenschlacht (Battaglia di Unni; ispirato ad un dipinto di Wilhelm Kaulbach)
. Poema sinfonico n. 12: Die Ideale (da Friedrich Schiller)
. Poema sinfonico n. 13: Von der Wiege bis zum Grabe (Dalla culla alla tomba; ispirato ad un dipinto di Mihály von Zichy) 

Opere sinfonico-vocali:

. Faust-Symphonie, sinfonia corale, da Johann Wolfgang von Goethe
. Dante-Symphonie, sinfonia corale, da Dante Alighieri
. Cantico del Sol di S. Francesco d’Assisi da S. Francesco d’Assisi
. Christus dalle Sacre Scritture e dalla Liturgia Cattolica
. Die Glocken des Strassburger Münsters (Le campane della Cattedrale di Strasburgo) da Henry Wadsworth Longfellow
. Die Legenda der heiligen Elisabeth (La leggenda di S. Elisabetta)
. Don Sanche, opera lirica in un atto, libretto Thèaulon Rancè 1825 diretta da Rodolphe Kreutzer con Adolphe Nourrit all’Académie Royale de Musique di Parigi (la marcia di quest’opera è stata utilizzata dal compositore Francisco Manuel da Silva per l’Inno nazionale del Brasile)

. Missa solemnis zur Einweilhung der Basilika in Gran (Messa solenne per la consacrazione della basilica di Gran)
. Requiem R488, per doppio coro maschile e orchestra
. Ungarische Krönungs-Messe (Messa ungherese per l’incoronazione)
. Via crucis per soli, coro e organo (o pianoforte) 

Musica da camera:

. Zwei Waltzer, per violino e pianoforte
. Duo (Sonata) – Sur des thèmes polonais, per violino e pianoforte
. Grand duo concertant sur la Romance de M.Lafont Le Marin, per violino e pianoforte
. Epithalam zu Eduard. Reményis Vermählungsfeier, per violino e pianoforte
. Am Grabe Richard Wagner, per arpa e archi 

Discografia:

. Poemi sinfonici completi (London Philharmonic Orchestra, Bernard Haitink (direttore), Decca, 4 CD, 2010)
. 3 Sonetti del Petrarca, Lieder (Cyprien Katsaris (pianoforte), Margaret Price (cantante) Apex, CD, 2011)
. Poemi sinfonici, Sinfonia Dante, Due leggende (BBC Philharmonic Orchestra, Gianandrea Noseda (direttore), Chandos, CD, 2009)
. Liszt. My piano Hero (Wiener Philharmoniker, Valery Gergiev (direttore), Lang Lang (pianoforte), Sony Classical, 2 Vinile LP, 2011)
. The complete piano music (Leslie Howard (pianoforte), Hyperion, 99 CD, 2011)
. Venezia e Napoli – piano works – (Costantino Catena (pianoforte), Camerata Tokyo, 2CD, 2012)
. Duo Sonata. Complete works for violin and piano (Mauro Tortorelli (violino), Costantino Catena (pianoforte), Camerata Tokyo, 2CD, 2011)
. Studi di esecuzione trascendentale. Trascrizioni da opere (Michele Campanella (pianoforte), Brilliant Classics, 6 CD, 2011)
. Rapsodie ungheresi (Artur Pizarro (pianoforte), Brilliant Classics, CD, 2008)
. Gli ultimi capolavori (Michele Campanella (pianoforte), Brilliant Classics, CD, 2011)
. Sonata in si minore, trascrizioni da Schubert e Schumann (Anna Kravtchenko (pianoforte), Universal Classic, CD, 2009)
. The Liszt recordings (Krystian Zimerman (pianoforte), Deutsche Grammophon Gesellschaft, 2 CD, 2011)
. Concerti per pianoforte e orchestra nn. 1 e 2, Les Préludes (Wiener Philharmoniker, Wiener Symphoniker, Carlo Maria Giulini (direttore), Giuseppe Sinopoli (direttore), Lazar Berman (pianoforte) Deutsche Grammophon Gesellschaft, CD, 2012)
. Riko Fukuda, Tomias Koch. Chopin, Mendelssohn, Moscheles, Hiller, Liszt. Grand duo Œuvres pour duo de pianofortes. Pianoforti Graf 1830, 1845.
. Pascal Mantin. Franz Liszt. “Un Sospiro”. Pianoforte Erard (UT3-Records, CD, 2007)
. Michele Campanella. “Franz Liszt: Sonata in si minore, Fünf klavierstücke, Deux Legends, Ballade no 2”. Pianoforte Bechstein appartenuto a Liszt (Odradek Records, CD, 2017).
. Michele Campanella. “Franz Liszt: Années de Pèlerinage (opera completa)”. Pianoforte Bechstein appartenuto a Liszt (Odradek Records, CD, 2020). 

Onorificenze:

Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite (Impero tedesco) – nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite (Impero tedesco)
— 31 maggio 1842
Medaglia dell’Ordine di Massimiliano per le Scienze e le Arti (Regno di Baviera) – nastrino per uniforme ordinaria Medaglia dell’Ordine di Massimiliano per le Scienze e le Arti (Regno di Baviera)
— 1884
Cavaliere dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (Santa Sede) – nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (Santa Sede) 

Battuto al computer da Lauretta

 

 

Franz Liszt:

https://it.wikipedia.org/wiki/File:Liszt_(Lehmann_portrait).jpg

LIEBESTRÄUME (SOGNO D’AMORE), brano per pianoforte:

 

LES PRÉLUDES, poema sinfonico, dirige Daniel Barenboim con la Berlin Philharmoniker – Staatsoper Berlin (1998): https://youtu.be/jb2bkVQwtBs

mercoledì 8 febbraio 2023

RUGGIERO LEONCAVALLO

Ruggiero Leoncavallo nasce a Napoli (Quartiere Chiaia) il 23 aprile 1857 e muore a Montecatini Terme il 9 agosto 1919.

E’ un compositore e librettista italiano, autore di opere liriche e operette.

Vincenzo, il padre, lavora come Magistrato Regio, per cui è soggetto a parecchi trasferimenti familiari in varie località del Sud Italia.
Dopo Napoli, la famiglia si sposta a Sanza: lì, il padre Vincenzo viene avvertito delle gravi condizioni di salute della moglie, Virginia D’Auria: è malata e abbastanza avanti con la gravidanza.
Il celeberrimo Dottor Costabile Cilento prescrive alla donna il cambiamento di clima e, per questo motivo, Vincenzo chiede ed ottiene il trasferimento a Castellabate, in cui rimane fino al 29 novembre 1860.
Nei registri della Basilica Pontificia di Castellabate, risulta che Irene Leoncavallo è “nata e dipartita a Castellabate alle ore 12 dell’8 luglio 1859”. 

Giovinezza di Leoncavallo: 

In seguito, la famiglia si trasferisce ad Eboli, Cava de’ Tirreni e a Montalto Uffugo, in provincia di Cosenza, dove il padre Vincenzo diventa Pretore.
La sua fanciullezza è spensierata e forma la base del suo carattere adulto.
Allo stesso tempo, si appassiona alla Natura e al Folklore locale, che offre eventi in gran pompa come le Feste delle “Rosetane” e delle “Donne Arbëreshë di San Benedetto Ullano”.
Si avvicina allo studio della Musica e prende lezioni dal Maestro Sebastiano Ricci attraverso una spinetta conservata presso l’Istituto degli Ardorini del luogo.
Per tutta la vita, Leoncavallo rimane legato a Montalto Uffugo: da cui, nel 1903, gli viene conferita la Cittadinanza Onoraria e dove, tuttora, si svolge l’annuale “Festival Leoncavallo”.

Sera del 4 marzo 1865: a Montalto Uffugo (Ruggero è piccolo), assieme alle esperienze belle, vive il drammatico momento in cui assiste all’omicidio del giovane Gaetano Scavello, suo accompagnatore e domestico di casa, che viene ferito a morte dai fratelli D’Alessandro, all’uscita del Convento Domenicano dove si sono recati per assistere ad una esibizione teatrale.
Il paese e la vita di Ruggero vengono sconvolti al punto che, dopo 27 anni, trasforma il tutto nella sua opera “I Pagliacci”, opera considerata “uno dei melodrammi lirici più belli e più rappresentati al Mondo”, come trama psicologica e come musica.
Nell’edificio, all’interno dell’ex Convento Domenicano del XV secolo (sede odierna del Municipio di Montalto Uffugo), è stato realizzato il Museo “Leoncavallo”, dedicato a lui e alle sue opere.
Nell’interno, sono conservate dimostrazioni importanti, tra cui < il suo pianoforte (donato dalla famiglia Ciseri), la sua bacchetta, parecchi spartiti, lettere autografe, dischi e cimeli di ogni genere, fra cui alcuni bozzetti scenici dipinti dal Pittore montaltese Rocco Ferrari su richiesta del compositore per la realizzazione delle scenografie della prima rappresentazione parigina de “I Pagliacci”, nel 1902 >. 

Gli studi musicali di Ruggero Leoncavallo:

1873: trasferimento lavorativo del padre a Potenza, subito dopo la morte della madre, Virginia.
Nel frattempo, Ruggero, studia Pianoforte al “Conservatorio di San Pietro a Majella” di Napoli sotto la guida di Beniamino Cesi, e si reca a Potenza, insieme al fratello Leone, nei periodi estivi.
Qui, lavora dando lezioni di pianoforte ai bambini del posto.

In seguito, va a Bologna, dove conosce Richard Wagner che, nel dicembre del 1876, è là in occasione della rappresentazione del suo “Rienzi” e del quale Leoncavallo è un ammiratore, oltre al giovane Giovanni Pascoli.
Inizia a lavorare a un progetto dal titolo “Crepusculum” (un richiamo al wagneriano “Il Crepuscolo degli Dei”), ideato come Trilogia ispirata al Rinascimento, però abbandonato presto a causa della composizione di “Chatterton”, opera romantica per la quale scrive musica e libretto in pochi mesi, ma che non viene rappresentata per parecchi anni a causa del non mantenimento dell’impegno a causa dell’impresario.

A causa del Servizio Militare di Leva, dopo il lasso di tempo trascorso a Bologna, Leoncavallo rientra a Potenza per un paio di mesi.
Però, dopo poco, torna a Bologna per potere vendere la sua prima opera, ma non trova compratori per cui, sfiduciato, torna a Potenza, dove rimane circa un anno, dove comincia a scrivere l’opera “I Pagliacci” (come risulta da un documento del 1912) e dove utilizza un pianoforte a parete che oggi si trova nel Teatro “Francesco Stabile” di tale città.

Poi, per un breve periodo, Leoncavallo visita l’Egitto, dopodiché si sposta a Parigi, dove vive per sei anni a partire dal 1882: qui, insegna Canto e conosce diverse personalità, tra cui Sybil Sanderson (studia con lui), Alexandre Dumas e Victor Maurel.
Conosce anche Berthe Rambaud, un’allieva che sposerà.
Può riprendere il “Crepusculum” e scrive il libretto della prima parte della Trilogia “I Medici”.
1888: si sposta a Milano e, per la composizione di quest’opera, l’Editore Giulio Ricordi gli propone un contratto; la termina presto, dovrebbe essere rappresentata nel 1891, ma Ricordi cambia idea e la rappresentazione viene rimandata. 

Il successo di Leoncavallo:

“I Pagliacci” è un’opera verista che Leoncavallo compone ammirando il grande successo ottenuto nel 1890 da “Cavalleria rusticana” di Mascagni.

“I Pagliacci”: opera fortunata, destinata ad avere grande successo.
Parole e musica vengono scritte in cinque mesi, dopodiché Leoncavallo la sottopone a Ricordi, non molto persuaso della validità; allora, presenta il libretto ad Edoardo Sonzogno che acquista la proprietà dell’opera prima ancora di leggere la partitura.

L’opera “I Pagliacci” viene rappresentata per la prima volta il 21 maggio 1892 al Teatro “Dal Verme” di Milano, sotto la direzione di Arturo Toscanini; riscuote immediatamente successo e, pare, è l’unica creazione di Leoncavallo a non essere mai uscita dal grande repertorio lirico.
La sua aria più celebre, “Vesti la giubba”, viene registrata dal tenore Enrico Caruso nel primo disco al Mondo che tocca il milione di copie vendute.

Sonzogno compra i diritti de “I Medici” da Ricordi e l’opera viene rappresentata, per la prima volta, sempre al Teatro “Dal Verme”, il 9 novembre 1893, ma non ottiene il successo de “I Pagliacci”, dal momento che la Critica individua una “dipendenza abbondante” da Wagner.
Idem, “Chatterton”, rappresentata a Roma nel 1896, non riceve il successo sperato.
“La bohème”: viene rappresentata per la prima volta al Teatro “La Fenice” di Venezia nel 1897 e, dopo un buon inizio, viene oscurata dal continuo aumento di notorietà dell’opera omonima di Puccini (rappresentata nel 1896), con la quale condivide titolo e soggetto, basato sul romanzo “Scènes de la vie de Bohème” di Henri Murger. 

Gli ultimi anni:

1903: dopo avere compiuto molti viaggi, Leoncavallo si ferma a Brissago, (Cantone Ticino-Svizzera); qui, incarica l’architetto Bernasconi di costruirgli “Villa Myriam”.
Lì, vive fino al 1916, anno in cui vende la villa per fronteggiare le ristrettezze economiche: tale villa è sempre stata un punto d’incontro per Direttori di Teatro, Scrittori, Cantanti ed Editori importanti.
1904: i Brissaghesi, sanno che Leoncavallo è affezionatissimo al loro villaggio, per cui gli concedono la cittadinanza onoraria.

Nonostante Leoncavallo sia un compositore fecondo, il successone de “I Pagliacci” non viene ripetuto con le altre sue opere.
E’ opportuno ricordare “Zazà” del 1900, opera della quale due arie sono rimaste in repertorio, oltre alle operette per il Teatro “Reinach” di Parma: “La reginetta delle rose” (rappresentata il 30 dicembre 1914), “La candidata” (10 gennaio 1916) e “Prestami tua moglie” (quest’ultima rappresentata al “Teatro del Casinò” di Montecatini nel settembre del 1916, replicata al Teatro “Alfieri” di Torino [ottobre], altrove, e al Teatro “La Fenice” di Venezia nel 1921).

Leoncavallo è più fortunato per mezzo delle romanze: di molte, la più famosa è “Mattinata” scritta per la “Gramophone Company” e per la voce di Enrico Caruso; lo stesso Leoncavallo suona il pianoforte durante la prima incisione dell’8 aprile del 1904 e interpretata proprio da Caruso.

9 agosto 1919: Leoncavallo muore a Montecatini Terme e viene seppellito a Firenze nel “Cimitero delle Porte Sante”.
Per suo desiderio, le salme sua e di sua moglie Berthe, saranno traslate a Brissago, sul Lago Maggiore, nel 1989: la Tomba si trova nel portico del XVII secolo della “Chiesa Rinascimentale della Madonna di Ponte”.

A Brissago, ha sede il Museo alla memoria del Musicista.
Gran parte della ricchezza patrimoniale artistica di Leoncavallo è oggi conservata al “Fondo Leoncavallo”, nella vicina Locarno. 

Composizioni:

Opere:

. I Pagliacci (Milano, 21 maggio 1892)
. I Medici (Milano, 10 novembre 1893)
. Chatterton (Roma, 10 marzo 1896)
. La bohème (Venezia, 6 maggio 1897)
. Zazà (Milano, 10 novembre 1900)
. Der Roland von Berlin (Berlino, 13 dicembre 1904)
. Maià (insuccesso al Teatro Costanzi di Roma, 15 gennaio 1910 diretta da Pietro Mascagni con Emma Carelli e Domenico Viglione Borghese)
. Zingari (Londra, 16 settembre 1912)
. Mameli (Genova, 27 aprile 1916)
. Edipo re (rappresentata postuma a Chicago il 13 dicembre 1920) 

Operette:

. La jeunesse de Figaro (USA, 1906)
. Malbrouck, fantasia comica-medievale in 3 atti, libretto di Angelo Nessi (Roma, 20 gennaio 1910) al Teatro Drammatico Nazionale
. La reginetta delle rose, in 3 atti, libretto di Giovacchino Forzano (24 giugno 1912) première contemporanea, nel Teatro Costanzi di Roma diretta da Costantino Lombardo e nel Teatro Politeama Giacosa di Napoli
. Are you there? (Londra, 1913) al Prince of Wales Theatre
. La candidata, in 3 atti, libretto di Giovacchino Forzano (Roma e Torino, 6 febbraio 1915) al Teatro Drammatico Nazionale ed al Teatro Politeama Chiarella
. Prestami tua moglie, libretto di Edmondo Corradi (Salone di Cura Montecatini, 2 settembre 1916)
. Goffredo Mameli, libretto di Gualtiero Belvederi (Genova, Teatro Carlo Felice, 27 aprile 1916)
. A chi la giarrettiera?, libretto di Edmondo Corradi (Salone di Cura di Montecatini e Teatro Adriano di Roma, 6 ottobre 1919)
. Il primo bacio, libretto di Luigi Bonelli (Salone di Cura di Montecatini, 29 aprile 1923)
. La maschera nuda, completata da Salvatore Allegra, libretto di Luigi Bonelli e Ferdinando Paolieri (Napoli, 2 maggio 1925) al Politeama Giacosa 

Altre composizioni:

. La nuit de mai – Poema sinfonico tratto da Alfred de Musset – Sala Kriegelstein, Parigi 1886
. Seraphitus Seraphita – Poema sinfonico tratto da Séraphîta di Honoré de Balzac – Teatro alla Scala, Milano, 1894
. Pierrot au cinema – Capriccio d’amore – libretto di C. Trulet, 1916
. Messa da requiem (incompiuta) – Completata dal Maestro József Ács nel 2009. Il requiem completo è stato eseguito in prima rappresentazione mondiale al Festival Leoncavallo a Brissago (Svizzera) il 22 agosto 2009.
. Mattinata – Romanza, scritta per Enrico Caruso nel 1903
. Di viva fiamma, di sangue vivo, inno composto per la Croce Rossa Italiana nel 1901.
. Ci sono inoltre numerose altre romanze e composizioni per canto e pianoforte e pianoforte solo. 

Battuto al computer da Lauretta

 

Ruggero Leoncavallo:

https://it.wikipedia.org/wiki/File:Leonkavallo_Postcard-1910.jpg

.

“I Pagliacci”:

. Herbert von Karajan dirige il Preludio e il Prologo cantato dal baritono Peter Glossop: https://youtu.be/ZmOxWbZxs38


.

. Il soprano Anna Moffo e il Coro eseguono l’ “Aria e il Coro delle Campane”: https://youtu.be/cr_XlHy5ahs

 

. Il tenore Mario Del Monaco canta “Vesti la giubba”:

 

 

 

LEONARDO LEO

Leonardo Ortensio Salvatore de Leo nasce a San Vito dei Normanni (in provincia di Terra d’Otranto) il 5 agosto 1694 e muore a Napoli il 31 ottobre 1744.

E’ un compositore italiano, tra i massimi rappresentanti della “Scuola Musicale Napoletana”.

XVIII secolo: De Leo è capostipite della “Scuola Napoletana” e, a quanto pare, compie gli studi musicali al “Conservatorio della Pietà dei Turchini” sotto la direzione di Nicola Fago, detto “il Tarentino”.

Girolamo Chigi, allievo e amico di Pitoni, Maestro di Cappella di San Giovanni in Laterano, dice che de Leo va a Roma e studia il Contrappunto sotto la sua guida sapiente e, dopo il ritorno a Napoli, de Leo diventa “Secondo Maestro” presso il “Conservatorio della Pietà dei Turchini”.

1716: sua Nomina ad “Organista della Cappella Reale”.

1717: è incaricato di occupare il posto di “Maestro di Cappella” della “Chiesa di Santa Maria della Solitaria”, per la quale scrive molta musica.

1719: fa rappresentare “Sofonisba”, la sua prima opera seria che viene accolta bene e nella quale il suo talento si nota già.

Insegnamento: prima, è al “Conservatorio della Pietà dei Turchini”, poi al “Conservatorio di Sant’Onofrio” dove, alcuni suoi allievi sono fra i compositori più illustri del XVIII secolo, come Jommelli e Piccinni.
Altri suoi allievi sono Emanuele Barbella e Gennaro D’Alessandro.

1744: contrariamente a quanto sostenuto da Piccinni e Burney, de Leo muore in tale anno e, secondo quanto riferito dal Marchese di Villarosa, il musicista viene colpito da apoplessia, mentre scrive un’aria buffa de “La finta frascatana” che comincia con queste parole: “Voi par che gite/di palo in frasca”.
Viene trovato con la testa appoggiata sul suo clavicembalo e, in un primo momento, si crede che dorma: però è già deceduto.
Viene sepolto nella “Chiesa di Santa Maria di Montesanto”, a Napoli, dove riposano anche Alessandro Scarlatti ed altri musicisti della Scuola Napoletana.

Leo ha taglia media, colorito bruno, occhio vivace e personalità focosa.
Sebbene sia sostenuto, è gentile ed educato, è infaticabile nel suo lavoro, passa parecchio tempo della notte a comporre.
Ama molto le sue opere, ma sa prendersi la rivincita sui suoi rivali, all’occorrenza.
La sua morte provoca rimpianto, lascia lungamente il ricordo di sé e delle sue opere, oltre la scuola di cui è uno dei fondatori. 

Considerazioni sull’artista Leonardo Leo:

Con Alessandro Scarlatti e i contemporanei Nicola Antonio Porpora, Francesco Durante e Francesco Feo, de Leo condivide il merito di avere fondato la “Scuola di Napoli”, da cui provengono – per la durata di un secolo – molti compositori drammatici di classe.
Oltre ad essere un grande Professore, è un Artista ricco di arte musicale.
La sua Musica da Chiesa tocca il cuore e origina devozione.

Nel genere teatrale, de Leo è nobile, patetico e appassionato; e sortisce grandi effetti attraverso questi mezzi.
Piccinni lo elogia, in particolare per l’aria “Misero pargoletto”, dal “Demofoonte”, come espressione drammatica di grande bellezza.
Idem, Arteaga gli rivolge molti elogi.

 

Opere:

Serenate e pastorali:

. Il gran Giorno d’Arcadia (serenata per il giorno della nascita dell’arciduca d’Austria Leopoldo, 1716)
. Diana amante (serenata per la festa della contessa Daun, vice regina di Napoli, 1717)
. Le nozze in danza (pastorale cantata presso Baldassarre Cattaneo principe di San Nicandro per le nozze di suo figlio Domenico, duca di Casalmaggiore, e di Giulia di Capua, duchessa di Termoli, 1718)
. Serenata in lode del signor George Bingh, plenipotenziario del re d’Inghilterra, cantata dal cavaliere Nicolò Grimaldi e Marianna Benti Bulgarelli detta La Romanina, 1719) 

Drammi per musica:

. Sofonisba (Napoli, teatro San Bartolomeo, 1719)
. Cajo Gracco (Napoli, teatro San Bartolomeo, 1720)
. Bajazette (rappresentato al palazzo del viceré, 1722)
. Tamerlano (Roma, 1722)
. Timocrate (Venezia, 1723)
. Zenobia in Palmira (dramma di Apostolo Zeno per il teatro San Bartolomeo, 1725)
. Astianatte (cantato dalla Tesi e da Farinelli, 1725)
. La somiglianza (teatro dei Fiorentini, 1726)
. L’Orismene, overo dagli sdegni gli amori, commedia per musica in 3 atti (Teatro Nuovo (Napoli), 1726)
. Ciro riconosciuto (1727)
. Argene (1728)
. Catone in Utica, tragedia per musica in 3 atti, libretto di Pietro Metastasio (cantato nel Teatro San Giovanni Grisostomo a Venezia da Grimaldi, Domenico Gizzi, Farinelli, Giuseppe Maria Boschi e Lucia Facchinelli, 1728)
. La zingara (intermezzo, 1731)
. Intermezzi per l’Argene (1731)
. Amore dà senno (teatro Nuovo, 1733)
. Emira (con intermezzi di Ignazio Prota, 1735)
. La clemenza di Tito (1735)
. Onore vince amore (teatro dei Fiorentini, 1736)
. La simpatia del sangue (1737)
. L’Olimpiade (1737, ripresa nel 1743)
. Siface (1737)
. Le nozze di Psiche con Amore (1738 al Teatro San Carlo con Vittoria Tesi ed Angelo Amorevoli)
. Artaserse (1738, revisione del dramma di Leonardo Vinci)
. Festa teatrale (1739)
. Amor vuol sofferenza (1739)
. La contesa dell’Amore e della virtù (1740)
. L’Alidoro (1740)
. Alessandro (1741)
. Demoofonte (1741 con Giovanna Astrua e Caffarelli al Teatro San Carlo di Napoli)
. Andromaca (1742 con la Astrua e Caffarelli al San Carlo)
. Decebalo (festa per musica, 1743)
. Vologeso re dei Parti, dramma per musica in 3 atti, libretto di Apostolo Zeno, diretta da Giovanni Battista Somis (1743) al Teatro Regio di Torino
. La finta Frascatana (1744) (quest’opera fu terminata da Capranica poiché Leo era stato colto da apoplessia mentre vi lavorava). 

Altre opere di questo maestro le cui date non sono conosciute, sono:

. Lucio Papirio
. Arianna e Teseo (cantata teatrale)
. Evergete
. Il matrimonio nascosto
. Alessandro nell’Indie
. Il Medo
. Nitocri, regina di Egitto
. Il Pisistrate
. Il trionfo di Camilla
. Le nozze di Iole ed Ercole (cantata a tre voci)
. Achille in Sciro 

Oratori sacri:

. Oratorio per il Santo Natale
. Santa Geneviefa
. Santa Chiara, o L’infedeltа abbattuta (1712)
. Il trionfo della castità di Sant’ Alessio (1713) libretto Nicolò Corvo
. Dalla morte alla vita di Santa Maria Maddalena (1722) libretto Carlo de Pretis; perduto
. La Vergine addolorata per i tormenti del suo Ss. Figlio (1729)
. Oratorio per la Santissima Vergine del Rosario (1730)
. Sant’Elena al Calvario (1732) libretto Pietro Metastasio
. Perla festa di s. Vincenzo Ferreri (forse 1733)
. La morte d’Abel (1738) libretto Pietro Metastasio
. San Francesco di Paola nel deserto (1738)
. Il Verbo eterno e la Religione (1741) libretto Cesare Taviani 

Battuto al computer da Lauretta

 

 



Ritratto di Leonardo Leo, Pompeo Batoni, Conservatorio di San Pietro a Majella, Napoli:
https://it.wikipedia.org/wiki/File:Leonardo_Leo.png

File:Leonardo Leo.png

 



 


mercoledì 1 febbraio 2023

SABINO LENOCI

Circa trent’anni fa, ho conosciuto il gentilissimo Dottor Lenoci in Provincia di Cremona, durante un Concerto-Concorso Lirico intitolato al baritono Mario Basiola, presentato da Daniele Rubboli, dove cantava anche un allievo del baritono Aldo Protti, presente fra il pubblico.

Il Dottor Lenoci, eccellente giornalista e critico musicale: in seguito, l’ho incontrato presso il Centro Culturale “Rosetum” di Milano durante l’intervallo dell’operetta “Il Pipistrello” di Richard Strauss der Jung.

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Sabino Lenoci compie gli studi classici con orientamento musicale, dopodiché frequenta Corsi Professionali per Coordinamento Grafico e Progettazioni Editoriali.

Anni 1970-1980: è collaboratore della Casa Editrice “Editoriale Galfa” di Milano, in cui progetta, fonda e coordina due riviste competenti nel campo dell’Arredamento per, poi, passare ad aiutare varie riviste specializzate nell’ambito teatrale e musicale.

1986: con Giorgio Banti, ìdea e fonda la prima rivista mensile dedicata unicamente al Melodramma: “l’Opera”.
Grazie a tale rivista, Lenoci diventa noto prestissimo nel mondo musicale internazionale, diventando “leader” dell’informazione e della critica musicale.
La sua forte esperienza lo porta a diventare Consulente Artistico in varie manifestazioni (anche presso importanti reti televisive come Mediaset e R.A.I.).

Fine Anni ‘80: Sabino Lenoci pianifica e cura la collana “I grandi protagonisti” composta da volumi della Casa Editrice “Treves Publishing” di New York, dedicata ai più grandi compositori d’opera e direttori d’orchestra.

1990-1994: collabora con la R.A.I. per una trasmissione radiofonica su RadioTre, trasmissione dedicata al Mondo Lirico, in particolare a quello giovanile, non dimenticando i grandi artisti della Lirica internazionale, tenendo trasmissioni biografiche su Giulietta Simionato, Giuseppe Di Stefano, Renata Tebaldi, Maria Callas, ecc.

In tale periodo, collabora con Teddy Reno per il “Premio Lauri Volpi” che viene trasmesso su RaiDue; dopodiché, per circa un paio d’anni, è Consulente Artistico e presentatore di spettacoli musicali, presso il Circolo Culturale “Rosetum” di Milano.

1994-1996: è Responsabile del settore musicale di “Tele+3” dove crea e conduce la trasmissione settimanale “Scena e Retroscena”.
Si tratta di reportages teatrali di tutti gli eventi musicali in Italia e all’Estero con scelta di ascolto di brani d’opera: tale appuntamento televisivo riscuote grnde successo negli appassionati di Musica.

2000: sempre insieme a Giorgio Banti, progetta e fonda la rivista “Musical”, prima rivista periodica dedicata al Teatro musicale leggero.

2000: crea “L’Opera Award”.
Presto, “L’Opera Award”diventa un “evento musicale” attesissimo da appassionati e non appassionati, viene registrato e trasmesso dalla R.A.I.

2000-2001: Mediaset gli chiede un’idea per una sezione culturale sul sito web Mediasetonline, idea che incontra l’approvazione e viene inserita nel “TGCOM” di Canale 5.

2003: pianifica, crea e realizza il “Musical Award” al Teatro “Nazionale” di Milano, sede di moltissimi spettacoli musicali.
Il tutto viene ripreso televisivamente.

E’ impegnatissimo come Consulente Musicale di diverse Istituzioni e per la stesura di testi di libri rivolti ai Grandi della Musica e, molto spesso, è Membro di Giuria di quasi tutti i Concorsi Lirici italiani ed esteri dove, in alcune, è Presidente della Commissione esaminatrice.
Si divide tra la direzione delle riviste e la consulenza artistica in Istituzioni e Manifestazioni culturali (esempio: l’ “Accademia Verdiana” di Busseto).

Gennaio 2005: è docente presso l’Accademia del Teatro “Alla Scala”, in cui tiene corsi sulle arti dello spettacolo (Regia, Scene e Costumi, Interpretazione, Fotografia di scena).

2006: diventa Docente di “Teatro Musicale” presso il Liceo Musicale “Licos” di Pavia e l’ “Accademia Verdiana” di Busseto.
Successivamente a queste docenze presso Scuole, progetta col Professor Davide Garattini, collaboratore della Redazione de “l’Opera” e Vicedirettore della rivista “Musical”, una serie di Libro-Fumetto dedicato all’Opera, per insegnarla culturalmente presso i bambini e gli adolescenti.

2006: diventa consulente musicale del “Centro Culturale Elena Obraztsova” di San Pietroburgo dove organizza Concerti e Recitals presso la “Filarmonica” di San Pietroburgo e al “Palazzo Costantino” (sede del Presidente russo).
E’ anche membro della Commissione della “Elena Obraztsova Competition” di San Pietroburgo.

2007: è Direttore Artistico del Festival e Concorso “Spiros Argiris” di Sarzana e del Festival di Musica a Sarzana, Lerici e Pietrasanta.

2008: collabora con la R.A.I. e con Pippo Baudo; è consulente per programmi lirici, tra i quali “Serata d’Onore”, “Lirica” e “Domenica In”, edizioni 2009 e 2010 per il Concorso per giovani cantanti lirici; in entrambe le trasmissioni ricopre anche la carica di Coordinatore e Giurato in commissione.

2009: è Docente al “Politecnico” di Milano per una serie di corsi sul Teatro d’Opera, Regia, Scene e Costumi.

Marzo 2010: è responsabile di due “video-magazine” di “Opera” e “Musical” trasmessi sui video di tutte le rotte nazionali e internazionali della Compagnia aerea Alitalia.

Luglio 2010: è Direttore Artistico della “Accademia Lariana di perfezionamento di giovani musicisti Antonio Ghislanzoni” di Abbadia Lariana/Lecco.

2011: col Prof. Davide Garattini, crea “OperaPromotion”, Associazione Culturale per la promozione di eventi musicali in tutto il Mondo attraverso Masterclass, Recitals, Progetti didattici nelle scuole, Produzioni operistiche con giovani cantanti e grandi big del mondo lirico internazionale.

2011: diventa Direttore della Commissione Giudicatrice del “Concorso Marcello Giordani” e Direttore artistico della “MG Foundation” di New York per la promozione di giovani cantanti internazionali.

2012: attraverso gli Istituti Italiani di Cultura, organizza Recitals e MasterClass di grandi artisti italiani in Brasile, Russia, Ucraina.

2013: diventa Coordinatore e Responsabile del nuovo “StreamOpera” video portale per la tv web.

Nel momento attuale, collabora, a progetti culturali e promozioni presso teatri internazionali come il “National Centre of Performing Arts” di Pechino, la “Royal Opera House” di Muscat, il Teatro “Sao Pedro” di San Paolo del Brasile, … e altri.

L’attività organizzativa di eventi culturali in tutto il Mondo è intensa e si svolge in importanti Teatri come, ad esempio, nel Teatro “Alla Scala” per la serie di incontri sulle “Grandi voci alla Scala” da lui ideati e programmati nel Ridotto dei Palchi “Arturo Toscanini”.

Organizza e coordina Concorsi internazionali per giovani cantanti lirici, come il “Premio Etta Limiti” per la R.A.I. (a Milano), il “Premio Tito Schipa” (a Lecce), eccetera. 

Battuto al computer da Lauretta

 

 

 

SABINO LENOCI:

https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/22_aprile_15/bancarotta-debiti-ma-l-amore-sabino-leoci-la-lirica-un-attenuante-unica-pregevole-iniziativa-editoriale-italia-11fee19c-bc85-11ec-838b-5bff914371d1.shtml