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mercoledì 14 giugno 2017
martedì 13 giugno 2017
lunedì 22 maggio 2017
LA STORIA DI JIM THORPE - IL CAMPIONE NATIVO AMERICANO SENZA PACE.
Costanzo Tristano Fiorini a TURTLE PEOPLE - NATIVE AMERICANS
LA STORIA DI JIM THORPE - IL CAMPIONE NATIVO AMERICANO SENZA PACE.
Jim Thorpe nacque da genitori nativi con sangue francese e irlandese nelle vene. La madre, dandolo alla luce, vede un raggio di luna entrare nella capanna dove vive, e decide: “Si chiamerà Sentiero Lucente”. In realtà viene registrato come Jacobus Franciscus Thorpe, ma il suo nome indiano è già anche un destino, almeno a metà: il sentiero per lui sarà lucente, brillerà fino agli ori olimpici di Stoccolma 1912, salvo poi adombrarsi fino all’eclisse, quando un’accusa di professionismo gli toglierà premi e meriti.
Da piccolo, Jim, cresciuto nei boschi della riserva, si avvicina allo sport attraverso la scuola. Si distingue dai coetanei per il fisico già strutturato e per la strepitosa attitudine sportiva. Il piccolo “Sentiero Lucente” è un ribelle, ma grazie al suo insegnante e allenatore Glenn Warner entra nella squadra di atletica della Carlisle High School, e comincia a giocare a football e a baseball, riversando la sua energia nell’agonismo. E vince, tutto. Nell’atletica, in particolare. Spicca nel salto alto in alto, nel lungo, negli ostacoli, e poi anche pentathlon e decathlon.
Ora Jim è un ragazzone alto 1,80 per 86 chili, conteso dalle squadre di football e baseball anche se può giocare solo d’estate. Durante l’anno si impegna con la squadra di atletica, tanto da qualificarsi alle Olimpiadi di Stoccolma in quattro specialità: pentathlon, decathlon, lungo e alto. Si narra che, a bordo della nave degli atleti statunitensi ormeggiata nel porto di Stoccolma, il coach Usa fosse in difficoltà con Jim, che invece di allenarsi dormiva. “Ma coach - rispondeva - ho appena sognato di allenarmi!”.
Bottino di Jim “Sentiero lucente” a Stoccolma 1912: due ori - decathlon e pentathlon -, quarto nel salto in alto, settimo nel salto in lungo. Re Gustavo V di Svezia vuole incontrarlo per fargli i complimenti di persona, ma quando i suoi inviati lo vanno a prendere sulla nave Usa trovano solo il coach che li congeda con una scusa. Infatti Jim è ubriaco fradicio, sta dando calci alle porte delle cabine urlando “Sono un cavallo!”: festa estrema, ma anche avvisaglie di alcolismo, che lo distruggerà anni più tardi. Re Gustavo lo incontrerà il giorno dopo, e gli dirà: “Sir, lei è il più grande atleta del mondo”. Jim risponde: “Grazie, re”.
Ma nel 1913 il giornale sportivo “Worcester Telegram” denuncia Thorpe per professionismo: aveva giocato a baseball in squadre pro. Il Cio cancella a Jim tutti i risultati e tutti gli onori. Non serviranno le scuse ufficiali, né l’ammissione di colpa (“Ero uno scolaro indiano che non sapeva niente di queste cose”). “Sentiero lucente”, amareggiato dallo scandalo che lo ha rovinato, ripiega sul baseball, carriera con cui manterrà sé e la famiglia fino al 1929. Dopo il ritiro finisce a fare il carpentiere a Los Angeles. Un giorno qualcuno a Hollywood si ricorda di lui e per 1.500 dollari ricava dalla sua storia un film con Burt Lancaster (Pelle di rame, 1951). Il Sentiero si avvia verso il crepuscolo.
Nel 1952 scopre di avere un tumore. I medici non riescono a fare niente: il suo cuore, minato dall’alcol, cede a un infarto il 29 marzo 1953. Jim muore nella roulotte dove vive, alla periferia di Los Angeles. Le medaglie olimpiche che aveva dovuto restituire nel 1913 furono riconsegnate ai figli nel 1983 dal presidente del Cio, Juan Antonio Samarach, che ne ripristinò la memoria con una cerimonia pubblica.
Un paese in Pennsylvania comprò i resti dell'indiano per ospitarli in un museo a pagamento: il giudice ha deciso che non potranno essere trasferiti nella riserva dove nacque. (Chiara Turrini)
PER NON DIMENTICARE !!!!
PER NON DIMENTICARE !!!!
"IL PROGETTO DEGLI ORSI"
Da: Lianna Elizabeta Costantino
22 maggio 2017 - 1,15
"Il Progetto degli Orsi iniziò nel 2005 con l'intento di mostrare la varietà di artisti di talento all'interno del Confine di Qualla (the "Qualla Boundary", dove abitano i Cherokee della Banda del Est).
Un comitato ha ricercato diversi concetti prima di scegliere un tema dell'orso, in quanto intendevano produrre qualcosa di culturale significativo.
Gli orsi sono una gran parte della cultura di Cherokee e appaiono in molte delle storie e delle leggende che la gente Cherokee mantengono sacra.
La cultura attualmente riconosce i contributi dei Clan di Uccelli, Blu, Cervi, Capelli Lunghi, Vernice, Patata Selvaggia e Lupo.
"Syllabeary Bear" dipinto da Charles Saunooke (giu). Questo e' un gioco di parole, perche significa "sillabario" (di Sequoyah) ma e' scritto con "bear" (orso) interno = "syllabary" diventa "syllaBEARy".
Costanzo Tristano Fiorini a TURTLE PEOPLE - NATIVE AMERICANS
Costanzo Tristano Fiorini a TURTLE PEOPLE - NATIVE AMERICANS
LA STRAGE DEI NATIVI D'AMERICA ... IL SILENZIO.
Non dimentichiamo stragi e massacri dei nativi d'america
Sullo sterminio dei popoli nativi delle Americhe e sulla totale distruzione delle loro culture aleggia, ormai da secoli, un silenzio tombale. Lo sterminio di tutte le etnie “indie”, ovvero dei Nativi Americani, nel Nord America così come nell’America Centrale e nel Sud America, è il più immane e devastante olocausto di tutti i tempi operato per mano degli Occidentali. L’olocausto dei nativi americani non fu solo lo sterminio di milioni di persone, fu qualcosa di più profondo. Fu, oltre l’eccidio, anche la totale distruzione delle loro culture, portate alla completa scomparsa.
Sullo sterminio dei popoli nativi delle Americhe e sulla totale distruzione delle loro culture aleggia, ormai da secoli, un silenzio tombale. Lo sterminio di tutte le etnie “indie”, ovvero dei Nativi Americani, nel Nord America così come nell’America Centrale e nel Sud America, è il più immane e devastante olocausto di tutti i tempi operato per mano degli Occidentali. L’olocausto dei nativi americani non fu solo lo sterminio di milioni di persone, fu qualcosa di più profondo. Fu, oltre l’eccidio, anche la totale distruzione delle loro culture, portate alla completa scomparsa.
Essi popolavano l’intero continente americano, dalle gelide lande dell’Alaska fino alla punta meridionale del continente, la Terra del fuoco. Gli habitat erano i più diversi. Zone di freddo quasi polare. Pianure sterminate e fertili. Vasti altipiani (le mesas del Sud Ovest statunitense). Foreste equatoriali e pluviali. Le vertiginose cime delle Ande. Le steppe. Di nuovo, laggiù nella Terra del fuoco, gelide terre in prossimità dell’Antartico.
L’immane olocausto che ebbe luogo in quel continente nel corso di quasi quattro secoli non è mai stato pienamente riconosciuto nella Storia e nella coscienza dell’Occidente, e quindi mai espiato in alcun modo, a differenza di quanto accaduto per l’olocausto degli ebrei.
Le fonti più attendibili attestano che prima dell’arrivo degli europei circa 8 milioni di indiani occupavano l’America del Nord. Nel 1692, non restavano già più di 4 milioni e mezzo d’indigeni. Oggi gli indiani sopravvissuti sono meno di 50mila. All’arrivo dei primi coloni gli indiani fecero l’errore di mostrarsi piuttosto accoglienti. Quando gli immigrati furono abbastanza numerosi, cominciarono a premere sui territori dei nativi americani per strappar loro la terra.
E’ il via ad un genocidio mostruoso, costellato di continue stragi e massacri di villaggi, operato con una pianificazione scientifica: affamare gli indiani, facendo tabula rasa delle mandrie di bisonti, e spingerli nelle zone più invivibili per farli morire di stenti e malattie continuando, al tempo stesso, ad attaccarli. Inzia così l’epoca delle riserve, che ben presto diventano autentici campi di sterminio, aree incolte, malsane e povere di mezzi di sostentamento.
Migliaia di indiani, poi, vengono spostati da una riserva all’altra, apparentemente senza motivo: marce forzate su tragitti lunghissimi, in realtà studiate apposta per decimare la popolazione. Nelle riserve, veniva attuata la soluzione finale: impossibilitati a procurarsi il cibo con la caccia, come loro costume, gli indiani sono costretti a nutrirsi con alimenti avariati che non possono più essere venduti sul mercato dei coloni.
Agli indiani vengono fornite coperture infettate coi microbi del vaiolo e della tubercolosi e queste malattie, nel giro di pochi anni, completano lo sterminio. Il ricorso all’uso del vaiolo appare già in un rapporto al generale Amherst, datato 13 luglio 1763, in cui il colonnello Henry Bouquet relaziona al suo superiore circa l’uso di coperte infettate da malati per contagiare gli indiani. Questa tecnica è poi stata usata con gran successo nelle riserve, per affrettare la risoluzione della “questione indiana”. Dai lager, presto ridotti a grandi lebbrosari, si poteva uscire solo morti: ogni rivolta, ogni tentativo di fuga venne repressa con inaudita ferocia. Così scomparve il popolo delle grandi praterie, vittima dell’immigrazione e, oggi, dei vuoti di memoria dei media di regime. (da: sapere è un dovere.com)
Agli indiani vengono fornite coperture infettate coi microbi del vaiolo e della tubercolosi e queste malattie, nel giro di pochi anni, completano lo sterminio. Il ricorso all’uso del vaiolo appare già in un rapporto al generale Amherst, datato 13 luglio 1763, in cui il colonnello Henry Bouquet relaziona al suo superiore circa l’uso di coperte infettate da malati per contagiare gli indiani. Questa tecnica è poi stata usata con gran successo nelle riserve, per affrettare la risoluzione della “questione indiana”. Dai lager, presto ridotti a grandi lebbrosari, si poteva uscire solo morti: ogni rivolta, ogni tentativo di fuga venne repressa con inaudita ferocia. Così scomparve il popolo delle grandi praterie, vittima dell’immigrazione e, oggi, dei vuoti di memoria dei media di regime. (da: sapere è un dovere.com)
domenica 14 maggio 2017
La Donna é Sacra.
"Noi rispettiamo le Madri,
le Sorelle,
le Mogli,
le Figlie,
le Nipoti.
Sono le Donne che ci danno la vita,
che ci nutrono e che ci insegnano a camminare e a parlare.
Gli uomini sono i loro Occhi,
le loro Orecchie,
la loro Bocca"
le Sorelle,
le Mogli,
le Figlie,
le Nipoti.
Sono le Donne che ci danno la vita,
che ci nutrono e che ci insegnano a camminare e a parlare.
Gli uomini sono i loro Occhi,
le loro Orecchie,
la loro Bocca"
YUMNI
#TanadelleTigri
#TanadelleTigri
sabato 13 maggio 2017
Tana delle tigri
Tana delle Tigri
"Se era grande quello che hai superato
Sarà immenso quello che raggiungerai."
Sarà immenso quello che raggiungerai."
(Detto Zen)
Direi anche nativo... come tanti detti degli uomini saggi
YUMNI
venerdì 12 maggio 2017
INDIANI HOPI E ALIENI
I discendenti dei nativi americani ne hanno conservato parecchie ma, probabilmente, moltissime testimonianze e racconti più precisi sono andati irrimediabilmente dispersi. Hopi, Cherooke, Sioux, Navaho e altri popoli raccontavano di esseri venuti dal cielo e di strani fenomeni inspiegabili. In quasi tutte le principali tribù degli Indiani d'America esistevano miti e leggende di oggetti volanti ed esseri misteriosi dai poteri formidabili.L'intero misticismo e la religione degli indiani americani era fondata su questi aneddoti. Gli Hopi raccontavano ad esempio dei Katchinas, un popolo venuto dalle stelle per aiutarli ed educarli. Oppure della visione degli "uccelli di fuoco". Senza dimenticare le "canoe volanti". Oggi li avrebbero chiamati UFO, oggetti volanti non identificati. Per le tribù indiane erano segni della presenza delle divinità, dei loro spiriti. Gli ufologi moderni, a sostegno delle loro tesi, hanno costruito diversi teoremi. Molti racconti, tramandati sino ad oggi, presentano analogie con quelli delle popolazioni native dell'America Centrale e asiatiche. L'Arizona e il Nuovo Messico, dove abbondano i luoghi considerati sacri dai nativi americani, hanno registrato una media d' avvistamenti di UFO esorbitante rispetto ad altre zone del mondo. Il dibattito tra le correnti di ufologi che sostengono queste tesi e gli scettici è destinato a perdurare. A parte pochi cronisti, nel diciannovesimo secolo, erano in pochi ad interessarsi delle tradizioni degli Indiani d'America. La guerra di conquista e di distruzione dell'uomo bianco, probabilmente, ha cancellato tracce preziose. Sia a sostegno degli ufologi che degli scettici.
IN DETTAGLIO
Gli indiani Hopi appartengono agli antichi abitanti dell'altopiano centrale degli Stati Uniti e la sua leggenda, la storia del genere umano è diviso in periodi che chiamano "mondi". I loro costumi e le tradizioni sono profonde nelle profondità della preistoria, ma non nella sua sede attuale, ma in una terra lontana che gli Hopi hanno chiamato "Kasskara" e lui è stato vittima di guerre e sconvolgimenti che stavano per sterminare tutti i loro avversari. Secondo la tradizione Hopi, la storia del genere umano è diviso in periodi che chiamano "mondi", che sono separati da terribili catastrofi naturali: il primo mondo ceduto al fuoco, il secondo dal ghiaccio e il terzo dall'acqua. Il nostro mondo attuale, che è il quarto nelle sue profezie, sta arrivando al termine e lascia il posto a un nuovo mondo in un futuro non troppo lontano. In tutto, l'umanità deve percorrere sette periodi. Gli indiani Hopi affermano che i loro antenati sono stati visitati da esseri dalle stelle che si muovevano con uccelli volanti o" scudi fragorosi", conoscevanol'arte del taglio ed il trasporto di enormi blocchi di pietra così come sapevano costruire gallerie e strutture sotterranee. Questi soccorritori erano i "Katchinas", che significa "saggio, onorato e rispettato." Il Katchinas erano in grado di salvaguardare il popolo da uno di questi sconvolgimenti, e hanno insegnato agli indiani come osservare le stelle, tagliare radici, far rispettare le leggi e una lunga lista di altre attività. Si moltiplicarono come popolo, ed emersero nuovi clan e nazioni che si diffusero in tutta l'America. I Katchinas aiutarono gli eletti a muoversi verso nuove terre. Questo segnò la fine del terzo mondo e l'inizio del quarto. La popolazione, secondo la tradizione che gli Hopi ricordano, giunsero alla nuova terra in diversi modi: quelli selezionati per visitare, controllare e preparare,vennero portati lì per via aerea, a bordo "Katchinas scudi". È opportuno chiarire che sin dal primo mondo, gli esseri umani sono stati in contatto con i Katchinas. Erano esseri visibili e di aspetto umano, non sono mai stati presi per dei, ma solo come esseri di conoscenza superiore . Sono stati in grado di muoversi attraverso l'aria a velocità enorme, e atterrare ovunque. Dato che erano esseri corporei, era necessario per loro viaggiare su macchine volanti .I Katchinas oggi non esistono più sulla Terra. Un giorno i Katchinas all'improvviso se ne andarono , e tornarono fra le stelle e il popolo dimenticò gli insegnamenti dei loro maestri. Gli Hopi, come fedeli seguaci delle tradizioni dei loro antedecesores, sono ancora in attesa del ritorno dei loro insegnanti nel mondo di oggi. In attesa di questo atteso ritorno, gli Hopi hanno fatto lo stesso design rigorosamente generazione dopo generazione, maschere e burattini e le loro insegnanti chiamata Katchinas. Queste bambole portano strani costumi e caschi e rappresentano animali con una forte connotazione simbolica, per evidenziare il carattere individuale dei Katchinas veri e gli insegnanti che li hanno rappresentati. Inoltre, queste bambole sono il modo ideale per far giocare i bambini, senza panico cosi che sappiano riconoscere i Katchinas quando torneranno di nuovo. Secondo gli Hopi, i primi segni profetici di questi accadimenti sono già apparsi.
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